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BACO about photographs, apre a Palermo un nuovo spazio dedicato alla fotografia indipendente

Sembrerebbe proprio che l’“effetto” Capitale Italiana della Cultura e Manifesta, per Palermo, non sia concluso con il 2018: il nuovo anno, infatti, inizia per il capoluogo siciliano con un’interessante novità, figlia della temperie artistica e culturale che ha inondato la città negli ultimi 12 mesi. E in un certo senso, rappresenta anche una risposta – speriamo sia la prima di tante altre! – alla fatidica domanda “cosa accadrà a Palermo dopo Manifesta?”. Tra dubbi, rumors che circolano in città (e non solo) e molte buone intenzioni sul futuro culturale di Palermo, ecco che nel frattempo c’è chi si è dato da fare e si appresta a inaugurare un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia. BACO about photographs aprirà le sue porte al pubblico il prossimo 18 gennaio, in via Giacalone, a due passi dal Teatro Massimo, strada che già ospita un altro spazio dedicato alla fotografia, Minimum, inaugurato nel 2015. Che stia per nascere a Palermo un polo dedicato proprio alla fotografia indipendente?

BACO about photographs, Palermo
BACO about photographs, Palermo

IL PROGETTO

BACO about photographs è un progetto che nasce a Palermo alla fine del 2017, dalla sinergia tra il fotografo e stampatore Andrea Campesi e la curatrice Valentina Sestieri. Un progetto che, adesso, trova una casa in via Giacalone, diventando così anche spazio espositivo. “L’idea di BACO nasce poco più di un anno fa, subito dopo il nostro trasferimento a Palermo, città che io e Andrea abbiamo scelto come base per la nostra attività di freelancers dopo anni di formazione e di prime esperienze professionali a Roma”, racconta ad Artribune Valentina Sestieri. “Andrea è un fotografo e uno stampatore di camera oscura, io mi occupo di gestione e curatela. Abbiamo creato BACO con l’intento di concretizzare l’offerta al pubblico sfruttando le nostre competenze complementari, che ci permettono di seguire i lavori dall’ideazione alla produzione fino all’output finale, da qui il nostro claim: ‘BACO sviluppa pellicole, idee, progetti’”. E sulla ricerca e la visione di BACO, Valentina aggiunge: “portiamo avanti una ricerca che concepisce la fotografia come un qualcosa di materico, cerchiamo un’esperienza che non sia solo visiva ma anche tattile. Da questo tipo di approccio materico nasce l’esigenza di un luogo fisico dove le fotografie siano fruibili come oggetti e non solo come immagini. Una vetrina di ciò che viene prodotto da noi nei laboratori: la camera oscura di Baco e il lab digitale di Minimum”. Minimum, come già accennato, è uno spazio indipendente dedicato alla fotografia inaugurato nel 2015. BACO sarà quindi “vicino di casa” di Minimum, dando vita a una sorta di piccolo distretto tematico nel cuore della città.

La Quarta Parete Massimiliano Tommaso Rezza
La Quarta Parete Massimiliano Tommaso Rezza

PERCHÉ PALERMO

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come mai, da Roma, Andrea e Valentina hanno scelto Palermo per realizzare il loro progetto? “Questa città ha un’energia che tende a trattenerti”, risponde Valentina. “Inoltre offre ai freelancers molto spazio di manovra e libertà, altrove il peso delle istituzioni e la concorrenza sono più forti. A Palermo è anche più semplice e sostenibile trovare gli spazi per sviluppare i propri progetti. Occupare lo stesso stabile di Minimum è stato un fattore determinante nella scelta di aprire la galleria, abbiamo già all’attivo diverse collaborazioni, prime fra tutte ‘LIQUIDA – Palermo Studio Residency’, il programma di residenza d’artista la cui prima edizione si è conclusa lo scorso giugno e di cui speriamo presto di lanciare una nuova edizione, e poi la mostra MOMENTUM, un progetto di Minimum e Dier Grief di cui Baco ha curato l’allestimento esposto da Minimum sempre lo scorso giugno come evento collaterale di Manifesta e a novembre da Comodo64 a Torino nell’ambito di NESXT Festival”.

LA MOSTRA

BACO aprirà le proprie porte al pubblico con La Quarta Parete, mostra di Massimiliano Tommaso Rezza che indaga il ruolo della fotografia e del ritratto, e quindi del “mostrarsi”, nell’epoca dei social network. “La programmazione che abbiamo in mente per quest’anno e che sveleremo via via nei prossimi mesi presenta una serie di lavori molto diversi, ma allo stesso tempo legati da una ricerca sulla fotografia di archivio, sulle foto trovate e sull’autoritratto”, conclude Valentina. “Proprio sull’autoritratto in senso esteso si concentra il lavoro di Massimiliano Tommaso Rezza, artista che abbiamo scelto per inaugurare lo spazio. L’autore presenta ‘La Quarta Parete’, una riflessione personale sul tema della rappresentazione di sé attraverso i social media. Ciò che emerge è una ricerca ossessiva e stancante che non si risolve mai se non nella presa di coscienza che una singola foto non è mai in grado di restituire un’identità personale univoca”.

– Desirée Maida

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