Gallerie degli Uffizi. Prima mostra di cinema con Eizenstein

Sergej M. Ejzenštejn, foto dal set del film Ivan il Terribile, 1943

Dal 7 novembre al 7 gennaio 2018, in occasione dell’anniversario della Rivoluzione ottobre, una esposizione dedicata al padre della “Corazzata Potemkin” ospitata al primo piano della galleria fiorentina

FIRENZE – Gli Uffizi ospitano per la prima volta una mostra dedicata al cinema, una assoluta novità per il Museo fiorentino che, in questo modo sottolinea un interesse non solo per le arti figurative, ma anche per le cosiddette arti dello spettacolo. 

Si tratta di Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini, una esposizione a cura di Marzia Faietti, Pierluca Nardoni, Eike D. Schmidt,realizzata in occasione del centenario della Rivoluzione russa. Protagonista è appunto il talento di Sergej M. Ejzenštejn, presentato in un percorso che ne restituisce la multiforme creatività e che unisce l’attività del disegnatore a quella del cineasta, trovando uno speciale filo conduttore nel riferimento all’arte italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento.

Per la prima volta vengono esposti settantadue disegni del regista, tutti provenienti dall’Archivio Statale di Letteratura e Arte di Mosca (RGALI). La selezione è avvenuta seguendo rigorosamente due principi. Il primo è l’autonomia di queste prove grafiche, comprese per la quasi totalità tra i primi anni Trenta e il 1948 e considerate dallo stesso regista una sorta di trascrizione automatica dei pensieri, capace di fissare sulla carta un flusso costante di idee che dialoga con i film e li ispira, senza però subordinarsi a essi. Il secondo discende dal primo e riguarda lo stile dei disegni, contrassegnato da una linearità sintetica che rimanda al Tre e al Quattrocento e al tempo stesso appartiene a pieno titolo al clima artistico del periodo, tra echi surrealisti e deformazioni neo espressioniste.

Scrive Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi: “L’immaginario ejzenštejniano arricchiva la produzione di cinema e disegni tramite il costante confronto con alcuni esempi del Rinascimento italiano conservati agli Uffizi, quali la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, o attraverso la meditazione sui lavori di un grande fiorentino come Leonardo da Vinci, in particolare sul celebre Cenacolo. Questo complesso e avvincente intreccio è tessuto ulteriormente attraverso il concetto di montaggio, da sempre il perno della rivoluzione narrativa di Ejzenštejn, che fornisce l’amalgama al percorso espositivo e descrive un cammino in “crescendo”. Si passa così dalle singole e veloci inquadrature (“cellule” del montaggio, secondo la definizione dello stesso regista) presenti nella prima sala, ai fotogrammi della seconda, per giungere alle sequenze compiute che animano la terza, la quarta e la quinta sala. Il montaggio di Ejzenštejn prefigurava senza alcun’ombra di dubbio anche il futuro e non è un caso che il grande protagonista della Nouvelle Vague Jean-Luc Godard ne approfondisca le idee per assegnare a esso un ulteriore scatto qualitativo. La rivoluzione delle immagini ha dunque un volto antico e uno moderno in continua dialettica. E il Rinascimento, oltre a essere uno straordinario serbatoio di immagini, diventa anche il sinonimo per eccellenza di quella rifioritura culturale a cui ogni rivoluzione dovrebbe ambire”. 

Chi ha conosciuto Sergej Ejzenštejn racconta che si rammaricava spesso di non aver mai potuto mettere piede agli Uffizi: questa mostra sarà l’occasione di riparare a un piccolo torto della Storia.

Nel pieno clima di rinascenza e rivoluzione inaugurato dalla mostra degli Uffizi, Firenze e Bologna concorrono alla creazione di una Settimana della Rivoluzione (7-10 novembre 2017), un ciclo di eventi che si apre con la mostra fiorentina, prosegue con il convegno internazionale Avanguardia e rivoluzione. Il cinema di Sergej M. Ejzenštejn, organizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi (Bologna, 8 novembre), e termina con un secondo convegno internazionale promosso dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut: The future is our only goal. Revolutions of Time, Space and Image. Russia 1917 – 1937 (Firenze, 9-10 novembre).

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Vademecum

Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini
Firenze, 7 novembre 2017 – 7 gennaio 2018
Sale di Levante, Gallerie delle Statue e delle Pitture degli Uffizi
www.uffizi.it

 

 

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Gallerie degli Uffizi. Prima mostra di cinema con Eizenstein

Sergej M. Ejzenštejn, foto dal set del film Ivan il Terribile, 1943

Dal 7 novembre al 7 gennaio 2018, in occasione dell’anniversario della Rivoluzione ottobre, una esposizione dedicata al padre della “Corazzata Potemkin” ospitata al primo piano della galleria fiorentina

FIRENZE – Gli Uffizi ospitano per la prima volta una mostra dedicata al cinema, una assoluta novità per il Museo fiorentino che, in questo modo sottolinea un interesse non solo per le arti figurative, ma anche per le cosiddette arti dello spettacolo. 

Si tratta di Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini, una esposizione a cura di Marzia Faietti, Pierluca Nardoni, Eike D. Schmidt,realizzata in occasione del centenario della Rivoluzione russa. Protagonista è appunto il talento di Sergej M. Ejzenštejn, presentato in un percorso che ne restituisce la multiforme creatività e che unisce l’attività del disegnatore a quella del cineasta, trovando uno speciale filo conduttore nel riferimento all’arte italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento.

Per la prima volta vengono esposti settantadue disegni del regista, tutti provenienti dall’Archivio Statale di Letteratura e Arte di Mosca (RGALI). La selezione è avvenuta seguendo rigorosamente due principi. Il primo è l’autonomia di queste prove grafiche, comprese per la quasi totalità tra i primi anni Trenta e il 1948 e considerate dallo stesso regista una sorta di trascrizione automatica dei pensieri, capace di fissare sulla carta un flusso costante di idee che dialoga con i film e li ispira, senza però subordinarsi a essi. Il secondo discende dal primo e riguarda lo stile dei disegni, contrassegnato da una linearità sintetica che rimanda al Tre e al Quattrocento e al tempo stesso appartiene a pieno titolo al clima artistico del periodo, tra echi surrealisti e deformazioni neo espressioniste.

Scrive Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi: “L’immaginario ejzenštejniano arricchiva la produzione di cinema e disegni tramite il costante confronto con alcuni esempi del Rinascimento italiano conservati agli Uffizi, quali la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, o attraverso la meditazione sui lavori di un grande fiorentino come Leonardo da Vinci, in particolare sul celebre Cenacolo. Questo complesso e avvincente intreccio è tessuto ulteriormente attraverso il concetto di montaggio, da sempre il perno della rivoluzione narrativa di Ejzenštejn, che fornisce l’amalgama al percorso espositivo e descrive un cammino in “crescendo”. Si passa così dalle singole e veloci inquadrature (“cellule” del montaggio, secondo la definizione dello stesso regista) presenti nella prima sala, ai fotogrammi della seconda, per giungere alle sequenze compiute che animano la terza, la quarta e la quinta sala. Il montaggio di Ejzenštejn prefigurava senza alcun’ombra di dubbio anche il futuro e non è un caso che il grande protagonista della Nouvelle Vague Jean-Luc Godard ne approfondisca le idee per assegnare a esso un ulteriore scatto qualitativo. La rivoluzione delle immagini ha dunque un volto antico e uno moderno in continua dialettica. E il Rinascimento, oltre a essere uno straordinario serbatoio di immagini, diventa anche il sinonimo per eccellenza di quella rifioritura culturale a cui ogni rivoluzione dovrebbe ambire”. 

Chi ha conosciuto Sergej Ejzenštejn racconta che si rammaricava spesso di non aver mai potuto mettere piede agli Uffizi: questa mostra sarà l’occasione di riparare a un piccolo torto della Storia.

Nel pieno clima di rinascenza e rivoluzione inaugurato dalla mostra degli Uffizi, Firenze e Bologna concorrono alla creazione di una Settimana della Rivoluzione (7-10 novembre 2017), un ciclo di eventi che si apre con la mostra fiorentina, prosegue con il convegno internazionale Avanguardia e rivoluzione. Il cinema di Sergej M. Ejzenštejn, organizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi (Bologna, 8 novembre), e termina con un secondo convegno internazionale promosso dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut: The future is our only goal. Revolutions of Time, Space and Image. Russia 1917 – 1937 (Firenze, 9-10 novembre).

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Vademecum

Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini
Firenze, 7 novembre 2017 – 7 gennaio 2018
Sale di Levante, Gallerie delle Statue e delle Pitture degli Uffizi
www.uffizi.it

 

 

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Accademia di Francia a Roma, “I Giovedì della Villa”

Accademia di Francia a Roma, “I Giovedì della Villa”

Il 9 novembre incontro con Martin Bethenod responsabile del futuro museo della Bourse de Commerce a Parigi

ROMA – Per I Giovedì della Villa, ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, il 9 novembre Martin Bethenod racconterà gli obiettivi del nuovo ambizioso progetto culturale della collezione Pinault per il museo della Bourse de Commerce a Parigi, seguito alle 20.30 dal concerto del celebre clavicembalista francese Pierre Hantaï che eseguirà le Suite di Bach e di Händel.

Direttore dal 2010 di Palazzo Grassi e Punta della DoganaMartin Bethenod sarà il responsabile del futuro museo della Bourse de Commerce a Parigi. Questa nuova fase della collezione Pinault verrà inaugurata nel 2019 nello storico edificio restaurato dall’architetto Tadao Ando.

Il progetto culturale della collezione Pinault si sviluppa, dal 2006, secondo un triplice principio. Innanzitutto una rete di musei permanenti sul territorio di Venezia: Palazzo Grassi cui, dal 2013, è stato integrato un auditorium, Il Teatrino, e Punta della Dogana, tutti e tre concepiti – o riadattati – da Tadao Ando. In secondo luogo un programma di mostre fuori le mura, in collaborazione con diverse istituzioni in Francia e all’estero. Infine, lo sviluppo di iniziative di sostegno alla creazione e di promozione della storia dell’arte, come la residenza artistica di Lens o il premio Pierre Daix.

Vademecum

Roma, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
Ingresso libero nel limite dei posti disponibili
Info: +39 06 67611
www.villamedici.it

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New York. Il Met rende il suo tributo al genio di Michelangelo con una grande mostra

Michelangelo, Studio per la Sibilla Libica, 1511-1512, Metropolitan Museum of Art, New York - particolare

Dal 13 novembre 2017 al 12 febbraio 2018, in esposizione oltre 130 disegni, tra cui uno schizzo, solo recentemente attribuito al Buonarroti. Oltre al cospicuo corpus grafico, presenti anche tre sculture di marmo e il primo dipinto in assoluto realizzato dal Maestro in giovanissima età 

NEW YORK – Il Met, Metropolitan Museum of Art di New York, ospita una grande mostra dedicata a Michelangelo Buonarroti, a cura di Carmen C. Bambach, direttrice del dipartimento di grafica del MET e tra i massimi esperti del genio rinascimentale, dal titolo “Michelangelo: Divine Draftsman and Designer”.

L’eccellenza di Michelangelo nell’arte del disegno è il filo conduttore dell’esposizione newyorkese.  La rassegna, infatti, proporrà al pubblico un nucleo di circa 130 disegni, tra cui uno schizzo su carta, solo recentemente attribuito a Michelangelo, datato intorno al 1530, proveniente dalla collezione del Städel Museum di Francoforte. Tra gli altri saranno esposti anche il cartone preparatorio per l’affresco della Crocifissione di Pietro della Cappella Paolina e lo studio per il monumento funebre di papa Giulio II in San Pietro.

Oltre al cospicuo corpus grafico, sono presenti in mostra anche tre sculture di marmo, tra cui il Giovane Arciere, e quello che viene considerato il primo dipinto in assoluto di Michelangelo, ovvero “Il tormento di Sant’Antonio”, realizzato dal Maestro intorno ai 12 anni, durante il periodo trascorso nella bottega del Ghirlandaio. 

La mostra, come sottolineato dalla curatrice, ha richiesto circa 8 anni di preparazione e rappresenta per il pubblico americano una rara occasione per poter ammirare un numero così cospicuo di disegni del Maestro rinascimentale, alcuni di essi non sono generalmente esposti proprio per timore dei danni che la luce potrebbe provocare. 

Sono circa 50, tra musei ed Istituzioni pubbliche e private di Stati Uniti ed Europa, ad aver collaborato agli eccellenti prestiti. Ruotano attorno alle opere di Michelangelo anche una serie di lavori di artisti a lui contemporanei, in modo da restituire una visione più completa ed articolata del contesto storico e artistico nel quale ha operato il Buonarroti. 

 

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Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, convegno su Cosimo Rosselli

Cappella del miracolo del Sacramento in Sant'Ambrogio, Cosimo Rosselli, Il miracolo del calice - 1486

Mercoledì 8 novembre una giornata di studio dedicata a un grande pittore del secondo Quattrocento oggi poco conosciuto dal pubblico

FIRENZE – Mercoledì 8 novembre l’Accademia delle Arti del Disegno Firenze ospita un convegno dedicato a Cosimo Rosselli, dal titolo “Cosimo Rosselli. Tre restauri. Un maestro del rinascimento fiorentino riconsiderato”.

Relegato dalla critica in secondo piano rispetto ai più celebri artisti suoi contemporanei, Rosselli è stato in realtà un grande pittore del secondo Quattrocento. La giornata di studi intende quindi approfondire la conoscenza di questo maestro, restituendogli l’importanza di cui merita. Durante la sua vita  Rosselli fu infatti così noto e stimato da essere uno degli artisti toscani invitati ad affrescare la Cappella Sistina in Vaticano prima di Michelangelo. Era la primavera del 1481 quando Cosimo Rosselli, insieme a Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio e Sandro Botticelli, fu invitato a Roma da Papa Sisto IV. L’opera di Rosselli fu decisamente importante anche per la formazione di artisti come Piero di Cosimo o Fra’ Bartolomeo e a Firenze dipinse per importanti committenti e in luoghi prestigiosi, sia su tavola che su muro. 

L’occasione della giornata di studio è offerta dalla recente conclusione di tre restauri che hanno riguardato sue opere importanti: la Sacra Conversazione, già in San Pier Scheraggio e oggi nella Galleria degli Uffizi (ca.1468), la Vestizione religiosa di San Filippo Benizi nel Chiostrino dei Voti della Santissima Annunziata (1476) e la Cappella del Miracolo del Sacramento in Sant’Ambrogio (1486). I restauri sono stati resi possibili da finanziamenti pubblici e grazie a decisivi contributi privati, da parte della Fondazione Friends of Florence e del Comandante Niccolò Rosselli del Turco.

Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, sottolinea come “grazie a questi restauri Cosimo Rosselli torna a godere dell’attenzione che merita un protagonista dell’Arte rinascimentale fiorentina, che ebbe l’apprezzamento di grandi contemporanei come Lorenzo il Magnifico e Sisto IV; nella sua bottega operosa si formò un eccentrico genio della pittura quale fu Piero di Cosimo”.

La giornata sarà suddivisa in due sessioni: la mattina dalle 9.30 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18.30 nella Sala delle Adunanze del Palazzo dell’Arte dei Beccai, in via Orsanmichele a Firenze. Tra i relatori ci sarà Antonio Paolucci che parlerà de “I ‘quattrocentisti’ nella Cappella Sistina”; Gioia Germani che si soffermerà sui risultati de “Il restauro della Vestizione religiosa di San Filippo Benizi nel Chiostrino dei Voti della Santissima Annunziata”; Lidia Cinelli incentrerà il suo intervento su “Il restauro della Cappella del Miracolo del SS. Sacramento in Sant’Ambrogio”; Daniela Parenti e Sandra Pucci presenteranno “Il restauro della Sacra Conversazione nella Galleria degli Uffizi”. Nella sessione pomeridiana seguiranno gli interventi di Nicoletta Pons su “Nuove osservazioni su una pala frammentaria di Cosimo Rosselli”; Annamaria Bernacchioni in merito a “Cosimo Rosselli a Sant’Ambrogio e una proposta per il Graffione”; concluderà Timothy Verdon con “Cosimo Rosselli, L’ultima Cena nella Cappella Sistina”. 

L’incontro dell’Accademia delle Arti del Disegno è promosso in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e la Fondazione Friends of Florence su proposta dell’Accademico Comandante Niccolò Rosselli del Turco, discendente di Cosimo Rosselli. 

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