Sei qui

L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

L’Agnello Mistico di Van Eyck on-line in altissima risoluzione

Il sito permette non solo una immersione nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, maanche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012

ROMA – E’ online la nuova versione dell’applicazione web “Closer to Van Eyck”, che permette uno sguardo ravvicinato sull’artista e il suo capolavoro il Polittico dell’Agnello Mistico, realizzato nel 1432 col fratello Hubert. 

I nuovi contenuti sono disponibili sulla piattaforma http://closertovaneyck.kikirpa.beIl sito permette non solo di immergersi nelle immagini in altissima risoluzione della celebre pala d’altare di Gent, ma anche nei diversi stadi del trattamento di conservazione e restauro dell’opera iniziato nel 2012, con l possibilità quindi di confrontare simultaneamente le immagini del prima, durante e dopo il restauro, con una semplice funzione di zoom.

Ogni tappa del processo di conservazione è stata infatti documentata con tecniche fotografiche e scientifiche all’avanguardia, come le radiografie e la riflessografia a raggi infrarossi, che permettono di ottenere un altissimo livello di dettaglio della pittura e una risoluzione di estrema qualità delle immagini, pari a 100 miliardi di pixel. 

Le nuove immagini mostrano quindi alla perfezione il lungo lavoro di riscoperta ad opera dei restauratori dell’Istituto Reale Belga per il Patrimonio KIK-IRPA, che tra il 2012 e il 2016 hanno eliminato secoli di ridipinture dai pannelli esterni della pala d’altare, riportando a nuova vita e nuova luce la pittura originale di Van Eyck, coi suoi colori e i suoi volumi, talvolta inaspettati. 

Deborah Marrow, direttrice della Getty Foundation che, insieme alla Fondazione Gieskes-Strijbis e al Governo Fiammingo, finanzia il sito Closer to Van Eyck e il restauro dell’opera afferma: “La nuova documentazione di Closer to Van Eyck permette di immergersi nella genialità degli artisti. È un regalo per gli occhi e un’enorme fonte d’ispirazione per la ricerca” afferma. 

Altri partner dell’iniziativa sono la Kathedrale Kerkfabriek Sint Baafs (KKSB) di Gent, Lukas – Art in Flanders (LAF) di Gent, Universum Digitalis (UD) di Bruxelles, Visscher & Van Rijckevorsel filmproducties di Amsterdam e i Dipartimenti di Matematica e di Elettronica e Informatica della Vrije Universiteit Brussel di Bruxelles.

Il trattamento sul Polittico intanto continua sui pannelli interni, sempre nei laboratori allestiti presso il MSK – Museum of Fine Arts di Gent, sotto gli occhi dei visitatori del museo. I pannelli esterni già restaurati si possono ammirare nella Cattedrale di San Bavone a Gent, luogo in cui l’opera è storicamente conservata. Un biglietto di 12 euro garantisce l’ingresso nei due siti, includendo anche la visita al Caermersklooster, ex convento in cui fino al 26 novembre è allestita una mostra sui primi 4 anni di restauro.

Leggi

MIC di Faenza. Achille Calzi, tra Simbolismo e Liberty

MIC di Faenza. Achille Calzi, tra Simbolismo e Liberty

La mostra giunge a conclusione di un lungo lavoro di ricerca che la curatrice, Ilaria Piazza, ha avviato dal fondo donato dagli eredi dell’artista nel 2013 al Museo Internazionale delle Ceramiche allargandolo poi a numerose raccolte pubbliche e private

RAVENNA – Achille Calzi (1873 -1919) fu una figura poliedrica, a tutto tondo, importantissima non solo per la vita culturale di Faenza e della corrente Liberty italiana, ma anche perché fu un artista attivo nella produzione e innovazione della ceramica applicata all’architettura e all’industria ceramica in Italia.

Dal 4 novembre 2017 al 18 febbraio del 2018 il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dedica una mostra all’artista, dal titolo “Tra Simbolismo e Liberty: Achille Calzi” , a cura di Ilaria Piazza.L’esposizione rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro antologico, mai prima condotto, su un artista cardine della storia culturale e della produzione simbolista e liberty del nostro paese, purtroppo prematuramente scomparso interrompendo, così, la sua instancabile ricerca stilistica.

Spiega la curatrice: “Calzi incarna la moderna figura dell’artista progettista, facendosi interprete del principio modernista dell’arte in tutto, attraverso le numerose collaborazioni con le principali manifatture faentine attive nei settori della ceramica, dell’ebanisteria e dei ferri battuti e nell’impegno profuso nel campo della grafica.  A questo si aggiunge la multiforme ricerca nelle arti figurative, dalla decorazione al “bianco e nero”, dalla pittura da cavalletto alla caricatura, dove recepisce alcune delle più avanzate tendenze artistiche nazionali e internazionali. Se da un lato le visioni macabre, intrise di suggestioni misteriosofiche ed esoteriche, segnano l’adesione al Simbolismo, dall’altro il suo linguaggio pittorico accoglie sperimentazioni d’impronta divisionista. Tra riferimenti locali e influenze internazionali si colloca l’attività di caricaturista e di autore di immagini satiriche, dove Calzi manifesta anche il proprio sentimento patriottico nella serie di cartoni realizzati sul finire della Prima guerra mondiale a sostegno del fronte interno”.

Calzi rimase sempre aggiornato sulla vita culturale del suo tempo, grazie, anche, ai numerosi viaggi all’estero, ed ebbe molteplici rapporti con artisti, letterati e musicisti importanti come Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai.

Come sottolinea la direttrice del MIC, Claudia Casali: “La mostra è la prima di un percorso che il MIC ha intrapreso per attribuire il giusto riconoscimento a livello nazionale, a maestri – tutti di nascita faentina – come Giovanni Guerrini, Pietro Melandri, Anselmo Bucci, Domenico Rambelli. Questa scelta curatoriale è stata evidenziata già quest’anno con la mostra dedicata al Déco che ha giustamente messo in luce protagonisti faentini di respiro europeo. Faenza ha infatti espresso, soprattutto nella prima metà del XX secolo, una vivacità culturale ed artistica degna di attenzione; ha saputo elaborare scelte artistiche in linea con i maggiori centri d’avanguardia europei, grazie alla presenza di un attivo Museo e di una Scuola d’Arte, unici al mondo, ma anche ad una tradizione artistica consolidata. Il progetto Calzi è un progetto di rete che riunisce le principali realtà culturali della città come Pinacoteca Comunale, Museo del Risorgimento e Biblioteca Manfrediana”.

La mostra sarà corredata da una pubblicazione che vuole essere, allo stesso tempo, catalogo e guida ragionata all’opera di Achille Calzi.

Vademecum

Dal 04 Novembre 2017 al 18 Febbraio 2018
Faenza, Ravenna
MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche
Biglietti: euro 8, ridotto euro 5, studenti euro 3
Info: +39 0546 697311
www.micfaenza.org
Orari: martedì-venerdì 10-13,30 e sabato, domenica e festivi 10-17,30
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio

Leggi

Milano, miart 2018, confermati premi scorse edizioni

Milano, miart 2018, confermati premi scorse edizioni

Una prestigiosa lista di direttori e curatori di musei dall’alto profilo internazionale avrà il compito di individuare le opere e gli artisti vincitori 

MILANO  miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, conferma per il 2018 tutti i premi che hanno caratterizzato l’offerta fieristica delle ultime edizioni, arricchita da una nuova rosa di giurie internazionali invitate ad assegnare i numerosi riconoscimenti.

FONDO DI ACQUISIZIONE FONDAZIONE FIERA MILANO “GIAMPIERO CANTONI”

Fondo di acquisizione per opere d’arte che andranno ad arricchire la collezione di Fondazione Fiera Milano, per un valore di 100.000 Euro.

La giuria internazionale sarà composta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente, Fondazione Fiera Milano, Milano (Presidente di Giuria); Martin Clark, Direttore, Camden Arts Centre, Londra; Lorenzo Giusti, Direttore, MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Nuoro; Eva Wittocx, Curatrice e Capo per Arte Contemporanea, M – Museum Leuven, Leuven.

PREMIO HERNO

Nato dalla collaborazione tra miart ed Herno, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato allo stand con il miglior progetto espositivo

La giuria internazionale sarà composta da Michael Darling, James W. Alsdorf Chief Curator, Museum of Contemporary Art, Chicago; Mats Stjernstedt, Direttore, Malmö Konsthall, Malmö; Nina Zimmer, Direttrice, Kunstmuseum Bern e Zentrum Paul Klee, Berna.

PREMIO FIDENZA VILLAGE PER GENERATIONS

Nato dalla collaborazione tra miart e Fidenza Village, parte della collezione di Villaggi Value Retail, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato al miglior dialogo all’interno della sezione Generations.

La giuria internazionale sarà composta da Gabriella Belli, Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia, Venezia; Pedro Gadanho, Direttore, MAAT | Museum of Art, Architecture and Technology, Lisbona; Hou Hanru, Direttore Artistico, MAXXI | Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma.

PREMIO ON DEMAND BY SNAPORAZVEREIN

Nato dalla collaborazione tra miart e l’associazione di produzioni sperimentali Snaporazverein, il riconoscimento di 10.000 Euro sarà assegnato alla migliore presentazione all’interno della sezione On Demand e consisterà nel sostegno economico a un progetto futuro dell’artista premiato.

La giuria internazionale sarà composta da Simon Castets, Direttore, Swiss Institute / Contemporary Art, New York; Marta Gili, Direttrice, Jeu de Paume, Parigi; Zoë Gray, Capo Curatrice, WIELS, Contemporary Art Centre, Bruxelles

PREMIO EMERGENT

Il premio del valore di 4.000 Euro è destinato alla galleria con la migliore presentazione all’interno della sezione Emergent.

La giuria internazionale sarà composta da Karen Archey, Curatrice per Arte Contemporanea e Time-Based Media, Stedelijk Museum, Amsterdam; Richard Birkett, Capo Curatore, ICA – Institute of Contemporary Arts, Londra; Valérie Knoll, Direttrice, Kunsthalle Bern, Berna.

PREMIO CEDIT PER OBJECT

Nato dalla collaborazione tra miart e CEDIT – Ceramiche d’Italia, il riconoscimento prevede l’acquisizione di un’opera di un designer italiano emergente, presentata all’interno della sezione Object, e successiva donazione alla collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.

La giuria internazionale sarà composta da Silvana Annicchiarico, Direttrice, Triennale Design Museum, Milano; Stefano Torrenti, CEO Florim Ceramiche S.p.a; Christopher Turner, Conservatore per il Design, l’Architettura e il Digitale, Victoria and Albert Museum, Londra.

Vademecum

miart 2018
13 – 15 aprile 2018
fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano
gate 5, padiglione 3
www.miart.it

Leggi

MAO Museo d’Arte Orientale. Dialogo intorno al libro

Elisa Tolentino, Il tramonto birmano-shan

Martedì 31 ottobre 2017, ore 18 presentazione de “Il tramonto birmano. La mia vita da principessa shan di Inge Sargent”

TORINO –  Martedì 31 ottobre alle ore 18, Ilaria Benini, ricercatrice indipendente, presenterà al MAO il libro “Il tramonto birmano. La mia vita da principessa shan di Inge Sargent” (add editore, 2016).

Il libro è un’autobiografia che celebra la forza dell’amore e l’impegno politico. L’ultima principessa dello Stato shan di Hsipaw accompagna il lettore in Birmania con i suoi occhi di giovane austriaca cresciuta durante il nazismo e profondamente innamorata di un giovane straniero, l’ingegnere minerario Sao Kya Seng. 

Il volume uscito per add editore l’anno scorso contiene un prezioso inserto illustrato da Elisa Talentino, che ne firma anche la copertina. In mostra al MAO il pubblico potrà vedere fino al 15 novembre una selezione di serigrafie d’arte, tavole originali, pitture su acetato, disegni e illustrazioni.

IL TRAMONTO BIRMANO è un progetto nato specificatamente per illustrare e interpretare l’autobiografia di Inge Sargent, una principessa, donna che attraversa più mondi e costruisce un ponte tra la nostra cultura e l’Asia. La mostra di serigrafie d’arte, disegni preparatori e fotografie accompagna il visitatore in territori poco conosciuti e frequentati, attraverso l’interpretazione di Elisa Talentino, che interviene sul paesaggio e sulla storia con la sua personale lettura visiva della donna, della coppia, della relazione amorosa. Tre soggetti tipici della produzione dell’artista, che investe la qualità del suo segno e della sua tecnica nello sviluppare una sensibilità delicata e amara con cui guardare il mondo. I suoi lavori, seppur bidimensionali, offrono al pubblico un prisma di emozioni, arricchendo la scena, rendendola magicamente in bilico tra il tragico e il poetico.

Con il patrocinio di: Consolato del Myanmar per il Nord Ovest d’Italia

Vademecum

MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico 11, Torino
Info t. 011.4436927 – e-mail mao@fondazionetorinomusei.it – sito www.maotorino.it
Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale | Twitter @maotorino
Orario mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Tariffe Intero € 10, ridotto € 8, gratuito fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

Leggi

Sisma Centro Italia. Seimila opere custodite nel deposito a Santo Chiodo di Spoleto

SPOLETO (PERUGIA) – Sono 6 mila le opere d’arte custodite nel deposito allestito a Santo Chiodo di Spoleto dopo essere state “salvate” dal terremoto di un anno fa. Il dato è emerso in un incontro alla rocca albornoziana organizzato dalla Regione Umbria e dedicato alle politiche per il recupero, il ripristino e la messa in sicurezza dei beni culturali dopo il sisma del 1997 e quello del 2016. 

La presidente della Regione Catiuscia Marini ha detto: “La storia della ricostruzione del ’97 è  ricca di valore anche dal punto di vista scientifico, perché si è lavorato in modo competente e lungimirante facendo un grande salto di qualità, visto che sono state investite ingenti risorse per la valorizzazione dei beni culturali e per i centri storici. Sono state fatte scelte strategiche, come l’allestimento del deposito di Santo Chiodo, per la custodia delle opere mobili recuperate in seguito agli eventi sismici, nonché la creazione del centro di protezione civile di Foligno”.

Leggi

Domenica 5 novembre ingresso gratuito nei Musei Civici

Domenica 5 novembre ingresso gratuito nei Musei Civici

Per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana con molte iniziative per bambini e adulti e una grande varietà di mostre da visitare

ROMA – Come prima domenica del mese, il percorso di visita nell’area dei Fori Imperiali sarà aperto al pubblico gratuitamente dalle ore 8.30 alle 16.30, con l’ultimo ingresso alle 15.30. L’apertura straordinaria prevede l’ingresso alla Colonna di Traiano e, dopo il percorso con passerella attraverso i Fori di Traiano e di Cesare, la prosecuzione attraverso il breve camminamento nel Foro di Nerva, che permette di accedere al Foro Romano, mediante la passerella realizzata presso la Curia dalla Soprintendenza di Stato.

Iniziative promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

LE ATTIVITÀ

ORE 10.30

Mercati di Traiano

Progetto di educazione al patrimonio in chiave interculturale Laboratori, visite, passeggiate

ORE 11.00

Ci vediamo alle 11.00 – Visita guidata al museo con uno storico dell’arte Museo di Roma Galleria d’Arte Moderna Visite guidate al museo con uno storico dell’arte

ORE 11.30

Incontri con gli scrittori          

Museo Napoleonico  

Discorso sul tempo – La pendola di Urania (Silvia Bencivelli) 

LE MOSTRE

Ai Musei Capitolini, presso le Sale Terrene del Palazzo dei Conservatori, è in corso La bellezza ritrovata. Arte negata e riconquistata in mostra.

Al Museo di Roma in Palazzo Braschi, L’Icona russa: Preghiera e Misericordia: attraverso l’esposizione di 36 icone, la mostra rende nota l’eccellenza delle maestranze russe nel tempo, capaci di ravvivare ogni volta un senso di spiritualità pur attenendosi fermamente alla tradizione figurativa.

Al Museo di Roma in Trastevere, al secondo piano: ’77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’Amico e Pablo Echaurren. La storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea. Al piano terra Totò Genio: attraverso documenti personali, cimeli, lettere, disegni, costumi, fotografie, installazioni e testimonianze, la mostra propone un viaggio indietro nel tempo, nell’universo di Totò, raccontando la vita, le passioni e gli amori del maestro.

Alla Centrale Montemartini Freedom Manifesto, una mostra sulla migrazione di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla miseria e dalla sopraffazione vista con gli occhi di artisti e visual designer di fama internazionale.

Al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese Maurizio Pierfranceschi. L’uomo e l’albero, una selezione di opere dell’artista che ripercorre tutta la sua attività e che indaga il rapporto tra l’uomo e la natura, tra l’architettura e il paesaggio.

Alla Casina delle Civette a Villa Torlonia Annalia Amedeo. Sinestesie. Natura, Storia, Arte: i raffinati lavori in porcellana di Annalia Amedeo coinvolgono il visitatore in una spirale percettiva che attiva più sensi contemporaneamente.

Alla Galleria d’Arte Moderna L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori (Siracusa 1886 – Roma 1961), una mostra antologica che racconta il rapporto del pittore con i luoghi di Roma che amò e dipinse, scegliendoli come patria elettiva sin dai primi anni del Novecento.

Al Museo delle Mura Ti racconto la mia storia. Bambini in fuga in America Latina. La mostra raccoglie fotografie di bambini e adolescenti in alcuni paesi dell’America Latina, costretti a fuggire dalle loro case per la violenza e le persecuzioni subite.

Molte possibilità, come sempre, al MACRO di via Nizza: ORLAN VideORLAN – Technobody; Appunti di una Generazione #4 – Simone Berti / Cuoghi Corsello; VISIONI GEOMETRICHE. Opere dalla collezione MACRO #5.

Al MACRO Testaccio: Renaud Auguste-Dormeuil – Jusqu’ici tout va bien; Franca Pisani – Codice archeologico. Il recupero della bellezza.

Non rientra nelle gratuità:

HOKUSAI. Sulle orme del Maestro, al Museo dell’Ara Pacis, che racconta e confronta, attraverso circa 200 opere, la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Fanno parte dei Musei in Comune: Musei Capitolini; Centrale Montemartini; Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; Museo dell’Ara Pacis; Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco; Museo delle Mura; Museo di Casal de’ Pazzi; Villa di Massenzio; Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina; Museo di Roma; Museo Napoleonico; Casa Museo Alberto Moravia; Galleria d’Arte Moderna; MACRO – MACRO Testaccio; Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese; Museo Pietro Canonica; Museo di Roma in Trastevere; Musei di Villa Torlonia; Museo Civico di Zoologia.

Vademecum

Ingresso gratuito previa esibizione di valido documento che attesti la residenza.
tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museiincomuneroma.it
INFO VISITE DIDATTICHE
060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)
www.sovraintendenzaroma.it www.museiincomuneroma.it; http://www.museiincomuneroma.it/didattica/didattica_per_tutti
Biglietti vari a seconda dell’appuntamento
 
 
 

Leggi

Pirelli Hangar Bicocca. “Take Me (I’m Yours)”, la mostra dove si infrangono i divieti museali

“Take Me (I’m Yours)”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

Una collettiva dove le opere si possono toccare usare o modificare, consumare o indossare, comprare e perfino prendere gratuitamente. Allestita per la prima volta nel 1995 alla Serpentine Gallery di Londra è stata ripetuta a Parigi, Copenhagen, New York e Buenos Aires

MILANO – “Take Me (I’m Yours)”  è il titolo della insolita mostra collettiva che va in scena, dal 1 novembre al 14 gennaio 2018, al Pirelli Hangar Bicocca. Insolita perché, a differenza di quanto accade all’interno di un museo e in una qualsiasi mostra, qui le opere esposte si possono toccare, usare o modificare; si possono consumare o indossare; si possono comprare e perfino prendere gratuitamente, o magari portare via lasciando in cambio cimeli personali. Una mostra collettiva che reinventa dunque le regole con cui si fa esperienza di un’opera d’arte.

La mostra è anche un progetto che si evolve e si rigenera nel tempo. Allestita per la prima volta nel 1995 alla Serpentine Gallery di Londra e, a partire dal 2015 ripetuta in versioni ogni volta diverse in istituzioni a Parigi, Copenhagen, New York e Buenos Aires, la mostra è stata ideata in seguito a una serie di conversazioni e riflessioni tra il curatore Hans Ulrich Obrist e l’artista Christian Boltanski sulla necessità di ripensare i modi in cui un’opera d’arte viene esposta. Il progetto è cominciato con Quai de la Gare (1991), un lavoro di Boltanski costituito da pile di vestiti di seconda mano che il pubblico poteva prendere e portare via in una busta marchiata con la scritta “Dispersion”: un’opera destinata per sua natura a disperdersi e a scomparire ma anche ad acquisire nuova vita al di fuori del museo.

Nella mostra milanese lavori storici, presentati nell’iconica rassegna del 1995, sono affiancati a nuove produzioni appositamente concepite. 

Oltre a Christian Boltanski, il percorso propone artisti di diverse generazioni e provenienze. Nell’atrio il pubblico viene accolto dall’installazione dell’artista giapponese Yoko Ono, Wish Trees (1996/2017), due alberi di limone su cui è possibile lasciare biglietti con i propri desideri; al bookshop di Pirelli HangarBicocca, invece, è disponibile in vendita una nuova versione di un progetto di Gianfranco Baruchello presentato nel 1968, Artiflex. Finanziaria Artiflex, una società fittizia che propone a 1 euro confezioni che contengono monete da 50 centesimi e monete da 1 vendute a 50 centesimi – gli introiti sono devoluti in beneficenza dall’artista. All’interno della mostra i visitatori hanno la possibilità di prendere una copia del poster che Maurizio Cattelan ha ricevuto in dono dall’artista Alighiero Boetti, raccogliere le caramelle alla menta dell’installazione “Untitled” (Revenge) (1991) di Félix González-Torres; oppure creare la propria mappa personale di Milano con La riappropriazione della città. I propri itinerari, 1975/2017, il progetto di Ugo La Pietra realizzato in collaborazione con Lucio La Pietra; mangiare uno scheletro o simboli fallici pompeiani di marzapane o anche pescare scatole di sardine con le opere di Daniel Spoerri Eat Art Happening (2004-2017), Amulette phallique de Pompéi (2015/2017) e Boîte de Sardines (2015/2017); scattarsi un “selfie” con il progetto di Franco Vaccari, attualizzazione dello storico Esposizione in tempo reale N.4, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, dove i visitatori avevano la possibilità di utilizzare una cabina per fototessere e appendere le foto alle pareti, lasciando un traccia del loro passaggio; farsi fare un ritratto da un disegnatore con l’opera performativa di Francesco Vezzoli; o scoprire il proprio futuro con i biscotti della fortuna, nati dalla collaborazione tra Ian Cheng e Rachel Rose in occasione di “Take Me (I’m Yours)” al Jewish Museum nel 2016; scambiare e lasciare oggetti all’interno delle installazioni di Alison Knowles e Jonathan Horowitz e partecipare a performance e azioni di artisti come Pierre Huyghe, Tino Seghal, James Lee Byars, Otobong Nkanga, David Horvitz e Patrizio Di Massimo, che prevedono il coinvolgimento diretto del pubblico durante il periodo di apertura della mostra.

Informazioni sulla visita

L’ingresso alla mostra è sempre gratuito, ma per prendere e collezionare le opere è necessario acquistare la borsa creata dall’artista Christian Boltanski. La borsa è in vendita presso l’Info Point o al Bookshop al costo di 10 euro. Gli introiti contribuiscono a supportare la produzione delle opere distribuite in mostra.

Dati gli elevati flussi di visitatori durante i weekend è necessario prenotare, online o sul luogo, per potere accedere alla mostra “Take Me (I’m Yours)” (70 persone ogni 30 minuti). L’ultimo ingresso consentito ai visitatori è alle 21.15.

{igallery id=9978|cid=744|pid=1|type=category|children=0|addlinks=0|tags=|limit=0}

Leggi

Il Bacio di Rodin scandalizza Facebook

il Bacio di Rodin

Il social network boccia la promozione della mostra dedicata allo scultore, organizzata dalla società Linea d’ombra, con la seguente motivazione: “un’immagine che mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi”

TREVISO – Facebook boccia la promozione della mostra dedicata a Rodin a cura di Marco Goldin. Il celebre “Bacio” dello scultore scandalizza il popolare social network, che sostiene che l’immagine presenti “allusioni di natura sessuale”.

Linea d’ombra, società che organizza la mostra su Rodin, che si terrà nel Museo civico di Santa Caterina a Treviso dal 24 febbraio 2018, ha pubblicato un post nella pagina Facebook, riservato alla prossima apertura delle prenotazioni della rassegna. Il post in questione è stato però giudicato inadeguato dal social. Ma a destare particolare sconcerto nel quartier generale di Linea d’ombra è però la motivazione addotta da Facebook: “un’immagine che mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi”. Sempre Facebook, nella nota inviata, offre una soluzione, addirittura consigliando “di utilizzare contenuti che si concentrano sul tuo prodotto o servizio, evitando allusioni di natura sessuale”.

Il “Bacio” di Rodin rievoca in realtà il celebre episodio di Paolo e Francesca nel Canto V dell’Inferno di Dante ed è stato eletto a immagine simbolo della mostra. “Ma può un’immagine simbolo della storia dell’arte, vera e propria icona della bellezza senza tempo, essere paragonata a una qualsiasi immagine di carattere sessualmente esplicito? – si domanda Marco Goldin, stupefatto per questa decisione che non esita a definire assurda. Torna quindi ancora una volta l’incapacità di scindere l’immagine che contenga “allusioni di natura sessuale”, come indica Facebook nella sua nota, dalla bellezza generata dai geni dell’arte. E prosegue Goldin: “In una Rete invasa da, quelli sì, contenuti di orribile pornografia, vogliamo davvero equiparare i nudi rinascimentali o in questo caso il Bacio di Rodin, a immagini che invece circolano liberamente? E’ certamente il caso di riflettere sul fatto che l’arte, nei suoi esiti alti, proponga il canone della bellezza universale che nulla ha a che fare con la contingenza dell’allusione di natura sessuale”, come invece evidenziato nella nota di Facebook.

In una nota Linea d’ombra fansapere che, ovviamente, il “Bacio” di Rodin continuerà a essere l’immagine della mostra. Il dibattito resta aperto sul senso di questa presa di posizione circa il valore di un’immagine somma nell’intera storia dell’arte, tra l’altro con un legame forte con la cultura italiana dei secoli passati.

Leggi

Piazza del Popolo. Dopo il restauro le chiese gemelle appaiono “diverse”

Piazza del Popolo. Dopo il restauro le chiese gemelle appaiono “diverse”

La cupola di Santa Maria dei Miracoli, da poco ristrutturata, è blu, mentre quella di Santa Maria in Montesanto è color crema. LSoprintendenza Speciale di Roma: “è stato ripristinato il colore delle formelle di ardesia poste nel `700 dall’architetto Carlo Fontana”

ROMA – Smontati i ponteggi qualche settimana fa al termine dei restauri, la basilica di Santa Maria dei Miracoli, datata 1679, in Piazza del Popolo, è apparsa agli occhi dei romani diversa dalla sua gemella Santa Maria in Montesanto. Ciò che è saltato immediatamente agli occhi è stato infatti il differente colore delle due cupole. Quella di Santa Maria dei Miracoli, che ha subito un intervento conservativo, diretto dall’ufficio beni culturali Vicariato di Roma e  affidato all’impresa esecutrice Dromos Restauri Srl, appare di color grigio scuro, tendente al carta da zucchero. La cupola della sua gemella, quella di sinistra rispetto a Piazza del Popolo, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, è invece color crema.

A dare una spiegazione a quello che, a primo acchito, potrebbe sembrare un “errore” di ristrutturazione, è la Soprintendenza Speciale di Roma. In una nota viene spiegato che con l’attuale intervento “è stato ripristinato il colore delle formelle di ardesia che nel `700 l’architetto Carlo Fontana pose sul tetto di entrambe le chiese gemelle di Piazza del Popolo”.  “L’intervento fatto invece alcuni anni fa sull’altra chiesa gemella, Santa Maria in Montesanto, detta anche chiesa degli artisti, – specifica ancora la Soprintendenza – è provvisionale, dunque provvisorio, e per la ristrettezza dei fondi è stato funzionale solamente a mettere in sicurezza il tetto dell’edificio da possibili infiltrazioni. La Soprintendenza auspica nel prossimo futuro un ulteriore intervento che restituisca anche al tetto di Santa Maria in Montesanto il suo originale colore” conclude la nota. 

Leggi
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374