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A Palermo la Natività trafugata del Caravaggio ritorna a vivere con un’opera di Francesco Simeti

Francesco Simeti (Palermo, 1968) è l’artista invitato quest’anno a partecipare al “rito laico” di Next, iniziativa promossa dagli Amici dei Musei Siciliani, associazione che da 9 anni commissiona a un artista del panorama contemporaneo un’opera che abbia come soggetto la Natività pensata per l’Oratorio di San Lorenzo a Palermo. L’edificio cinquecentesco, noto per gli stucchi di Giacomo Serpotta, è tristemente passato alla storia per il misterioso furto della Natività, dipinto realizzato nel 1600 da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio per l’oratorio e trafugato nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. Una grave perdita per la città di Palermo, di cui oggi si vuole sottolineare la mancanza attraverso altre nuove possibili Natività contemporanee. Quella svelata da Simeti nella notte tra il 24 e il 25 dicembre è una Natività per certi aspetti “iconoclasta”: l’assenza della figura umana è enfatizzata dalla massiccia presenza di animali che solitamente compongono la scena della nascita di Cristo, tutte citazioni di Natività tratte dal repertorio della storia dell’arte: Giotto, Benozzo Gozzoli, e anche i bestiari medievali. E poi la natura selvaggia, incontaminata ma anche minacciosa, simbolo ed essenza del miracolo della (ri)nascita. Per la prima volta da quando è nata la rassegna, viene esposta insieme alla Natività contemporanea il telaio originale dell’opera trafugata del Caravaggio, rimarcando così assenze, vuoti, conti in sospeso con il passato e riscatto per il futuro.

– Desirée Maida

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