GNAM. Tre bandi per promuovere l’arte contemporanea

GNAM. Tre bandi per promuovere l’arte contemporanea

Le Call che l’istituzione romana dedica a professionisti dei beni culturali, artisti e creativi si chiamano: La Cura delle Arti, Time-Action e Got the Picture?

ROMA – La Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma mette in campo tre bandi dedicati a giovani artisti e professionisti italiani e internazionali. Spaziando in campi diversi, la Galleria Nazionale offre la possibilità di approfondire studi e ricerche grazie ai sei premi dei due contest Time–Action e Got the Picture? e alle 10 borse di studio da 500€ ognuna per i partecipanti a La cura delle Arti. 

 

Le opere dei vincitori di #GTP saranno esposte nella mostra in programma nel primo trimestre del 2018 ed entreranno a far parte della collezione permanente del museo. (Info: lagallerianazionale.com/progetti).

La Cura delle Arti

10 borse di studio per partecipare a La Cura delle Arti, la Call for Applications: Arts and Culture Small Grants che si svolgerà in Galleria il 10 e l’11 novembre 2017. Il corso intensivo si rivolge a giovani con laurea magistrale e/o neo-lavoratori nell’ambito dei beni culturali e della promozione artistica territoriale.
Attraverso La Cura delle Arti s’intende proporre una selezione di insegnamenti articolati intorno al concetto di “cura”, intesa come atteggiamento e competenza essenziale per coniugare imprenditorialità, umanesimo, educazione alle arti e promozione creativa. I partecipanti avranno modo di sperimentare sul campo teorie e metodi d’indagine e progettazione culturale del territorio.

Il corso sarà strutturato in due giornate dalle ore 9.00 alle ore 18.00 e introdotto da Annarosa Buttarelli, coordinatrice scientifica del progetto. I temi affrontati saranno Come si può disegnare il futuro prossimo. Crisi del progetto e nuove pratiche per la progettazione urbana Educazione e pratica delle arti e dei patrimoni territoriali .
– venerdì 10 novembreFrancesco Morace; Giovanni Filindeu con l’assistenza di Giulia Filippi;
– sabato 11 novembreAnnalisa MarinelliMartì Guixe con l’assistenza di Giulia Filippi.

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Time–Action 

Video contest dedicato a videomakers, creative, creativi, artiste e artisti per raccontare la Galleria Nazionale e la mostra Time is Out of Joint. 217 anni di storia raccontati attraverso 500 opere esposte in 58 sale e 4 settori. 7.128 metri quadrati di superficie calpestabile interna e 3.576 metri quadrati di giardini percorsi in 3.354 passi. 303 scalini, 1 mc di terra, 2 mc di terra, 32 mq di mare circa, 1 dinosauro e 9 leoni.

I premi
In [be]tween (2.500€): Premio al video che rappresenta meglio il dialogo tra il museo e la collezione, e tra le opere stesse.
The Social Network (1.000€): Premio al video più visto su Facebook.
Citizens Trust (500€): Premio al video più votato dai visitatori del museo.

Calendario
Opening: 3 ottobre 2017
Deadline: 5 novembre 2017
Scelta dei finalisti: 10 novembre 2017
Voto Citizens Trust: 12 novembre 2017
Conteggio visualizzazioni per il premio The Social Network: 20 novembre 2017
Evento di premiazione: 24 novembre 2017

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Got the Picture? (#GTP)

Si tratta della prima Call for Proposals lanciata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e rivolta a giovani autori con età compresa tra i 18 e i 30 anni. Giusto, sbagliato, noi, loro, io: sono queste le parole che chiediamo agli autori di tradurre in immagini. Se vi siete fatti un’idea di come stanno le cose o di come dovrebbero stare, condividetela con noi con la fotografia attraverso l’indagine, la sperimentazione e l’innovazione: siamo pronti ad accogliere, attraverso uno sguardo autentico e originale, la vostra visione.

Le opere vincitrici saranno esposte in una mostra accompagnata da un catalogo ed entreranno a far parte stabilmente della collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

I premi
1° premio 5.000€
2° premio 3.000€
3° premio 2.000€

Calendario
Application: 16 ottobre 2017
Deadline: 19 novembre 2017
Shortlist announcement: 13 dicembre 2017
Mostra: primo trimestre 2018

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Luci d’Artista. Torino, museo a cielo aperto

Cosmometrie di Mario Airò in piazza Carignano

Dal 27 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018, 80 giorni in cui il pubblico potrà ammirare le installazioni progettate per il territorio grazie al contributo di artisti di fama internazionale

TORINO – Il capoluogo piemontese si trasforma nuovamente in un un museo a cielo aperto per ben 80 giorni, grazie alle 25 opere di arte contemporanea, create per la Città dal 1997 a oggi, allestite su tutto il territorio cittadino, dal centro alla periferia, in un connubio perfetto di arte e luce.  In questa XX edizione 11 opere saranno collocate nelle vie e piazze delle circoscrizioni e 14 in quelle del centro storico. 

L’inaugurazione è prevista per venerdì 27 ottobre nella zona pedonale di via di Nanni, tra piazza Sabotino e via Chiomonte, Circoscrizione 3, dove quest’anno sarà posizionata l’opera ‘Ancora una volta’ realizzata con materiali ecosostenibili e fonti luminose a basso consumo energetico dall’artista piemontese Valerio Berruti. 

Nella stessa zona, in piazzale Chiribiri, si potrà ammirare ‘My noon’ il grande orologio luminoso che scandisce le ore in formato binario del tedesco Tobias Rehberger

In piazza Santa Rita (Circoscrizione 2) sarà ospitata ‘L’amore non fa rumore’ di Domenico Luca Pannoli, mentre le figure rosse dell’opera ‘Noi’ di Luigi Stoisa si intrecciano in via Cibrario, tra i corsi Svizzera e Tassoni (Circoscrizione 4). 

Nella Circoscrizione 5 saranno installate: in piazza Eugenio Montale ‘Ice cream light’ della berlinese di adozione Vanessa Safavi e, nell’area verde compresa tra le vie Vibò, Stradella e Conte di Roccavione, le panchine ‘Illuminate Benches’ di Jeppe Hein. Le ‘Vele di Natale’ di Vasco Are, invece,aleggeranno inpiazza Derna (Circoscrizione 6). Nel cielo di via Vanchiglia torneranno dopo 19 anni le ghiacciate ‘Palle di neve’ di Enrica Borghi, ideate dall’artista nel 1998  proprio per quella strada e, sempre in Circoscrizione 7, nella vivace piazza della Repubblica, sarà riaccesa ‘Amare le differenze’ di Michelangelo Pistoletto. 

All’entrata sud della città, nel laghetto di Italia ’61, si potrà vedere nuovamente ‘Luce Fontana Ruota’ di Gilberto Zorio, una stella rotante che evoca un mulino e, al Monte dei Cappuccini, risplenderà ancora ‘Piccoli Spiriti Blu’ di Rebecca Horn. Entrambe  sono opere permanenti della Città allestite nella Circoscrizione 8.

Le ‘Luci’ che illumineranno il centro (Circoscrizione 1) saranno: ‘Cosmometrie’ di Mario Airò in piazza Carignano; ‘Tappeto Volante’ di Daniel Buren in piazza Palazzo di Città; ‘Volo su…’ di Francesco Casorati in via Garibaldi; ‘Regno dei fiori: Nido cosmico di tutte le anime’ di Nicola De Maria in piazza San Carlo; ‘Il giardino Barocco Verticale’ di Richi Ferrero in via Alfieri 6 (Palazzo Valperga Galleani); ‘L’energia che unisce si espande nel blu’ di Marco Gastini nella Galleria Umberto I (opera permanente); ‘Planetario’ di Carmelo Giammello in via Roma; ‘Migrazione (climate change)’di Piero Gilardi nellaGalleria San Federico; ‘Cultura=Capitale’ di Alfredo Jaar in piazza Carlo Alberto (opera permanente); ‘Luì e l’arte di andare nel bosco’ di Luigi Mainolfi in via Lagrange; ‘Il volo dei numeri’ di Mario Merz sulla Mole Antonelliana (opera permanente); ‘Concerto di parole’ di Mario Molinari (collocazione da definirsi); ‘Vento Solare’ di Luigi Nervo in piazzetta Mollino e ‘Palomar’ di Giulio Paolini in via Po.

Il grattacielo Intesa Sanpaolo sarà protagonista e testimone di un’installazione artistica realizzata per Luci d’Artista, di cui la Banca è da quest’anno sostenitore.

Luci d’Artista è un progetto realizzato da Fondazione Teatro Regio Torino e IREN Energia Spa, con il sostegno di IREN, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo

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“Le Trame di Giorgione”, una grande mostra su Giorgione e l’arte tessile in Veneto

Giorgione, Pala di Castelfranco, particolare

Una esposizione affascinante e coinvolgente, ricchissima di capolavori, di storie e di nuove proposte interpretative, che si muove nel doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, a comporre una originale storia del costume

TREVISO – Il 27 ottobre inaugura al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto (Tv) la grande mostra dedicata al pittore di Castelfranco, dal titolo “Le Trame di Giorgione”, a cura di  Danila Dal Pos. La mostra coinvolgerà, oltre il museo, anche i “luoghi di Giorgione”ovvero il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella.

L’esposizione, che trova il suo fulcro nella “Pala di Castelfranco”, capolavoro primo del pittore, rappresenta una riflessione sulla grande tradizione tessile della Serenissima di 5 secoli fa. Capolavori della ritrattistica, a firma di artisti come Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, lo stesso Giorgione, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese, testimoniano il lusso di abiti realizzati con tessuti e complementi il cui costo era, per l’epoca, folle. Accanto ai ritratti, come in tutte le sezioni della mostra, preziosi esemplari di tessuti d’epoca. Anche nel nucleo successivo dedicato al Seicento, il lusso si pone come fattore di distinzione identitaria, quel lusso che consiste da sempre nell’impiego di materiali e di manifatture di grande pregio e di altissimo costo.

L’ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana, in un percorso ancora una volta sviluppato tra arte e raffinato artigianato, è quello dedicato al ‘700. Qui, ancora accanto ai ritratti, viene esibita la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell’epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia. La commistione tra sacro e profano è più apparente che reale. Spesso infatti le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame finivano con l’essere portate sull’altare sotto forma di piviali o pianete, intessute di fili di seta e oro.

Nelle altre sedi coinvolte dell’antico centro cittadino, in mostra anche esemplari di tessuti d’epoca, telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana, oggi non più sul mercato.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 4 marzo 2018. 

Vademecum

“Le Trame di Giorgione”
Museo Casa Giorgione
Piazza San Liberale – 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel. 0423 735626 – e-mail: museo@comune.castelfranco-veneto.tv.it
www.museocasagiorgione.it
Facebook/MuseoCasaGiorgione
www.letramedigiorgione.it

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Quando l`arte incontra il divertimento

“Malgrado il peso di una retorica romantica, intenta a dipingere l’artista avvolto dai fumi della disperazione, della povertà, della malattia e dell’allucinazione, malgrado il profumo decadente di un Simbolismo notturno che ha nell’Isola dei Morti di Arnold Boecklin il suo manifesto … malgrado infine l’alito acido di un deforme esistenzialismo che ha corroso una parte del Novecento, l’Arte non ha mai voluto rinunciare al piacere del suo gioco e del suo divertimento”.

Tinguely, Calder, Fogliati, Erlich, Creed, Neto, Collishaw, Ourslr, Wurm, teamLab, Op De Beeck, De Dominicis, Gander,Lin, Studio 65: questi gli artisti presenti alla mostra Enjoy, curata da Danilo Eccher al Chiostro del Bramante. Quindici protagonisti del 900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento, assunto nell’ accezione etimologica della parola, ovvero portare altrove. Oltre il luogo comune che il gioco sia privo di un contenuto concettuale molto forte, oltre i canoni formali e estetici prestabiliti. Perché, sottolinea Eccher “L’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti.”

Enjoy.L’arte incontra il divertimento

Roma, Chiostro del Bramante

Fino al 25 febbraio 2018

Foto: © Obscura, Tony Oursler

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Patrimonio culturale. Una Storia, 1000 modi per raccontarla

Giorgio Zanchini, direttore del Festival del giornalismo culturale, insieme a Lella Mazzoli, commenta la quinta edizione della manifestazione che si è svolta ad Urbino, Fano e Pesaro, dal 12 al 15 ottobre. Un’edizione accresciuta nei contenuti, negli eventi, nei luoghi che hanno ospitato l’annuale riflessione dedicata all’immenso patrimonio culturale italiano e alla molteplicità dei linguaggi per promuoverlo e raccontarlo.

per informazioni: www.festivalgiornalismoculturale.it/

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“La Rivoluzione Russa. Da Djaghilev all’Astrattismo” in arrivo a Gorizia

Kasimir Malevic, Stazione senza fermata. Kuncevo. 1913 Galleria Tret’jakov - particolare

Un affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, all’interno di Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite

GORIZIA – In occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, evento che ha cambiato la storia del XX secolo, viene celebrata in tutta Europa anche la rivoluzione culturale e artistica innescata dalle avanguardie russe. 

A Gorizia, dal 6 dicembre a Palazzo Attems Petzenstein, per commemorare questa straordinaria “esplosione culturale” arriva la mostra La Rivoluzione Russa. Da Djaghilev all’Astrattismo (1898-1922), a cura di  Silvia Burini e Giuseppe Barbieri del Centro Studi sulle Arti della Russia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja della Galleria Tret’jakov.

Oltre 100 capolavori (provenienti da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, dal Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano) che comprendono opere da Malevic a Kandinskij, passando per Benois, Bakst, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster. L’esposizione inoltre, con lo scopo di restituire una più completa visione della scena artistica dell’epoca apre a un più ampio scenario, che comprende il teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) la musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), il balletto (Djagilev) la fotografia (Rodcenko). Il percorso espositivo, suddiviso in 6 sezioni tematiche, abbraccia un periodo che si estende dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. 

Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC, spiega: “Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte”. 

Anticipano inoltre i curatori: “Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov”. 

La mostra sarà visitabile fino al 25 marzo 2018.

Vademecum

Palazzo Attems Petzenstein, via Edmondo De Amicis 2
Orario: 10-18. Chiuso il lunedì
Info: 348 13047 26

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La Rivoluzione Russa. Da Djaghilev all’Astrattismo in arrivo a Gorizia

Kasimir Malevic, Stazione senza fermata. Kuncevo. 1913 Galleria Tret’jakov - particolare

Un affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, all’interno di Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite

GORIZIA – In occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, evento che ha cambiato la storia del XX secolo, viene celebrata in tutta Europa anche la rivoluzione culturale e artistica innescata dalle avanguardie russe. 

A Gorizia, dal 6 dicembre a Palazzo Attems Petzenstein, per commemorare questa straordinaria “esplosione culturale” arriva la mostra La Rivoluzione Russa. Da Djaghilev all’Astrattismo (1898-1922), a cura di  Silvia Burini e Giuseppe Barbieri del Centro Studi sulle Arti della Russia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja della Galleria Tret’jakov.

Oltre 100 capolavori (provenienti da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, dal Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano) che comprendono opere da Malevic a Kandinskij, passando per Benois, Bakst, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster. L’esposizione inoltre, con lo scopo di restituire una più completa visione della scena artistica dell’epoca apre a un più ampio scenario, che comprende il teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) la musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), il balletto (Djagilev) la fotografia (Rodcenko). Il percorso espositivo, suddiviso in 6 sezioni tematiche, abbraccia un periodo che si estende dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. 

Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC, spiega: “Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte”. 

Anticipano inoltre i curatori: “Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov”. 

La mostra sarà visitabile fino al 25 marzo 2018.

Vademecum

Palazzo Attems Petzenstein, via Edmondo De Amicis 2
Orario: 10-18. Chiuso il lunedì
Info: 348 13047 26

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