Presentate le nuove acquisizioni della Galleria dell’Accademia di Firenze

Presentate le nuove acquisizioni della Galleria dell'Accademia di Firenze

Si tratta di quattro tavole di Mariotto di Nardo, due sportelli raffiguranti coppie dei santi, due semilunette che facevano parte di uno stesso tabernacolo e un busto marmoreo dello scultore toscano dell’Ottocento Lorenzo Bartolini

FIRENZE – La Galleria dell’Accademia di Firenze ha acquisito alcune tavole che vanno a ricomporre un prezioso tabernacolo di inizio ‘400. Le opere in questione sono quattro tavole di Mariotto di Nardo (Firenze, 1365 circa – 1424 circa) , due sportelli raffiguranti coppie dei santi: Giovanni Battista con Nicola di Bari e Antonio abate con Giuliano. Acquisite anche due semilunette, una con l’angelo annunziante e l’altra con la Vergine annunziata, e un busto marmoreo ritraente Giovanni Battista Niccolini, realizzato dal celebre scultore toscano dell’Ottocento, Lorenzo Bartolini (1777-1850), che deve la sua formazione artistica e culturale al prolungato soggiorno parigino ed in particolare all’esperienza fatta presso lo studio del pittore Jacques-Louis David.  

Gli sportelli di Mariotto di Nardo, esposti alla Trentesima Biennale Nazionale dell’Antiquariato, da poco conclusasi a Firenze, nello stand dell’antiquario Matteo Salamon di Milano, sono stati acquistati dala Galleria dell’Accademia al prezzo di 300mila euro.

Negli stessi giorni della Biennale, Angelo Tartuferi, vicedirettore del celebre museo fiorentino e noto specialista di pittura antica, ha identificato le due semilunette con le figure dell’Annunciazione come parti terminali superiori dei medesimi sportelli. 

Mentre le tavole con le coppie di santi erano nella illustre collezione fiorentina ancora alla fine degli anni venti del Novecento, delle due semilunette si era persa ogni traccia. La Galleria dell’Accademia è riuscita ad assicurarsi questi ulteriori dipinti ricomparsi sul mercato, al prezzo di 170mila euro. Grazie a queste acquisizioni si è quindi potuta avviare la ricomposizione del tabernacolo, ha spiegato Tartuferi. Ciò che caratterizza i quattro dipinti è la finissima e preziosa decorazione in pastiglia dorata, eseguita secondo le indicazioni tecniche descritte da Cennino Cennini nel Libro dell’arte.

Il busto del Bartolini, esposto anch’esso alla stessa Biennale, nello stand dell’antiquario fiorentino Giovanni Pratesi, è stato invece donato al Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze. Il busto, ricomparso solo qualche anno fa nel mercato antiquario, è stato acquistato alla cifra di 10mila euro. 

Cecilie Hollberg direttrice della Galleria dell’Accademia, ha così commentato: “Sono acquisizioni di grande valore che attestano l’impegno di un grande museo autonomo come il nostro anche nel campo della ricerca, nell’arricchimento e valorizzazione delle proprie collezioni”.

Ciò che invece la direttrice lamenta è il problema degli spazi a disposizione della Galleria. Al momento è corso una trattativa con l’Accademia di belle arti che potrebbe cedere alcune sale al celebre museo per permettere di allargarsi. Un problema sentito che la direttrice spera di risolvere nel più breve tempo possibile 

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MAXXI. Il gruppo DEED vince la prima edizione di MUSEUM BOOSTER

MAXXI. Il gruppo DEED vince la prima edizione di MUSEUM BOOSTER

La maratona digitale di 34 ore non stop, per creare servizi per il museo del futuro, è stata vinta dal gruppo che ha presentato il prototipo di un bracciale a trasmissione sonora che libera il visitatore da qualsiasi guida, mappa, supporto

ROMA – La prima edizione di MUSEUM BOOSTER, ideata e promossa dal MAXXI in collaborazione con Groupama Assicurazioni, per ideare prototipi di prodotti digitali in grado di rinnovare l’esperienza di visita museale, è stata vinta dal gruppo DEED, composto da Luca Gianfreda, Edoardo Parini, Emiliano Parini e Guido Porcaro. 

La sfida ha visto protagonisti 11 gruppi per un totale di 56 partecipanti, tra sviluppatori, programmatori, designer, maker, esperti di comunicazione e marketing, copywriter, data analyst, art director, accomunati dalla passione per Arte, nuove tecnologie e digitale. 

La maratona è durata 34 ore consecutive, dalle 9.00 di sabato 21 alle 19.00 di domenica 22 ottobre

DEED ha presentato “get” il prototipo di un bracciale a trasmissione sonora che libera il visitatore da qualsiasi guida, mappa, supporto, consentendogli di accedere a contenuti audio di approfondimento, semplicemente avvicinando il dito al proprio orecchio, sfruttando la tecnologia bone conduction, ossia la trasmissione sonora attraverso la conduzione ossea.

Il progetto è stato scelto da una giuria di esperti composta da Barbara Gasperini giornalista; Andrea Manieri Capo Progetto Direzione Ricerca e Innovazione Engineering; Alfredo Valeri Direttore Ricerca Associazione Civita; Prisca Cupellini Responsabile Digital MAXXI; Elena Pelosi Responsabile Formazione MAXXI, con la seguente motivazione: “Per l’utilizzo di una tecnologia capace di rinnovare l’esperienza del visitatore in modo dirompente rispetto al passato”.

DEED riceverà il riconoscimento economico di 5.000 Euro per sviluppare il suo progetto, con il sostegno del MAXXI, che ne diventerà luogo di sperimentazione per un anno.

Al secondo e al terzo posto si sono classificati 4OUR (Giulia Centonze, Michele Cirillo, Francesco Di Girolamo, Anna Tatananni) con il progetto Flȃneur che secondo la giuria ha il pregio di poter “educare il pubblico all’uso del digitale” grazie alla sua semplicità, e EXAMUSE (Silvia Falabella, Enzo Masci, Maria Vittoria Sorgi, Vittoria Rosati Tarulli) con il progetto Examuse che la giuria ha riconosciuto “estremamente avanzato dal punto di vista scientifico” e dalle grandi potenzialità. A loro vanno rispettivamente il premio di 1500 e 800 Euro del secondo e terzo posto.

“La partecipazione, l’energia e le competenze messe in campo – ha commentato Prisca Cupellini, Responsabile Digital MAXXI – ci dimostrano quanto si possa fare per migliorare, innovare e trasformare attraverso la tecnologia, l’esperienza dei luoghi di cultura. Sperimentare per un anno il progetto vincitore negli spazi del MAXXI, di certo contribuirà non solo a cambiare la percezione dell’offerta culturale del museo, ma anche il modo in cui le nostre proposte verranno elaborate”.

I membri del gruppo DEED hanno dichiarato in seguito alla vittoria: “É da tempo che lavoriamo sulle esperienze che l’utente fa grazie alla tecnologia e riflettiamo sull’eccessivo utilizzo e la dipendenza dagli smartphone e la semplicità della soluzione offerta dal nostro progetto è “Mettimi in tasca e goditi la mostra”. E’ stata una soddisfazione immensa aver vinto Museum Booster. Abbiamo partecipato perchè con la nostra startup stiamo lavorando a differenti tipi di soluzioni nel campo Wearable e volevamo approfondire il tema museale per studiarne le possibilità. Da romani e imprenditori abbiamo affrontato la sfida unendo passione, lavoro e amore per la nostra città”.

“Supportare lo sviluppo di nuove tecnologie e sostenere la formazione attraverso l’innovazione è nel DNA del Gruppo – ha  dichiarato Giorgia Freddi Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Groupama Assicurazioni – a settembre abbiamo lanciato l’Academy Born2Code per dare a giovani talenti l’opportunità di essere formati sulle nuove professioni richieste dal mercato. Grazie alla partnership con il MAXXI, Museum Booster è stato inserito nel percorso formativo di Born2Code contribuendo alla formazione dei ragazzi e alimentando il sostegno ai luoghi della cultura: il successo di questa prima edizione aprirà la strada a progetti e iniziative sempre più all’avanguardia”.

www.maxxi.art  www.groupama.it | #MuseumBooster

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ZArt Urban Studio in collaborazione con N U D A presenta “La Calle Grande”

Fabio Gismondi_ PPP (80x80 su tavola)

La mostra, aperta dal 27 ottobre al 27 novembre 2017, realizzata in collaborazione con N U D A – New Urban Dirty Art, collettivo di neo-formazione nato a sostegno della street culture, presenta importanti protagonisti del panorama nazionale e internazionale

ROMA – Apre venerdì 27 ottobre presso ZArt Urban Studio, vera e propria street art gallery nata sotto la direzione artistica di Zaire Torrealba, La calle grande”, exhibit collettiva dedicata al mondo della street art e della cultura urbana. 

Il titolo dell’esposizione La calle grande deriva da un’espressione tipica della cultura latino-americana, come racconta la curatrice stessa, Zaire Torrealba, poliedrica artista venezuelana che si muove tra la moda e l’arte: “La calle grande si pronuncia la cage grande, letteralmente la grande strada, rappresenta per noi artisti il mondo esterno, dove ogni giorno ci confrontiamo, ci conosciamo, dove cresciamo e combattiamo. Un mondo parallelo, quello della strada, capace di darci gli stimoli e le suggestioni di cui necessitiamo per creare ma che è al tempo stesso scenario nel quale esprimiamo le nostre emozioni, come in uno scambio. Per dare voce a una coscienza collettiva, farci portavoce dell’intera comunità, incapace di farsi ascoltare in un mondo sopraffatto da troppi rumori…”. 

La mostra, realizzata in collaborazione con N U D A – New Urban Dirty Art, collettivo di neo-formazione nato a sostegno della street culture, presenta importanti protagonisti del panorama nazionale e internazionale, primo tra tutti Mimi the Clown, street artist francese conosciuto in tutto il mondo per i suoi interventi urbani che hanno come soggetto l’autoritratto di sé stesso, spesso in compagnia di personaggi famosi, abbellito ironicamente dal nasone rosso da clown. E poi Andrea Boriani con i suoi dipinti pop su supporti riciclati, BiBi Queen e il suo “confused cat”, C_ska con la sua “skawoman” e le sue composizioni “occhi e cuore”, Kocore e i suoi stencil geometrici, K2m con i suoi paste-up “giornalistici”, Stelleconfuse e la sua sticker e poster art. E ancora i quadri “digital-pop” di Fabio Gismondi, gli artworks espressionistici di Carlo Gori, i photocollage decostruiti di GapEh, la poster art di Pino Volpino e la sua “merda di streetartist”, gli stencil di Tutto e niente – Temet Nosce e di KOI, la pixel art di Krayon, le opere di Phobos, di Lorena Tiberi in arte Mani, di Gatrillo, di Daniele Romaniello e i lavori della pittrice e street artist Suri. Infine in mostra per l’artigianato artistico e l’upcycling, gli “Unusual crafts” di Cristian Cicerone, le creazioni di Angela Conte, di Nabarü e di MCCDesign, mentre l’esposizione sarà accompagnata dal live painting di NOA, noto street artist della scena romana.

La mostra resterà aperta dal 27 ottobre al 27 novembre 2017, visitabile su appuntamento.

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Vademecum

La Calle Grande
Dal 27 ottobre al 27 novembre 2017
c/o ZArt Urban Studio – via Panfilo Castaldi, 20 – Trastevere (Roma)
Opening 27 ottobre 2017 h 18.30 – FREE ENTRY
Per prenotazioni zarturbanstudio@gmail.com, cel. 320 927 8197
MORE INFO EVENTO FB
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Prende il via Brerart 2017, una settimana di iniziative all’insegna dell’arte contemporanea

Prende il via Brerart 2017, una settimana di iniziative all’insegna dell’arte contemporanea

Dal 24 ottobre una mostra diffusa animerà  il quartiere di Brera con l’arte. Il tema della manifestazione di quest’anno è “Il Fuoco”. L’inaugurazione si terrà nella Chiesa di San Carpoforo

MILANO – BRERART 2017 prende il via il 24 ottobre con una serie di iniziative in cui gallerie d’arte, show room d’impresa, location, cortili, Fondazioni, palazzi storici, si uniscono per dare vita a una grande manifestazione di arte contemporanea. 

Gli artisti saranno stimolati a realizzare delle opere/performances sul tema del “fuoco”. Nelle location aderenti all’iniziativa verranno esposte le opere d’arte selezionate, realizzate nei diversi linguaggi. 

L’inaugurazione si terrà nella Chiesa di San Carpoforo che ospiterà una selezione di opere che resteranno visibili per tutta la settimana della manifestazione e che vedrà coinvolti i Cibartisti e gli allievi dell’Accademia di Brera. 

La scelta della location non è casuale, ma si ricollega alle sue origini: la tradizione vorrebbe San Carpoforo fondata sul luogo di un antico tempio dedicato a una divinità “carpofora” (ossia portatrice di frutti), molto probabilmente Vesta, dea del Fuoco. 

Vademecum

Dal 24 Ottobre 2017 al 29 Ottobre 2017
Milano, sedi varie
Ingresso gratuito
Info: c.bazzani@taob.it
www.brerart.eu

 

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Presentato alla sede Rai il documentario “La fortuna degli Etruschi”

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Sarcofago degli Sposi

Il racconto sull’affascinante popolo si apre con le immagini dei capolavori di Villa Giulia, raccontate dal direttore del Museo, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, primo tra tutti il celebre ‘Sarcofago degli sposi’, accompagnano in un viaggio alla scoperta di questa misteriosa civiltà

ROMA – E’ stato presentato il 23 ottobre nella sede Rai di viale Mazzini, alla presenza del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il documentario di Massimiliano Griner, con la regia Marzia Marzolla e Matteo Bardelli, e la consulenza scientifica di Luca Peyronel dal titolo “La fortuna degli Etruschi”, che sarà proposto da Rai Cultura lunedì 30 ottobre alle 21.10 su Rai Storia per “Italia: Viaggio nella Bellezza”.

“Un documentario che valorizza l’unicità della storia del patrimonio degli Etruschi con grande qualità, come la Rai sa fare”, così lo ha definito Franceschini. Per il ministro inoltre il documentario rappresenta “un contributo importante che la televisione pubblica può dare per far conoscere questo patrimonio e riavvicinare i cittadini ai musei e far riscoprire luoghi meno noti”. “Dobbiamo aumentare gli attrattori sia per il turismo interno che per quello degli stranieri – ha detto ancora Franceschini – quando la televisione valorizza un luogo della cultura italiana meno conosciuto, il ritorno è immediato. L’Italia è piena di migliaia di luoghi pazzeschi che in un altro paese sarebbero stati attrattori di turismo, ma che qui non sono stati valorizzati” – ha concluso il ministro. 

La narrazione si snoda attraverso un viaggio che parte dai capolavori esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e raccontati dal suo direttore, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, tra cui  il celebre ‘Sarcofago degli sposi’, accompagnano alla scoperta di questa grande e misteriosa civiltà, di cui verranno narrate le vicende storiche e artistiche, impresse nelle necropoli più belle e nelle tombe affrescate di Tarquinia, Cerveteri o Veio, ma si cercherà anche di comprendere in profondità quell’universo etrusco che ha segnato e continua a segnare la cultura europea ed italiana in diverse epoche. 

Studiosi ed esperti interverranno e si confronteranno in questo viaggio, tra cui, oltre a Valentino Nizzo, anche Alessandro Naso, direttore dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del Cnr; l’archeologo  Andrea Camilli, responsabile dell’area di Populonia; Rita Cosentino, responsabile della Necropoli della Banditaccia; Simona Rafanelli, direttore del Museo Isidoro Falchi di Vetulonia. 

Il percorso del documentario parte dalla “Grande Etruria”, a cui si ispiravano i Medici nel Cinquecento e che inaugura il “mito” moderno degli etruschi, prosegue con l’“Etruscan taste” che si diffonde tra fine Settecento ed Ottocento tra gli intellettuali inglesi scatenando il collezionismo e una vera e propria caccia al vaso etrusco ed esercitando un influsso profondo sull’artigianato artistico. Si passa, poi, dall’Etruscheria Romantica,  che vede molti europei del tempo avidi di percorrere i paesaggi romantici della Tuscia, al fascino esercitato dall’immaginario etrusco su letterati come Aldous Huxley e David Herbert Lawrence (l’autore de “L’amante di Lady Chatterley”), che riversò i suoi ricordi di viaggio nell’opera “Etruscan Places” del 1932, esaltando il mito etrusco in un periodo in cui in Italia il fascismo esaltava la romanità. 

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Presentato alla sede Rai il documentario “La fortuna degli Etruschi”

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Sarcofago degli Sposi

Il racconto sull’affascinante popolo si apre con le immagini dei capolavori di Villa Giulia, raccontate dal direttore del Museo, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, primo tra tutti il celebre ‘Sarcofago degli sposi’, accompagnano in un viaggio alla scoperta di questa misteriosa civiltà

ROMA – E’ stato presentato il 23 ottobre nella sede Rai di viale Mazzini, alla presenza del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il documentario di Massimiliano Griner, con la regia Marzia Marzolla e Matteo Bardelli, e la consulenza scientifica di Luca Peyronel dal titolo “La fortuna degli Etruschi”, che sarà proposto da Rai Cultura lunedì 30 ottobre alle 21.10 su Rai Storia per “Italia: Viaggio nella Bellezza”.

“Un documentario che valorizza l’unicità della storia del patrimonio degli Etruschi con grande qualità, come la Rai sa fare”, così lo ha definito Franceschini. Per il ministro inoltre il documentario rappresenta “un contributo importante che la televisione pubblica può dare per far conoscere questo patrimonio e riavvicinare i cittadini ai musei e far riscoprire luoghi meno noti”. “Dobbiamo aumentare gli attrattori sia per il turismo interno che per quello degli stranieri – ha detto ancora Franceschini – quando la televisione valorizza un luogo della cultura italiana meno conosciuto, il ritorno è immediato. L’Italia è piena di migliaia di luoghi pazzeschi che in un altro paese sarebbero stati attrattori di turismo, ma che qui non sono stati valorizzati” – ha concluso il ministro. 

La narrazione si snoda attraverso un viaggio che parte dai capolavori esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e raccontati dal suo direttore, Valentino Nizzo. Pezzi pregiati, tra cui  il celebre ‘Sarcofago degli sposi’, accompagnano alla scoperta di questa grande e misteriosa civiltà, di cui verranno narrate le vicende storiche e artistiche, impresse nelle necropoli più belle e nelle tombe affrescate di Tarquinia, Cerveteri o Veio, ma si cercherà anche di comprendere in profondità quell’universo etrusco che ha segnato e continua a segnare la cultura europea ed italiana in diverse epoche. 

Studiosi ed esperti interverranno e si confronteranno in questo viaggio, tra cui, oltre a Valentino Nizzo, anche Alessandro Naso, direttore dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del Cnr; l’archeologo  Andrea Camilli, responsabile dell’area di Populonia; Rita Cosentino, responsabile della Necropoli della Banditaccia; Simona Rafanelli, direttore del Museo Isidoro Falchi di Vetulonia. 

Il percorso del documentario parte dalla “Grande Etruria”, a cui si ispiravano i Medici nel Cinquecento e che inaugura il “mito” moderno degli etruschi, prosegue con l’“Etruscan taste” che si diffonde tra fine Settecento ed Ottocento tra gli intellettuali inglesi scatenando il collezionismo e una vera e propria caccia al vaso etrusco ed esercitando un influsso profondo sull’artigianato artistico. Si passa, poi, dall’Etruscheria Romantica,  che vede molti europei del tempo avidi di percorrere i paesaggi romantici della Tuscia, al fascino esercitato dall’immaginario etrusco su letterati come Aldous Huxley e David Herbert Lawrence (l’autore de “L’amante di Lady Chatterley”), che riversò i suoi ricordi di viaggio nell’opera “Etruscan Places” del 1932, esaltando il mito etrusco in un periodo in cui in Italia il fascismo esaltava la romanità. 

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