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All’Accademia Albertina una mostra racconta la tecnica dell’acquarello. Immagini

Daniele Gay, Hoek van Holland, 2015

Dal 1 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019, l’esposizione “AD ACQUA. L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi” propone un percorso alla scoperta di questa tecnica che in Piemonte è riuscita a raggiungere livelli qualitativi altissimi

TORINO – Quella dell’acquerello è una tecnica che in Piemonte affonda le radici nell’Ottocento e si tramanda, con tutte le sue molteplici sfaccettature e declinazioni, fino ai nostri giorni con notevole vitalità, tra artisti che si muovono più nel solco della tradizione e altri che preferiscono addentrarsi nel campo di una più ardita sperimentazione.

La tecnica dell’acquarello si diffonde dall’Inghilterra e in Piemonte trova quel terreno fertile per poter essere innalzata a livelli altissimi, andando a rivestire un ruolo di grande rilievo. 

“AD ACQUA. L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi” è il titolo della mostra che, a partire dal 1 dicembre 2018, viene ospitata presso la Pinacoteca Albertina di Torino. 

L’esposizione, a cura di Marcella Pralormo, direttrice della Pinacoteca Agnelli e di Daniele Gay, docente di tecniche grafiche dell’Accademia Albertina, intende offrire un percorso esaustivo che racconti l’attuale vivacità di questa tradizione, di come sia stata praticata da insegnanti e allievi della Accademia Albertina e da molti artisti torinesi, ripercorrendone lo sviluppo dalla seconda metà del Novecento a oggi. 

In mostra artisti maturi sono collocati accanto ai più giovani, proprio a testimoniare questa continuità della tradizione che con il tempo si rinnova aprendosi sempre più alla contemporaneità.

L’acquerello viene presentato attraverso generi differenti,si va infatti dal carnet de voyage, all’acquarello naturalistico, dal ritratto al paesaggio, dai dipinti di interni, agli acquerelli astratti. 

Il percorso prende avvio dai grandi maestri della seconda metà del Novecento, come Mario Calandri, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Franco. Si tratta di artisti che hanno contribuito a innovare questa tecnica, ciascuno con il proprio linguaggio e il proprio sentire, esprimendo anche contenuti e tematiche contemporanee. 

Ci sono artisti piemontesi che si sono concentrati sul cogliere la semplicità della natura, del paesaggio e degli oggetti, tra questi troviamo Francesco Casorati, Ettore Fico, Francesco Tabusso, Mauro Chessa, Nando Eandi. 

Mentre un carnet de voyage di Stefano Faravelli racconta questa tradizione, il paesaggio contemporaneo trova la sua massima espressione nei piccoli acquerelli di Galliano, nei monocromi di Pusole, nei condomini di Gosia Turzeniecka, nelle vedute torinesi di Piera Luisolo o nei paesaggi con figure immaginarie di Andrea Gammino.

Ci sono poi gli acquarelli inondati di luce di Anna Lequio, le nature morte e gli interni bui e intensi di Sandro Lobalzo, quelli abitati da bambine di Titti Garelli, i paesaggi immaginari di Daniele Gay. La pittura naturalistica è testimoniata dagli acquarelli di Nick Edel, Cristina Girard, Anna Regge. 

Ampio spazio anche alla ritrattistica e alla rappresentazione della figura umana, in questo senso il lavoro di Paolo Galetto è altamente esemplificativo e in mostra è affiancato dai volti immaginari di Ugo Giletta e del più giovane Stefano Allisiardi, allievo di Daniele Gay. 

A completamento del percorso ci sono le sperimentazioni di artisti come Giorgio Griffa, il cui lavoro si concentra sul rapporto tra segni, suoni e colori, o Andrea Massaioli, autore di acquarelli in cui prevale il blu oltremare, ed infine di Ada Mascolo, che si spinge oltre fino ad utilizzare l’acquarello per la creazione di installazioni e sequenze di immagini sul tema del femminile.

Durante il periodo della mostra, che resterà aperta al pubblico fino al 27 gennaio 2019, sono previsti una serie di eventi, tra cui conferenze e workshop finalizzati alla conoscenza e all’approfondimento di questa tecnica.

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Vademecum

AD ACQUA. L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi
1 dicembre 2018 – 27 gennaio 2019
Pinacoteca Albertina, via Accademia Albertina 8 Torino
0110897370 – pinacoteca.albertina@coopculture.it
www.pinacotecalbertina.it

La mostra è compresa nel percorso di visita della Pinacoteca Albertina, con i relativi biglietti:
intero € 7,00;
ridotto € 5,00 bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, studenti universitari fino ai 26 anni,
convenzioni; gratuito under 6 anni, insegnanti, possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card

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