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Abstractivism. Piotr Makowski a Roma

Piotr Makowski (Gdynia, 1985) nella sua prima personale italiana gioca con le dimensioni e i rimandi. Disegni monocromi a punta d’argento di piccolo formato si alternano a grandi dipinti che occupano la parte più ampia della Fondazione. Ogni dipinto, infatti, riveste pari importanza degli altri, perché ognuno di essi viene considerato nella sua relazione reciproca con lo spazio che lo ospita. La disposizione stessa è regolare e verticale, dal pavimento al soffitto, per creare un vortice astratto assolutamente unico nel suo genere. L’artista polacco non ha intenti narrativi, ma si concentra esclusivamente sui problemi formali, emozionali ed esperienziali. Abstractivism è un gioco di parole che riflette al suo interno una sfida personale: il cromatismo diffuso delle opere esposte rievoca sia un percorso creativo che porta l’artista a passare dalle forme geometriche iniziali a quelle organiche e fluide, sia una velata allusione alla presunta superiorità dell’astrazione come linguaggio universale sul figurativismo come linguaggio particolare.

Michele Luca Nero

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