L’arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi

Un museo non si giudica dal solo bilancioTre ricercatori dell’Università Ca’ Foscari hanno sviluppato a partire dalla realtà dei musei veneziani un metodo di valutazione dei musei più complesso, che non guarda solo ai conti ma coinvolge diversi altri punti di forza e di debolezza. [La Stampa]Prospettiva Ejzenstejn agli UffiziPer la prima volta gli Uffizi di Firenze si aprono, su iniziativa del direttore Eike Schmidt, alla contaminazione con il cinema con una mostra dedicata a Ejzenstejn, rivoluzionario artista del cinema sovietico. [Corriere della Sera]All’asta il bozzetto della «Libertà» All’asta da Christie’s a Londra il prossimo 14 dicembre il bozzetto a olio del capolavoro di Eugène Delacroix «La libertà guida il popolo», eseguito nel 1830. Stima iniziale tra i 700mila euro e un milione. [la Repubblica]Cultura usa&gettaGiovanni De Luca riflette sulla logica degli eventi culturali contemporanei, dove gli spazi pubblici vengono «cannibalizzati» dagli eventi, e l’immediatezza prevale sugli investimenti di lungo periodo. [La Stampa]Torino, l’Egizio andrà fuori città?Il Museo Egizio di Torino è in cerca di nuovi spazi per espandersi, e dopo il rifiuto del vicino Palazzo Carignano, le cui sale sotterranee peraltro sono di difficile accesso, sta trattando con il Centro di Restauro presso la Reggia di Venaria. [la Repubblica]Quando lo studio parla all’artistaUna mostra alla Royal Academy di Londra diventa lo spunto per indagare sull’influenza del suo atelier sulla creatività di un artista: da Matisse a Bazille a Picasso, passando per Freud e Pollock, l’ispirazione a volte viene dagli stessi oggetti impiegati per produrre le opere. [la Repubblica]La fotografia del consumo culturale in PiemonteSecondo le cifre raccolte nel rapporto annuale dell’Osservatorio culturale piemontese, nel 2016 le spese in cultura degli abitanti della regione si sono rivolte sopratutto verso cinema e musei, anche se permane uno zoccolo duro pari al 14,6% della popolazione che non spende nulla in libri, spettacoli, eventi o visite culturali. [La Stampa; la Repubblica; Il Giornale]Una scoperta che cambia la visione dell’arte preistoricaLa scoperta nel 2015 vicino all’antica Pylos in Grecia nella tomba del «Guerriero del grifone» di un sigillo finemente intagliato  che raffigura i corpi umani con una perizia anatomica inedita per l’epoca, «sta facendo riscrivere i libri di storia dell’arte». [The Daily Telegraph]Nuovo direttore al Museo degli AlleatiLo storico Jürgen Lillteicher, dal 2007 alla guida della Willy-Brandt-Haus di Lubecca, sarà il nuovo direttore del Museo delle Forze Alleate di Berlino. [Frankfurter AZ]Un ritratto giovanile di Freud?Con la messa in vendita di una collezione privata che include disegni giovanili di Lucian Freud, ci si chiede se il ritratto di un giovane, datato 1948, raffiguri l’artista stesso. [The Times 8-11]

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Il Centro Pecci di Prato inaugura la sua web tv con il talk show “Dart – Il senso dell’arte”

Il Centro Pecci di Prato inaugura la sua web tv con una serie di talk show che affronteranno, di volta in volta, il rapporto tra l’arte e il mondo contemporaneo. Si parte domani alle ore 18 con un incontro dedicato alla scienza che sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Centro.

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Non-white space. Sanna Kannisto a Milano

NonostanteMarras, Milano ‒ fino al 19 novembre 2017. Metronom, in collaborazione con NonostanteMarras, produce la personale milanese della fotografa e artista Sanna Kannisto, dal titolo “White Space”. Il percorso è stato inserito nel calendario della seconda edizione di PhotoVogue Festival. E lo spazio fitto di via Cola di Rienzo scontorna la rappresentazione di natura.

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Archeologia. Scoperto a Bologna il più grande cimitero ebraico medievale

Archeologia. Scoperto a Bologna il più grande cimitero ebraico medievale

Il ritrovamento rappresenta un’opportunità unica di studio e ricerca. Sono state infatti scavate 408 sepolture di donne, uomini e bambini, alcune delle quali hanno restituito elementi d’ornamento personale in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra

BOLOGNA – L’Università di Bologna ha annunciato il ritrovamento di quello che può essere considerato il più grande cimitero ebraico medievale in Italia. La scoperta è avvenuta nel corso degli scavi archeologici iniziati nel 2012 da un team composto da Soprintendenza di Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Università, comunità ebraica e ricercatori indipendenti, con il supporto del Comune. 

Il cimitero, scoperto in via Orfeo, per 176 anni è stato il principale luogo di sepoltura degli ebrei bolognesi. Le fonti d’archivio riportano che quest’area fu acquistata nel 1393 da un membro della famiglia ebraica dei Da Orvieto per poi essere lasciata in uso agli Ebrei bolognesi.

Dopo le bolle papali della seconda metà del Cinquecento, che autorizzarono la distruzione dei cimiteri ebraici della città, il cimitero sopravvisse per secoli solo nel toponimo di “Orto degli Ebrei”.  Lo scavo archeologico ha riportato in luce gli sconvolgenti effetti del provvedimento papale: circa 150 tombe volontariamente manomesse per profanare la sacralità delle sepolture e nessuna traccia delle lapidi che dovevano indicare il nome dei defunti, forse vendute o riutilizzate. 

Il ritrovamento rappresenta quindi un’opportunità unica di studio e ricerca. Sono state infatti scavate 408 sepolture di donne, uomini e bambini, alcune delle quali hanno restituito elementi d’ornamento personale in oro, argento, bronzo, pietre dure e ambra.

Gli studi archeologici analizzeranno ora sia le sequenze stratigrafiche, che attestano una frequentazione dell’area dall’Età del Rame all’età moderna, sia i materiali recuperati nello scavo, avvalendosi anche del confronto con alcuni contesti cimiteriali ebraici scavati in Inghilterra, Francia e Spagna.  Tra gli oggetti rinvenuti negli scavi, un approfondimento sarà dedicato ai numerosi gioielli medievali, di cui verranno studiate caratteristiche stilistiche, tecniche di realizzazione e significati delle incisioni presenti. L’approccio interdisciplinare, con l’integrazione delle metodologie di studio archeologico, antropologico e demo-etno-antropologico, permetterà di fare luce sulle dinamiche storiche e sociali della comunità bolognese, rileggendo il patrimonio culturale ebraico come esperienza di vita della collettività ebraica dal Medioevo a oggi e come elemento costitutivo dei Beni Culturali della città. 

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Archeologia. Torna alla luce il “tempio perduto” di Ramses II

Archeologia. Torna alla luce il

La scoperta si deve a un team di archeologi egiziani e cechi del Czech Institute of Egyptology, che stanno compiendo una campagna di scavo dal 2012. I resti dell’edificio sono stati rinvenuti nei pressi della necropoli di Abusir a Giza, a una ventina di chilometri dal Cairo

IL CAIRO – E’ notizia di qualche giorno fa il ritrovamento del “tempio perduto” di Ramses II, un imponente complesso costruito, secondo gli archeologi tra il 1213 e il 1279 a.C.,  durante il lungo regno del terzo faraone della XIX dinastia. 

Il tempio, di circa 32 metri di larghezza per 52 metri di lunghezza,  è composto da un muro di mattoni di terra e da una corte che conduce ai pilastri dell’ingresso principale, riporta inoltre sulle mura numerose epigrafi con incisi i diversi titoli del faraone, insieme a iscrizioni di divinità del sole. Nel tempio sono stati rinvenuti anche frammenti di pitture policrome e pietre di colore blu. 

Secondo gli archeologi doveva essere il luogo dell’adorazione del dio sole Ra, venerato in particolare da Ramses. 

Ramses II è stato uno dei più grandi sovrani della storia dell’antico Egitto, forse il più grande di tutti e sicuramente il più conosciuto. Il suo regno, durato  sessantasette anni, fu caratterizzato nel suo corso sia da eventi politici eccezionali, sia da uno stile ben definito nelle arti e nei monumenti. Alla fine del suo regno lasciò un Egitto ricco e potente. 


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