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Al MAXXI la prima personale italiana ed europea dell’artista libanese Caline Aoun

Al MAXXI la prima personale italiana ed europea dell’artista libanese Caline Aoun

Dal 28 settembre al 18 novembre 2018, negli spazi della Galleria Gian Ferrari, in esposizione il lavoro della  vincitrice del premio Deutsche Bank’s “Artist of the Year” 2018/2019

ROMA – Il MAXXI presenta insieme a Deutsche Bank la prima mostra personale in Italia e in Europa di Caline Aoun, dal titolo seeing is believing”, a cura di i Britta Färber, capo curatrice del dipartimento Art, Culture & Sports di Deutsche Bank e Anne Palopoli curatrice del MAXXI. 

La mostra si inserisce nell’ambito di Expanding The Horizon, programma del MAXXI dedicato allo sviluppo di collaborazioni internazionali tra il museo, altre istituzioni culturali e collezioni private.

Il lavoro di Caline Aoun nasce da un alternarsi di astratto e concreto, fisico e digitale, ed esplora concetti difficili da raffigurare. L’artista, che vive e lavora tra Beirut e Londra, ha la capacità di trasformare ciò che è invisibile e immateriale in immagini, installazioni, video.  Tratto distintivo della mostra, pensata appositamente per gli spazi della Galleria Gian Ferrari del MAXXI, è proprio questo alternarsi di un’anima astratta, che si esprime attraverso opere che suggeriscono l’idea della transitorietà, del movimento, della trasformazione ciclica della realtà, e di un’anima concreta legata alla fisicità degli ambienti del museo coinvolti e trasformati dall’intervento dell’artista.

“seeing is believing” vuole stimolare una riflessione sulla nostra vita, in un mondo in costante movimento, attraversato da flussi materiali e immateriali di accumulo e di dispersione, di cose, persone, informazioni, immagini. 

Spiega l’artista: La natura astratta del mio lavoro mi porta a riflettere su quanto siamo esposti  a un sovraccarico di informazioni e immagini del mondo. In questo modo non vediamo di più, ma vediamo di meno”.

Il pensiero di Aoun si concentra su come l’evoluzione della tecnologia digitale abbia alterato la percezione delle informazioni: per questo alcune sue opere prendono vita da un accurato studio sulla loro circolazione nell’era di Internet e dei social network. L’artista contrasta l’idea che l’informazione sia priva di consistenza e fisicità, dunque svolge una ricerca sulla materialità dei dati

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