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Archeologia. Gela, rinvenuto un sarcofago in terracotta con “obolo di Caronte”

Archeologia. Gela, rinvenuto un sarcofago in terracotta con

Un importante ritrovamento nel corso di lavori di scavo per la posa di cavi. La scoperta  più sorprendente è il ritrovamento di una moneta che documenta il rituale funerario del pedaggio simbolico da pagare al traghettatore infernale per il passaggio nell’Ade

PALERMO – Un’importante scoperta archeologica è avvenuta a Gela, nel corso di lavori di scavo per la posa di alcuni cavi, che hanno portato alla luce un sarcofago in terracotta con coperchio a spioventi. 

La cosa  più sorprendente riguarda l’interno del sarcofago, presumibilmente appartenente a un maschio adulto di circa un metro e sessanta centimetri di altezza, dove è stata rinvenuta una moneta  che documenta il rituale funerario del cosiddetto “obolo di Caronte”, cioè il pedaggio simbolico che il defunto avrebbe pagato al traghettatore infernale per il passaggio nell’Ade, l’oltretomba per la mitologia classica. 

Al momento nel sarcofago non sono stati trovati altri elementi di corredo funerario. La moneta era all’interno del cranio dello scheletro, trovato frantumato in seguito al crollo del coperchio della tomba. All’esterno del sarcofago, invece, nei giorni scorsi è stata rinvenuta una mezza coppetta in ceramica verniciata a bande di colore rossiccio, databile al IV secolo avanti Cristo, quindi ad età ellenistica. Al momento questo reperto risulta l’unico elemento utile per una datazione orientativa della tomba. 

“La città di Gela – ha spiegato il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – continua a restituire preziose testimonianze della civilta’ greca. Gela per il mio governo rappresenta un luogo privilegiato di investimenti nel campo dei beni culturali. Sono in continuo contatto per seguire gli sviluppi dello scavo e dei risultati definitivi che esso potrà fornire”. 

Intano il sito, che potrà raccontare molto sulla storia antica della colonia greca,  è sotto sorveglianza, soprattutto durante le ore notturne, grazie alla collaborazione dei carabinieri della stazione di Gela. 

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