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Alla ricerca di una nuova luce. Pizzi Cannella a Roma

Il viaggio di Pizzi Cannella (Rocca di Papa, 1955) parte dall’esperienza della notte quando nella mostra Salon de Musique and other Paintings, a San Pietroburgo, i grandi lampadari ravvivavano le atmosfere notturne. Esperire l’oscurità rende ancor più affascinante la luce, ed ecco che l’artista la indaga riscoprendo i colori, come nelle tele Corallo, Bagno turco, Esterno giorno, Verde verde verde, Marina o madreperla, Bianco d’argento, bianco di Spagna.
I dipinti raccontano squarci di mondi dispiegati nelle tenui tinte che si perdono nell’immensità del bianco, contaminandolo, movimentandolo, senza mai annientarlo completamente. Subito dopo, però, il buio impera nuovamente con la serie Nottambulo, quasi come un “pentimento” al cambiamento. Un lato oscuro dove “incalcolabili cose” vengono stipate. “Si tratta anche per un artista di ritrovare, tra le molte cose che emergono insieme alla luce anche la pittura stessa, la pittura perduta” (Franco Rella).

Valentina Muzi

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