Fondazione Crt: 2,5mln per il restauro di 150 beni in Piemonte e Valle d’Aosta 

Fondazione Crt: 2,5mln per il restauro di 150 beni in Piemonte e Valle d’Aosta 

Dal 2003 a oggi la Fondazione ha investito 37,5 milioni di euro per la rinascita del patrimonio storico, artistico e architettonico delle due regioni, sostenendo finora 2.430 interventi

TORINO – La Fondazione Crt mette a disposizione 2,5 milioni di euro per il recupero e la conservazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta. Sono 150 gli immobili che rinasceranno con i 2,5 grazie al bando “Restauri cantieri diffusi” della Fondazione, si va si va dalla cupola della SS. Annunziata di Busca nel cuneese, alla Basilica di San Vittore Martire sul lago Maggiore, fino al Museo di Arte Religiosa Alpina di Bardonecchia, in alta Val di Susa. Nel torinese inoltre saranno la Chiesa del Santissimo Sudario di Torino e il Teatrino di Cumiana a ricevere i contributi per gli interventi.

Il segretario generale della Fondazione Crt, Massimo Lapucci sottolinea: “Nell’assegnare i contributi, guardiamo con attenzione alla qualità dei progetti e alla loro sostenibilità e rilevanza per i territori di riferimento. ‘Restauri-Cantieri Diffusi’ sostiene capillarmente, da più di dieci anni, il restauro e il recupero dei beni storici, artistici e architettonici presenti sul territorio: un patrimonio del quale vogliamo garantire la tutela, il mantenimento e la fruizione da parte di fasce sempre più ampie di pubblico”.

Spiega Giovanni Quaglia presidente della Fondazione: “Centocinquanta beni del Piemonte e della Valle d’Aosta potranno tornare al loro originario splendore anche grazie al contributo della Fondazione Crt. Riteniamo sempre più importante coinvolgere le comunità a ‘prendersi cura’, assieme a noi, dei propri beni, attraverso cofinanziamenti o iniziative di raccolta fondi. Il Santuario della Consolata di Torino è un modello a cui ci ispiriamo: per il suo recupero la Fondazione Crt ha attivato, accanto al sostegno diretto, modalità di intervento innovative, quali il matching grant e il fundraising”.

 

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Torino. Luci d’artista, vandali nuovamente all’attacco delle installazioni luminose

Torino. Luci d'artista, vandali nuovamente all'attacco delle installazioni luminose

Danneggiate le panchine luminose di Jeppe Haien. La scorsa settimana invece era stata presa d’assalto l’installazione di Vanessa Safasi

TORINO –  Dopo i “coni gelato” luminosi di Vanessa Safasi, presi a sassate lo scorso fine settimane nel quartiere delle Vallette, alla periferia di Torino, si è verificato un nuovo attacco vandalico contro un’altra installazione luminosa. Questa volta ad essere state danneggiate sono le panchine luminose di Jeppe Haien, nei giardini Allievo di via Roccavione, all’angolo con via Stradella. Ignoti hanno tolto il  bordo di metallo del basamento delle panchine e hanno asportato alcuni cavi. 

E’ la prima volta quest’anno che le Luci d’Artista migrano nelle zone più periferiche della città. Dopo il raid vandalico della scorsa settimana, la sindaca di Torino, Chiara Appendino, commentava in un post su Fb “Danno e beffa nei confronti di tutti cittadini, ancor prima che dell’amministrazione”. “Da che era stato portato avanti un tentativo, seppur simbolico, di ridare luce e colore a quella piazza, ci siamo svegliati stamattina con uno spettacolo, se possibile, ancor più desolante del precedente – scriveva Appendino – quando abbiamo scelto di riportare cultura e bellezza nelle periferie attraverso l’installazione delle Luci d’Artista lo abbiamo fatto con un intento ben preciso: dimostrare che Torino è una grande città, dove non ci sono zone di serie B, dove l’arte, la cultura e la bellezza sono un diritto di tutte e tutti”.

Luca Beatrice, invece, presidente del Circolo dei Lettori, con un suo commento, sempre su Facebook, aveva scatenato una vera e propria bufera, affermando: “Per decenni  le Lucid’Artista sono state rispettate e amate dai torinesi. Ora a qualcuno, per puro spirito demagogico, è venuto in mente di portarle in periferia. Ci sono luoghi dove la bellezza e la cultura non arrivano”. La visione, in qualche modo “elitaria” di Beatrice aveva sollevato numerose polemiche a partire dall’assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon, che si chiedeva : ”Può un’istituzione come il circolo dei lettori essere presieduta da chi predica l’esclusione e la marginalizzazione come necessaria?”, mentre il il vice sindaco di Torino, Guido Montanari, aveva definito il post di Beatrice “triste e incommentabile”. “Identificare un intero quartiere con alcuni delinquenti è davvero operazione di basso profilo  aveva sottolineato Montanari – Stupisce che tali argomentazioni siano portate avanti da chi qualche strumento, appunto culturale, dovrebbe averlo…”.

Il nuovo episodio ovviamente andrà sicuramente ad alimentare ulteriormente la discussione sull’utilità o la necessità di portare arte in periferia.

Nel frattempo Marco Novello, presidente della Circoscrizione 5, sottolinea “Non credo sia un’azione contro l’opera. Gli atti vandalici e i furti nei giardini, purtroppo, sono all’ordine del giorno”, evidenziando un problema ben più grave e radicato nel territorio.

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Paris Photo celebra la fotografia documentaria

Parigi. Uno scatto di Lise Sarfati fa da portavoce alla nuova edizione di Paris Photo dedicata quest’anno alla fotografia documentaria. «Ancora più degli anni passati si registra tra i fotografi la tendenza a prendere posizioni politiche e documentariste, talvolta reinterpretandole», ha sottolineato Florence Bourgeois, direttrice della rassegna. Lo scatto «tra realtà e finzione» della fotografa algerina (nata a Oran nel 1958) è tratto dalla serie «Oh man» del 2012-13 (esposta dalla galleria Particulière-Foucher Biousse, Parigi) e mette in scena un uomo solo nelle strade deserte di Los Angeles. Secondo gli organizzatori della rassegna esso «rappresenta bene la lenta mutazione che integra il documentario a una meticolosa scenografia, ricordando i lavori di artisti contemporanei come Jeff Wall». La 21ma edizione della fiera internazionale della fotografia d’arte si tiene dal 9 al 12 novembre al Grand Palais. I numeri di quest’anno: 190 sono gli espositori (di cui 48 presenti per la prima volta), 160 le gallerie e 30 gli editori, per 30 Paesi rappresentati. Tra le gallerie della sezione principale figurano alcune italiane: Galleria Continua di San Gimignano, Paci di Brescia, Photo&Contemporary di Torino, Lia Rumma di Milano e Louise Alexander di Porto Cervo, le ultime due alla prima partecipazione. Nella lista degli editori Damiani di Bologna e Contrasto di Roma. Le installazioni e le opere sensoriali e di grande formato della sezione «Prismes» occupano il Salon d’Honneur del Grand Palais. In questo spazio una mostra è dedicata al reporter di guerra Gilles Caron, ucciso in Cambogia nel 1970. Per la prima volta Paris Photo propone anche una sezione «Film/Video». In programma, il 10 novembre, in collaborazione con le gallerie Lia Rumma e Caroline Smulders (Parigi), viene proiettato il film «VB62» realizzato nel 2008 da Vanessa Beecroft nella Chiesa dello Spasimo a Palermo. La rassegna presenta 29 mostre personali. Per citarne qualcuna, alla galleria Danziger (New York) si può vedere l’intensa «Carnival Strippers» di Susan Meiselas, una serie che la fotografa americana ha realizzato tra il 1972 e il 1975 tra le ballerine di striptease. Da Grimm (Amsterdam) è invece esposto «Imperial Courts», un lavoro sulle gang di Los Angeles che l’olandese Dana Lixenberg ha seguito per più di 20 anni. La Paci allestisce gli ultimi lavori dell’olandese Teun Hocks, esponente della fotopittura surrealista, mentre Louise Alexander propone la street photography in bianco e nero di Guy Bourdin, più noto come fotografo di moda. Chi volesse può fare la visita attraverso gli occhi di Karl Lagerfeld: il direttore artistico di Chanel, fotografo dal 1982, è stato infatti invitato a pensare e segnalare un percorso personale tra gli stand e le loro migliaia di opere.

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