Vendere il proprio telefono (foto incluse) per 1000 dollari. Il progetto di Eva e Franco Mattes

Eva e Franco Mattes lanciano una call per trovare qualcuno disposto a vendere il proprio telefono, con tutto quello che c’è dentro, in cambio di mille dollari. Le foto e i video saranno usati per un’opera che entrerà nella collezione di un museo americano. C’è tempo fino al 30 ottobre.

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“Da io a noi: la città senza confini”. La prima mostra di arte contemporanea al Quirinale

Francesco Jodice Napoli, 1967 Cartoline dagli altri spazi, Napoli, #023, 1996 Courtesy l’artista e Galleria Michela Rizzo, Venezia

L’esposizione, a cura di Anna Mattirolo, attraverso le opere di 22 artisti italiani e internazionali affronta il tema delle periferie urbane. Franceschini: “deve diventare centrale nei prossimi decenni. Le periferie sono il luogo dove si giocano tutte le sfide”

ROMA – E’ stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel pomeriggio del 23 ottobre, la prima mostra d’arte contemporanea ospitata al Palazzo del Quirinale. Si tratta dell’esposizione intitolata “Da io a noi: la città senza confini”, ideata e promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Mibact e dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, a cura di  Anna Mattirolo, che vede protagonisti, nella Galleria di Alessandro VII e nelle Sale contigue, 22 artisti italiani e internazionali: Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangia- more, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony. 

L’originale progetto, visitabile dal 24 ottobre al 17 dicembre,  muove dalla riflessione sul concetto di “periferico”, utilizzando i diversi linguaggi dell’arte contemporanea – pittura, scultura, fotografia, video, installazione – per restituire una dimensione poetica di una società in trasformazione, seguendo le tracce lasciate dall’uomo sul territorio, le forme di paesaggio che l’azione umana genera, gli oggetti che perdono la mera funzione pratica per acquisire il valore di testimonianza del percorso di un’esistenza, l’identità che quel nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere.

“Il tema delle periferie urbane – ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo all’inaugurazione della mostra – deve diventare centrale nei prossimi decenni. Possiamo dire di aver vinto la battaglia della tutela dei centri storici ma questo ci ha fatto distrarre dalle periferie che sono il luogo dove si giocano tutte le sfide. È la sfida di questo secolo”.

Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, ha spiegato: “Questo evento espositivo è un progetto ambizioso con molteplici obiettivi: restituire, attraverso una selezione di opere, un panorama artistico d’eccellenza che racconti le varie interpretazioni del tema; consigliare al cittadino con messaggi visivi, sonori o tattili un maggiore rispetto per sé, per l’altro e per lo spazio che viviamo, rafforzando la fiducia nelle istituzioni”.

“La scelta delle opere, realizzata insieme agli artisti – ha infine affermato Anna Mattirolo – è stata ispirata dalla capacità di ciascuna di trasmettere con immediatezza ai visitatori il tema in un percorso unico nel suo genere, che crea un corto circuito tra gli ambienti fastosi del passato e la percezione del presente.”

La mostra è accompagnata da una pubblicazione che contiene testi di Federica Galloni, Anna Mattirolo, Luca Molinari, Chiara Parisi e Cristina Mazzantini che ne ha curato l’allestimento.

Vademecum

Da io a noi. La città senza confini
Palazzo del Quirinale Piazza del Quirinale Roma
24 ottobre al 17 dicembre 2017
Ingresso su prenotazione: per informazioni call center tel. 06  39.96.75.57

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“Da io a noi: la città senza confini”. La prima mostra di arte contemporanea al Quirinale

Francesco Jodice Napoli, 1967 Cartoline dagli altri spazi, Napoli, #023, 1996 Courtesy l’artista e Galleria Michela Rizzo, Venezia

L’esposizione, a cura di Anna Mattirolo, attraverso le opere di 22 artisti italiani e internazionali affronta il tema delle periferie urbane. Franceschini: “deve diventare centrale nei prossimi decenni. Le periferie sono il luogo dove si giocano tutte le sfide”

ROMA – E’ stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel pomeriggio del 23 ottobre, la prima mostra d’arte contemporanea ospitata al Palazzo del Quirinale. Si tratta dell’esposizione intitolata “Da io a noi: la città senza confini”, ideata e promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Mibact e dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, a cura di  Anna Mattirolo, che vede protagonisti, nella Galleria di Alessandro VII e nelle Sale contigue, 22 artisti italiani e internazionali: Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangia- more, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony. 

L’originale progetto, visitabile dal 24 ottobre al 17 dicembre,  muove dalla riflessione sul concetto di “periferico”, utilizzando i diversi linguaggi dell’arte contemporanea – pittura, scultura, fotografia, video, installazione – per restituire una dimensione poetica di una società in trasformazione, seguendo le tracce lasciate dall’uomo sul territorio, le forme di paesaggio che l’azione umana genera, gli oggetti che perdono la mera funzione pratica per acquisire il valore di testimonianza del percorso di un’esistenza, l’identità che quel nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere.

“Il tema delle periferie urbane – ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo all’inaugurazione della mostra – deve diventare centrale nei prossimi decenni. Possiamo dire di aver vinto la battaglia della tutela dei centri storici ma questo ci ha fatto distrarre dalle periferie che sono il luogo dove si giocano tutte le sfide. È la sfida di questo secolo”.

Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, ha spiegato: “Questo evento espositivo è un progetto ambizioso con molteplici obiettivi: restituire, attraverso una selezione di opere, un panorama artistico d’eccellenza che racconti le varie interpretazioni del tema; consigliare al cittadino con messaggi visivi, sonori o tattili un maggiore rispetto per sé, per l’altro e per lo spazio che viviamo, rafforzando la fiducia nelle istituzioni”.

“La scelta delle opere, realizzata insieme agli artisti – ha infine affermato Anna Mattirolo – è stata ispirata dalla capacità di ciascuna di trasmettere con immediatezza ai visitatori il tema in un percorso unico nel suo genere, che crea un corto circuito tra gli ambienti fastosi del passato e la percezione del presente.”

La mostra è accompagnata da una pubblicazione che contiene testi di Federica Galloni, Anna Mattirolo, Luca Molinari, Chiara Parisi e Cristina Mazzantini che ne ha curato l’allestimento.

Vademecum

Da io a noi. La città senza confini
Palazzo del Quirinale Piazza del Quirinale Roma
24 ottobre al 17 dicembre 2017
Ingresso su prenotazione: per informazioni call center tel. 06  39.96.75.57

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Roma. Prorogata fino al 27 novembre la mostra fotografica “KM0 – KILOMETRIZERO”

 KM0 - Daniele Cametti Aspri, Là, dove vivono i sogni

Dopo l’interesse suscitato nelle giornate di apertura e l’ampia partecipazione all’evento inaugurale presso il nuovo spazio HOP – HOUSE OF PHOTOGRAPHY, gli organizzatori annunciano anche un re-opening per venerdì 27 ottobre alle ore 20.00

ROMALa mostra fotografica “KM0 – KILOMETRIZERO (L’Ordinario Straordinario)” viene prorogata fino a lunedì 27 novembre presso la neonata HOP – HOUSE OF PHOTOGRAPHY. In occasione del prolungamento del periodo di apertura, gli organizzatori annunciano il re-opening della mostra, con un nuovo evento alla presenza degli autori – un Re-HOPening, in pieno stile HOP, in programma venerdì 27 ottobre alle ore 20.00.

La mostra “KM0” rappresenta un viaggio corale e sensibile che – attraverso la fotografia dei suoi otto autori – reinterpreta, riscopre e svela le dinamiche del nostro vivere quotidiano, le contraddizioni e i cambiamenti del paesaggio che ci circonda, le difficoltà e i pregi dell’io del nostro tempo, in qualunque periodo della vita. 

I lavori di Paolo Buatti, Daniele Cametti Aspri, Paolo Fusco, Angelo Marinelli, Fabio Moscatelli, Graziano Panfili, Mauro Quirini e Michele Vittori partono tutti da un presupposto comune: l’essere umano è da sempre portato all’evasione e vive l’oggi nell’attesa di ciò che verrà domani. 

“Siamo molto contenti del successo della collettiva “KM0” e della grande partecipazione all’inaugurazione di  HOP, la nostra nuova casa della fotografia – ha commentato Daniele Cametti Aspri, ideatore del progetto HOP e uno degli autori in  mostra – “KM0” ha rappresentato il primo passo che noi HOPers (gli autori di HOP, gli “House Of Photography Users”, ma anche gli “speranzosi” o “quelli che hanno speranza e che la trasmettono con le loro visioni) abbiamo voluto fare nel percorso che abbiamo intrapreso; per questo motivo abbiamo deciso di prolungare il periodo di apertura e di organizzare un nuovo evento, un re-HOPening, in pieno stile HOP, al quale tutti possano prendere parte. Il nostro scopo era mostrare che la passione per l’immagine può essere vissuta in un modo diverso,  genuino, inclusivo, concreto, e anche multiforme, sia come addetti ai lavori, sia come fruitori. La partecipazione e il calore che i visitatori hanno manifestato in questo periodo di apertura ci ha confermato il fatto che questa nostra visione è davvero condivisa e che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta.”

Vademecum

“KM0 – KILOMETRI ZERO (L’ORDINARIO STRAORDINARIO)”
Con lavori di Paolo Buatti, Daniele Cametti Aspri, Paolo Fusco, Angelo Marinelli, Fabio Moscatelli, Graziano Panfili, Mauro Quirini, Michele Vittori
Presso HOP – HOUSE OF PHOTOGRAPHY
Via Aristonico d’Alessandria, 95 – ROMA
Informazioni: Tel. 06 5219944 / Mob. 335 5737183 / Mail: info@houseofphotography.it
Web: www.houseofphotography.it / Pagina FB di HOP – HOUSE OF PHOTOGRAPHY
Apertura mostra: prorogata fino a lunedì 27 novembre
Re-opening: venerdì 27 ottobre 2017 alle ore 20.00 (per partecipare è necessario registrarsi qui)
Orari: dal lunedì al venerdì 10.00-17.00; nei weekend apertura della mostra e visita di HOP su richiesta.

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A Tefaf New York un raro gesso di Canova

A Tefaf New York un raro gesso di Canova

Si tratta del “Genio Rezzonico” del 1793, probabilmente realizzato dall’artista da un originale in marmo, il “Genio Alato” destinato alla tomba di Papa Clemente XIII Rezzonico nella Basilica di San Pietro

NEW YORK – Verrà esposto, a partire da venerdì 28 ottobre a Tefaf New York, gemella della fiera di Maastricht, un raro gesso di Antonio Canova, realizzato dall’artista intorno al 1790 per Girolamo Zulian, suo mecenate e ambasciatore veneto a Roma, presso la cui residenza a Palazzo Venezia, Canova soggiornò prima di acquistare una casa che gli facesse anche da studio.

L’opera, recuperata in una villa vicino a Firenze, sarà esposta nello stand del gallerista Carlo Orsi, presidente della Associazione Antiquari Italiani, con una stima di 4 milioni di dollari

Le copie in gesso di Canova sono molto rare e probabilmente il “Genio” potrebbe essere l’ultimo rimasto sul mercato. Si pensa che l’opera, peraltro in ottimo stato di conservazione, possa essere stata realizzata dall’artista da un originale in marmo, il “Genio Alato”. Questa figura era una delle tre destinate alla tomba di Papa Clemente XIII Rezzonico nella Basilica di San Pietro.

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L’opera di Gonzalo Borondo al Mercato delle Pulci di Marsiglia. Ecco le immagini

Matiére Noire, questo il titolo della mostra che, fino al 31 gennaio 2018, si svolge al Mercato delle Pulci di Marsiglia, in una delle aree più difficili della città. Frutto di una residenza di tre mesi, il progetto ha coinvolto altri otto artisti nella realizzazione di 30 opere site specific in 4000 mq di spazio. Tra questi c’è Edoardo Tresoldi.

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Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

Trump sostiene di possedere un Renoir, in realtà si tratta di un falso

“Le due sorelle sulla terrazza”, questo il dipinto in questione. A smentire quanto affermato dal Presidente è l’Art Institute di Chicago, che infatti possiede l’originale dal 1933, grazie alla donazione di un collezionista d’arte

CHICAGO – Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene da tempo di possedere un dipinto di Renoir, si tratta de “Le due sorelle sulla terrazza”. A raccontarlo è Tim O’Brien, biografo del magnate. O’Brien spiega infatti che il presidente-miliardario, nel 2005, in occasione di una intervista per il libro “TrumpNation: The Art of Being the Donald”, mostrò con orgoglio il dipinto. O’Brien, che ha vissuto a Chicago e sa perfettamente che l’originale è custodito all’Art Institute di Chicago, ha raccontato che, dopo l’affermazione di Trump, per poco non prende un colpo. Tuttavia, in quella circostanza il Presidente, nonostante il tentativo di O’Brien di mettere in dubbio l’autenticità del dipinto, continuò ad insistere sull’originalità dell’opera in suo possesso. 

Di fatto il vero Renoir si trova appunto al museo di Chicago dal 1933, quando fu donato da un collezionista d’arte che lo aveva acquistato da un mercante d’arte parigino, che a sua volta l’aveva comprato nel 1881, al prezzo di 1.500 franchi, proprio dal pittore. 

A smentire quanto sostenuto da Trump è stata comunque la stessa portavoce del museo di Chicago, Amanda Hicks che, ripercorrendo la storia del quadro, lapidariamente ha poi affermato: “Siamo orgogliosi e grati della possibilità di condividere questo eccezionale dipinto con il nostro milione e mezzo di visitatori annui”. 

 

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Il Palazzo Ducale di Urbino si apre al contemporaneo

Il rapporto con i luoghi e, quindi, con il territorio è uno dei punti cardine del Festival del giornalismo culturale. Anche la quinta edizione della manifestazione (svoltasi il 12, 13, 14 ottobre) è stata inaugurata nella città di Urbino, dove il Palazzo Ducale è uno dei simboli più celebri dell’architettura e della civiltà rinascimentale italiana.

Peter Aufreiter, Direttore della Galleria Nazionale e Polo museale delle Marche, riflette sulle sfide imposte dai nuovi modelli di comunicazione all’istituzione che ospita, tra tanti capolavori, i dipinti di Piero della Francesca e Raffaello.

per informazioni: www.festivalgiornalismoculturale.it/ 

www.gallerianazionalemarche.it

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