Apre la Fondazione Fashion Research Italy di Alberto Masotti, fondatore del marchio La Perla

Nasce a Bologna la Fondazione no-profit Fashion Research Italy di Alberto Masotti, ex proprietario di La Perla, marchio storico del Made in Italy. La Fondazione, che promuoverà una serie di iniziative culturali per aiutare la piccola e media impresa, sorge all’interno dell’ex stabilimento industriale, progettato da Pierluigi Cervellati.

Leggi

Fotografia e verità. A Foligno torna l’Umbria World Fest

Dal 13 al 15 ottobre, a Foligno è stata presentata la XVI edizione dell’Umbria World Fest, rassegna culturale che pone al centro la fotografia e apre il dibattito sulle profonde modifiche vissute da questa forma espressiva. Sette le mostre selezionate per il 2017 (visitabili gratuitamente fino al 12 novembre), una pluralità di linguaggi e di approcci estetici che esplorano un’ampia panoramica della scena fotografica mondiale, interrogandosi sulla capacità della fotografia di raccontare la “vera” realtà.

Leggi

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Per il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, quello ipotizzato dal primo cittadino di Firenze, è “un progetto valido, di ampio respiro, che può essere condiviso”

FIRENZE  – Portare gli Uffizi altrove, proprio come ha fatto il Louvre di Parigi, che l’11 novembre inaugurerà una succursale nella capitale degli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi. Questo è il sogno del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che spiega di aver già illustrato l’idea al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt.

Potrebbe aprire a Shanghai o Pechino, dice Nardella, aggiungendo “l’Italia ha qualcosa che pochi altri Paesi hanno nel mondo, anzi nessun Paese al mondo ha come l’Italia la bellezza diffusa, il nostro patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale. Abbiamo musei straordinari. Io credo che sia possibile e anche doveroso condividere questa bellezza con il mondo”.  ”Come i francesi hanno fatto ad Abu Dhabi, – spiega ancora il sindaco – noi possiamo fare ancora meglio portando gli ‘Uffizi 2’, ad esempio in una città del Sud Italia e anche all’estero, in un grande paese emergente, anzi forte e leader come la Cina dove ci sono milioni di persone che possono conoscere la grande cultura occidentale, dell’Umanesimo e del Rinascimento”. 

L’idea di una filiale degli Uffizi in Cina è condivisa anche dal direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, secondo il quale potrebbe essere “un progetto valido, di ampio respiro, da studiare con cura e attenzione, con un grande progetto, che faccia leva non solo sul nostro grande patrimonio artistico ma anche su una innovativa operazione di digitalizzazione dei nostri tesori”. 

Leggi

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Per il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, quello ipotizzato dal primo cittadino di Firenze, è “un progetto valido, di ampio respiro, che può essere condiviso”

FIRENZE  – Portare gli Uffizi altrove, proprio come ha fatto il Louvre di Parigi, che l’11 novembre inaugurerà una succursale nella capitale degli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi. Questo è il sogno del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che spiega di aver già illustrato l’idea al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt.

Potrebbe aprire a Shanghai o Pechino, dice Nardella, aggiungendo “l’Italia ha qualcosa che pochi altri Paesi hanno nel mondo, anzi nessun Paese al mondo ha come l’Italia la bellezza diffusa, il nostro patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale. Abbiamo musei straordinari. Io credo che sia possibile e anche doveroso condividere questa bellezza con il mondo”.  ”Come i francesi hanno fatto ad Abu Dhabi, – spiega ancora il sindaco – noi possiamo fare ancora meglio portando gli ‘Uffizi 2’, ad esempio in una città del Sud Italia e anche all’estero, in un grande paese emergente, anzi forte e leader come la Cina dove ci sono milioni di persone che possono conoscere la grande cultura occidentale, dell’Umanesimo e del Rinascimento”. 

L’idea di una filiale degli Uffizi in Cina è condivisa anche dal direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, secondo il quale potrebbe essere “un progetto valido, di ampio respiro, da studiare con cura e attenzione, con un grande progetto, che faccia leva non solo sul nostro grande patrimonio artistico ma anche su una innovativa operazione di digitalizzazione dei nostri tesori”. 

Leggi

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Firenze. Il sogno di Nardella, Uffizi 2 in Cina magari con sede a Pechino o Shangai

Per il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, quello ipotizzato dal primo cittadino di Firenze, è “un progetto valido, di ampio respiro, che può essere condiviso”

FIRENZE  – Portare gli Uffizi altrove, proprio come ha fatto il Louvre di Parigi, che l’11 novembre inaugurerà una succursale nella capitale degli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi. Questo è il sogno del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che spiega di aver già illustrato l’idea al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt.

Potrebbe aprire a Shanghai o Pechino, dice Nardella, aggiungendo “l’Italia ha qualcosa che pochi altri Paesi hanno nel mondo, anzi nessun Paese al mondo ha come l’Italia la bellezza diffusa, il nostro patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale. Abbiamo musei straordinari. Io credo che sia possibile e anche doveroso condividere questa bellezza con il mondo”.  ”Come i francesi hanno fatto ad Abu Dhabi, – spiega ancora il sindaco – noi possiamo fare ancora meglio portando gli ‘Uffizi 2’, ad esempio in una città del Sud Italia e anche all’estero, in un grande paese emergente, anzi forte e leader come la Cina dove ci sono milioni di persone che possono conoscere la grande cultura occidentale, dell’Umanesimo e del Rinascimento”. 

L’idea di una filiale degli Uffizi in Cina è condivisa anche dal direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, secondo il quale potrebbe essere “un progetto valido, di ampio respiro, da studiare con cura e attenzione, con un grande progetto, che faccia leva non solo sul nostro grande patrimonio artistico ma anche su una innovativa operazione di digitalizzazione dei nostri tesori”. 

Leggi

Il Pompidou inaugura Cosmopolis piattaforma dedicata all’arte dei paesi in via di sviluppo

Con un focus speciale sui paesi in via di sviluppo dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, il Centre Pompidou presenta una piattaforma biennale dedicata alle pratiche artistiche che si occupano di indagare questioni sociali politiche ed economiche. Il progetto parte con la prima mostra che si intitola “Cosmopolis 1” e presenta le opere di collettivi provenienti dai tre continenti…

Leggi

Palazzo Tau di Pistoia rende omaggio a Kengiro Azuma

Kengiro Azuma, MU-780, 1978, bronzo, cm 21x46x22

In parallelo con la grande mostra “Marino Marini. Passioni visive”, allestita in Palazzo Fabroni dal 16 settembre, la Fondazione Marino Marini propone una esposizione dedicata allo scultore italo-nipponico che di Marini fu allievo e amico

PISTOIA – Apre a Palazzo Tau di Pistoia una rassegna, a cura di curata da Ambra Tuci e Francesco Burchielli, dedicata allo scultore Kengiro Azuma.  Azuma,  nato il 12 marzo del 1926 a Yamagata nel nord del Giappone, in una famiglia di fonditori, arriva a Milano nel 1956, dopo aver conseguito la laurea in scultura all’Università di Tokyo. A Brera diventa prima allievo e poi assistente del suo più grande mito artistico, Marino Marini. Dapprima le sculture di Azuma vengono influenzate dalle opere del maestro, successivamente lo scultore riesce invece a trovare un’identità propria, stimolato dallo stesso Marini che lo esorta a tornare alle origini, verso la cultura e l’estetica giapponese. 

Nasce nell’ottica di questo legame umano, spirituale e artistico l’esposizione che la Fondazione Marino Marini dedica ad Azuma. La mostra, che cade ad un anno dalla scomparsa dell’artista italo-nipponico (scomparso, novantenne, a Milano il 15 ottobre 2016), riunisce una selezione di sue opere, diverse per tipologia e natura, tra cui alcune di quelle più significative dell’artista.

Maria Teresa Tosi, direttore della Fondazione Marini spiega:  “Opere che con i loro pieni e vuoti esprimono quello che veramente c’è di importante nella vita “cioè l’anima, l’amicizia, la vera solidarietà, il modo di convivere”.  “L’idea di Azuma – continua il Direttore Tosi – è quella di rappresentare la parte invisibile dell’uomo, che però non ha una forma ben definita. I sentimenti non hanno una forma precisa, sono cose astratte”. “Ho abbandonato la rappresentazione dell’uomo, dedicandomi a quella dell’anima”, egli infatti ebbe a dire. 

La mostra resterà aperta la pubblico dal 22 Ottobre 2017 al 26 Novembre 2017. 

www.fondazionemarinomarini.it

Leggi

Palazzo Tau di Pistoia rende omaggio a Kengiro Azuma

Kengiro Azuma, MU-780, 1978, bronzo, cm 21x46x22

In parallelo con la grande mostra “Marino Marini. Passioni visive”, allestita in Palazzo Fabroni dal 16 settembre, la Fondazione Marino Marini propone una esposizione dedicata allo scultore italo-nipponico che di Marini fu allievo e amico

PISTOIA – Apre a Palazzo Tau di Pistoia una rassegna, a cura di curata da Ambra Tuci e Francesco Burchielli, dedicata allo scultore Kengiro Azuma.  Azuma,  nato il 12 marzo del 1926 a Yamagata nel nord del Giappone, in una famiglia di fonditori, arriva a Milano nel 1956, dopo aver conseguito la laurea in scultura all’Università di Tokyo. A Brera diventa prima allievo e poi assistente del suo più grande mito artistico, Marino Marini. Dapprima le sculture di Azuma vengono influenzate dalle opere del maestro, successivamente lo scultore riesce invece a trovare un’identità propria, stimolato dallo stesso Marini che lo esorta a tornare alle origini, verso la cultura e l’estetica giapponese. 

Nasce nell’ottica di questo legame umano, spirituale e artistico l’esposizione che la Fondazione Marino Marini dedica ad Azuma. La mostra, che cade ad un anno dalla scomparsa dell’artista italo-nipponico (scomparso, novantenne, a Milano il 15 ottobre 2016), riunisce una selezione di sue opere, diverse per tipologia e natura, tra cui alcune di quelle più significative dell’artista.

Maria Teresa Tosi, direttore della Fondazione Marini spiega:  “Opere che con i loro pieni e vuoti esprimono quello che veramente c’è di importante nella vita “cioè l’anima, l’amicizia, la vera solidarietà, il modo di convivere”.  “L’idea di Azuma – continua il Direttore Tosi – è quella di rappresentare la parte invisibile dell’uomo, che però non ha una forma ben definita. I sentimenti non hanno una forma precisa, sono cose astratte”. “Ho abbandonato la rappresentazione dell’uomo, dedicandomi a quella dell’anima”, egli infatti ebbe a dire. 

La mostra resterà aperta la pubblico dal 22 Ottobre 2017 al 26 Novembre 2017. 

www.fondazionemarinomarini.it

Leggi