Sei qui

Arte e felicità: la prima edizione della Bangkok Art Biennale. Le immagini

Dopo una settimana dall’inaugurazione, sono quasi 20.000 i visitatori che hanno partecipato al programma di mostre e performance presentato presso il Centro artistico e Culturale di Bangkok (BACC), cuore della prima edizione della Bangkok Art Biennale. Da poco inaugurata in città, la manifestazione sarà di scena fino al 3 febbraio del 2019. A quanto pare sarebbe stata Marina Abramovic la prima artista tra i nomi invitati ad aver confermato la sua partecipazione, con i lavori dell’Istituto Marina Abramovic che sono in mostra, insieme ad altre performance, presso il BACC fino all’11 novembre. Ne è un esempio l’opera Our Glorious Past Our Present Our Glorious Future di Lin Htet: per otto ore al giorno, sei giorni alla settimana, l’artista birmano sta dietro al filo spinato in segno di protesta artistica contro la reclusione di massa di immigrati dal Sud Global. Tra gli altri grandi nomi in mostra con opere importanti si segnalano il duo scandinavo Elmgreen & Dragset, l’artista coreano Lee Bul, l’artista giapponese Yayoi Kusama, il collettivo russo AES + F e gli artisti cinesi (ma di casa in Francia) Huang Yong Ping e Yan Pei-Ming.

Lost Dog, Mandarin Oriental, Aurele CR.BAB
Lost Dog, Mandarin Oriental, Aurele CR.BAB

LA NASCITA DELLA BIENNALE

Non è facile immaginare che in un paese come la Tahilandia, dove non sono certamente molti i soldi destinati ad arte e cultura contemporanee, la Bangkok Art Biennale ha invece già ottenuto i finanziamenti necessari alle prossime due edizioni del 2020 e del 2022, resi possibili da un fund raising che ha potuto contare sullo sponsor principale della manifestazione, la Thai Bev, tra i maggiori brand di bevande tailandesi, e su diverse donazioni provenienti da aziende pari a $ 67 milioni (donazioni tradotte anche in camere di hotel gratuite, come quelle messe a disposizione del Mandarin Oriental). A confermarlo è The Art Newspaper, che ha anche raccolto alcune interessanti dichiarazioni del direttore artistico della kermesse Apinan Poshyananda. Il direttore, precedentemente intervistato da Artribune in merito alla Biennale, ha spiegato che il progetto ha radici profonde, e che molti degli artisti partecipanti avevano visitato Bangkok e le sue location molto prima dell’evento: “molti artisti sono venuti in anticipo e abbiamo avuto colloqui e discussioni con loro. Abbiamo cercato di imparare le lezioni di altre biennali, ma di creare qualcosa di completamente distintivo e specifico per questo contesto”.

IL TEMA

Clima inaugurale frizzante e un programma che spicca per la sua internazionalità contraddistinguono la manifestazione, che porta il titolo di Beyond Bliss in onore del concetto di felicità che ne è il tema, e che oltre al Centro artistico e Culturale di Bangkok (BACC), uno dei luoghi principali della biennale, coinvolge la città a 360°: dai musei alle gallerie, dai siti storici ai templi buddisti del fiume Chao Phraya, fino agli hotel, ai centri commerciali, contaminando persino le banche, per un totale di 75 artisti e 33 paesi rappresentati. “Volevamo chiedere agli artisti quale fosse la loro visione della felicità e della beatitudine sullo sfondo di un mondo pieno di caos e dramma”, ha aggiunto Poshyananda, affiancato nell’organizzazione della manifestazione da 4 curatori che hanno selezionato un’alta percentuale di artisti non thailandesi, circa la metà. “Per molti artisti, la felicità è semplicemente una vita senza violenza”, aggiunge, sottolineando che questa prima edizione è una risposta volutamente “leggera” (ma solo in apparenza) a un tempo particolarmente afflitto dalla discriminazione, dal razzismo, e dalle crisi politiche.

– Umberta Genta

Bangkok // fino al 3 febbraio 2019
Bangkok Art Biennale
BACC
939 Rama 1 Road, Wangmai
Pathumwan, Bangkok (Thailandia)
www.bkkartbiennale.com

Articoli Correlati

Lascia un commento