Collezione Artisti per Frescobaldi, 9 opere di artisti contemporanei nella Tenuta di Montalcino

Collezione Artisti per Frescobaldi, 9 opere di artisti contemporanei nella Tenuta di Montalcino

L’esposizione è il risultato delle prime tre edizioni del Premio ideato da Tiziana Frescobaldi e curato da Ludovico Pratesi. Annuciati i nomi dei tre artisti della IV edizione e della Giuria

FIRENZE – Con il titolo Collezione Artisti per Frescobaldi saranno esposti all’interno della Tenuta di CastelGiocondo a Montalcino, le nove opere realizzate da  giovani artisti italiani ed internazionali. L’esposizione è il risultato delle prime tre edizioni del Premio ideato da Tiziana Frescobaldi e curato da Ludovico Pratesi,  un progetto biennale iniziato nel 2012, in cui ogni anno, 3 artisti (1 italiano e 2 di un altro Paese) sono inviatati a realizzare un’opera ispirata alla tenuta di CastelGiocondo. Il premio ha coinvolto nella prima edizione 3 italiani  (Elisa SighicelliGiovanni Ozzola e Ra Di Martino),  per poi approdare nel 2014 a Berlino con i lavori artistici di Michael Sailstorfer, Jorinde Voigt  e Yuri Ancarani e raggiungere gli  Stati Uniti nel 2016 con di Eric Wesley, Matthew Brannon e Patrizio Di Massimo. A tutti gli artisti viene richiesto di ideare un’etichetta ispirata alla propria opera: ognuna impreziosisce una Magnum di CastelGiocondo Brunello Vendemmia dedicata, realizzata in una tiratura limitata di 999 bottiglie (333 per artista).

La collezione sarà esposta e aperta al pubblico a partire da dicembre su prenotazione, attraverso il sito dedicato www.artistiperfrescobaldi.it

Una collezione di opere d’arte in continuo divenire che continuerà ad arricchire gli spazi della cantina e della tenuta di CastelGiocondo. Oltre alle opere saranno esposte le bottiglie magnum con le etichette d’artista.

Per il 2018 , quarta edizione del Premio, il Paese selezionato è la Svizzera e gli artisti in gara sono tre: Sonia Kacem, Claudia Comte e l’italiano Francesco Arena. Svelati anche i nomi dei giurati che sceglieranno l’opera vincitrice della quarta edizione: Hans-Ulrich Obrist Direttore della Serpentine Gallery di Londra, nonché uno dei curatori più famosi del mondo. Elena Filipovic dal 2014 Direttore della Kunsthalle di Basilea e Andrea Viliani dal 2013 Direttore del museo Madre di Napoli.

Tiziana Frescobaldi, direttore del Progetto Artisti per Frescobaldi, ha commentato: Nove opere della Collezione Artisti per Frescobaldi si trovano allestite in modo permanente negli spazi della Tenuta di CastelGiocondo: il pubblico potrà vederle, su prenotazione, da dicembre. Un passo che segna una tappa molto importante per il nostro Progetto, che conferma e accresce l’impegno dell’ Azienda nell’arte contemporanea. Oggi annunciamo anche i nomi dei tre artisti e dei giurati della 4° edizione del Premio e sono particolarmente felice della presenza di due artiste svizzere e di un artista italiano, e onorata da una giuria di così alto livello internazionale ” – ha commentato Tiziana Frescobaldi , direttore del Progetto Artisti per Frescobaldi.

Mentre il curatore Ludovico Pratesi ha aggiunto: L’allestimento della collezione a CastelGiocondo è fondamentale per l’evoluzione del Premio. Per questa edizione sono stati scelti tre artisti emergenti, che lavorano tra pittura e scultura  in maniera originale: se Claudia Comte interpreta la tradizione del modernismo in chiave contemporanea, Francesco Arena si concentra sugli scarti della produzione del vino e Sonia Kacem si interroga sulla relazione con la materia, con un linguaggio astratto ricco di suggestioni. Un’interessante sfida per la giuria, composta da protagonisti della scena europea dell’arte contemporanea di massimo livello.

Le opere dell’edizione 2018 saranno esposte per la prima volta alla GAM di Milano durante la cerimonia di premiazione della IV edizione del Premio Artisti per Frescobaldi. In quell’occasione saranno anche svelate le etichette d’artista per l’edizione speciale di CastelGiocondo Brunello di Montalcino Riserva 2013 vendemmia dedicata.

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La light art illumina Roma con RGB Light Experience

La light art illumina Roma con RGB Light Experience

Per tre giorni, dal 27 al 29 ottobre, il festival presenterà 19 opere inedite e site specific realizzate con la luce 

ROMA – Si svolgerà dal 27 al 29 ottobre la seconda edizione di RGB Light Experience – Roma Glocal Brightness, il primo festival urbano gratuito di light art, nato a Roma nella primavera del 2015.  Ideato e realizzato da Luci Ombre, il festival, che vede protagonista appunto la light art, coinvolgerà per tre giorni parte del V Municipio, dal Pigneto a Tor Pignattara, con installazioni luminose interattive, opere site specific di light art, urban light e video mapping. Luoghi pubblici e privati, bellezze architettoniche e archeologiche, saranno svelati attraverso le 19 opere inedite e site specific di artisti celebri e talenti emergenti, pensate e realizzate esclusivamente per il festival.

Tra le opere ci sarà il video mapping Building’s soul di VJ ALIS, all’anagrafe Alice Felloni (classe ’85, collaborazioni con Rai e Fendi, vincitrice l’anno scorso del VJ Contest del Signal Festival di Praga); Iconografono, l’opera interattiva, sospesa e ipnotica di Tommaso Rinaldi, aka High files, giovane 27enne già di casa nei principali festival internazionali e recentemente vincitore nella categoria “VJ ART” del contest dell’Odessa Light Fest in Ucraina. E poi ancora la video installazione ludica FLxER Mapping gaming: The Pinball  firmata da Gianluca del Gobbo, personalità di spicco della scena creativa nazionale e internazionale con una collezione di riconoscimenti in tasca (premio Bardi Web di IBM nel 2004; nel 2006 l’A.B.O. d’argento). 

Il festival è un progetto non solo artistico ma anche dalla connotazione sociale, che prevede il coinvolgimento di molteplici realtà presenti e l’integrazione delle comunità multietniche.

Ne sono un esempio i progetti artistici-sociali di Ecomuseo Casilino e quello di Asinitas Onlus, che ha organizzato un laboratorio di teatro delle ombre per donne migranti finalizzato alla realizzazione di un video. Ma anche i diversi laboratori, online e nella Scuola Primaria Carlo Pisacane. 

Infine sarà possibile partecipare a incontri e workshop (prenotazioni sul sito Eventbrite) sulle più recenti tecnologie digitali legate alla cultura della luce grazie alla partecipazione attiva di partner, artisti, docenti ed esperti del settore (protagonisti Gisella Gellini, Annamaria Monteverdi, Pietro Sperduti, Francesco Iezzi, Simone Palma, Maria Saggese e Children of Darklight).

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Udine. Conferenza dei Carabinieri TPC sul tema della contraffazione nell’arte

Udine. Conferenza dei Carabinieri TPC sul tema della contraffazione nell’arte

Venerdì 27 ottobre alle 18.00 presso l’Auditorium di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann di via Gemona

UDINE  – Si terrà venerdì 27 ottobre alle 18.00, a Udine la conferenza dal titolo “L’arte non vera non può essere arte”. Si tratta della tappa friulana del  ciclo di conferenze del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, rientrante nel Piano strategico 2017/2018 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione. 

La conferenza sarà moderata dal Comandante del locale Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, Capitano Lorenzo Pella. Interverranno  Elena Torresin, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Udine; Elisabetta Francescutti, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Fvg; Gilberto Ganzer, storico e critico d’arte, gia’ direttore del Museo Civico d’arte di Pordenone e Fabio Frezzato, esperto scientifico. 

Verranno trattati gli aspetti giuridici della contraffazione, la storia regionale sul fenomeno del falso e dei falsari con approfondimenti relativi alla realtà del FVG; saranno rese note le tecniche più innovative utilizzate dai tecnici del settore per valutare genuinità e datazione di un’opera d’arte. Per l’occasione, a Palazzo Garzolini, sarà esposta una selezione di opere d’arte contemporanea contraffatte sequestrate dai Carabinieri del TPC. 

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Venduta da Sotheby’s a Parigi una copia della “Gioconda con i baffi” di Duchamp

Venduta da Sotheby's a Parigi una copia della

Si tratta della versione “L.H.O.O.Q” realizzata dall’artista nel 1964, appartenuta allo scrittore francese Louis Aragon che successivamente la donò al Partito comunista francese. L’opera è stata venduta a 631mila 500 euro

PARIGI – E’ stata venduta all’asta da Sotheby’s a Parigi, una delle versioni della “Gioconda con i baffi” dell’artista francese Marcel Duchamp. Si tratta della rivisitazione in chiave dadaista, conbaffi e pizzetto, della celebre “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci, che faceva parte della collezione di arte surrealista dell’americano Arthur Brandt. 

La versione “L.H.O.O.Q”,venduta all’asta, fu realizzata nel 1964 dopo il “ready-made” originale della prima iconoclastica “Gioconda” del 1919. L’opera è stata a lungo di proprietà del Partito comunista francese, in seguito alla donazione dello scrittore francese Louis Aragon, che a sua volta aveva ricevuto il dipinto in regalo da Marcel Duchamp. Messa all’incanto da Sotheby’s con una stima di 400mila euro, è stata venduta a 631mila 500 euro.

Nella stessa asta parigina sono state battute all’asta anche altre opere di Duchamp, tra cui una copia di “La Boîte-en-valise”, il ”museo portatile” che contiene 68 opere del celebre artista francese riprodotte in miniatura. L’opera, stimata 180-250mila euro è stata aggiudicata per 319mila 500 euro. 

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A novembre riapre al pubblico la Tomba Barberini nel Parco dell’Appia Antica

A novembre riapre al pubblico la Tomba Barberini nel Parco dell'Appia Antica

Si tratta del Sepolcro dei Corneli che però deve il suo nome ai Barberini che furono ultimi proprietari del terreno corrispondente all’area del Parco. L’edificio è stato stato messo in sicurezza con una spesa complessiva di 250mila euro

ROMAIl Parco archeologico dell’Appia Antica amplia l’offerta di visita al pubblico. Riapre infatti, con visite guidate, a partire dal mese di novembre, quella che è conosciuta con il nome di Tomba Barberini. Si tratta del primo dei sepolcri che costeggiano quanto resta della via Latina: una delle più antiche strade romane di cui sono visibili i basoli in selce. Il parco delle Tombe di Via Latina è uno dei complessi funerari di maggior rilievo, che conserva ancora intatto l’aspetto tradizionale dell’antica campagna romana. Nel sito si conserva un tratto dell’antica Via Latina, che partiva da Porta Capena e raggiungeva Capua, con numerosi monumenti funebri e testimonianze storiche dall’età repubblicana all’alto medioevo. La scoperta e gli scavi dell’area sono stati eseguiti tra il 1857 ed il 1858 da Lorenzo Fortunati, un insegnante con la passione per l’Archeologia.

Rita Paris, direttore del Parco Archeologico ha affermato:  “Questo parco pubblico che conserva circa 500 metri dell’antica via Latina è come un diamante incastonato nella città, paradiso di antichità inaspettate. Adesso, dopo il restauro e l’allestimento della Tomba Barberini, il nostro sguardo si volge verso la basilica di S. Stefano, testimonianza cristiana tardo antica nel suburbio romano”.

Il monumento, che sarebbe poi il Sepolcro dei Corneli, riportaal primo livello, l’impronta della targa con il titulus maior con il nome della famiglia appunto dei Corneli, ed è risalente alla seconda metà del II sec. d.C. Deve però il suo nome alla famiglia Barberini, che è stata ultima proprietaria del terreno corrispondente all’area del Parco.  Il sepolcro si presenta come un edificio in laterizio su due piani con camera funeraria sotterranea. Al suo interno sono stati scoperti affreschi su fondo rosso con figurine alate ed eroi, volute vegetali, animali, figure mitologiche. È l’unico degli edifici che costeggiano la strada ad essersi mantenuto in alzato e nella sua forma originaria, perché utilizzato per attività agricole e di pastorizia, fino all’800.

Con una spesa totale di 250mila euro, nell’arco di due anni, l’edificio è stato messo in sicurezza,  realizzando il livello del pavimento a piano terra crollato nel tempo, la scala per accedere al piano superiore. E’ inoltre prevista la realizzazione di un impianto di illuminazione. 

Lo stesso finanziamento ha permesso l’allestimento del piano ipogeo, che aprirà prossimamente, dove sono già state messe in sicurezza le volte, le pareti e restaurato in parte il pavimento in mosaico. 

Nella sede di Capo di Bove del Parco archeologico dell’Appia Antica, sarà a breve disponibile un video che ricostruisce la storia degli scavi e dei lavori di riabilitazione che ne consentono oggi la visita. Inoltre il programma ministeriale di alternanza scuola-lavoro ha inserito il Parco delle tombe della via Latina tra i siti archeologici dove i ragazzi possono sperimentare e apprendere le modalità di accoglienza al pubblico. Gli studenti di una scuola superiore di Roma saranno coinvolti nelle visite guidate e altre attività didattiche per la diffusione della conoscenza del sito archeologico. 

Per prenotazione visite: 06 39967700 www.coopculture.it

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Musei e nuove tecnologie. Ecco i vincitori di Museum Booster, l’hackathon promosso dal MAXXI

La prima edizione della maratona digitale ha visto vincere il progetto ideato dal gruppo DEED. Si tratta di un bracciale che permette al visitatore di accedere ai contenuti audio avvicinando il dito al proprio orecchio e sfruttando la tecnologia bone conduction, ovvero la trasmissione sonora attraverso la conduzione ossea

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Christie’s, all’asta un piccolo e raro olio di Monet della collezione Rothschild Jr.

Claude Monet, Le Rio de la Salute, 1908

Si tratta di un soggetto veneziano, un piccolo olio su tela, 32 x 25 cm, dal titolo “Le Rio de la Salute”, che raffigura un paesaggio di Venezia, dipinto dal maestro dell’Impressionismo nel 1908. La stima è tra i 7 e i 10 milioni di dollari

NEW YORK – Tra le 51 opere della collezione Rothschild Jr. che verranno disperse in una doppia asta di Christie’s a New York il 13 novembre e il 7 dicembre a Londra, è presente anche un raro dipinto di Claude Monet. 

Si tratta di un soggetto veneziano, un piccolo olio su tela, 32 x 25 cm, dal titolo “Le Rio de la Salute”, che raffigura un paesaggio di Venezia, dipinto dal maestro dell’Impressionismo nel 1908. Il dipinto, stimato tra 7 e 10 milioni di dollari, andrà all’incanto il 13 novembre a New York. La stessa asta proporrà di Monet anche “La Pointe du Petit Ailly” del 1897, con una stima tra i 6-8 milioni di sterline. 

Del francese Robert Delaunay sarà invece proposto un vibrante dipinto della Tour Eiffel con stima tra i 2,5-3,5 milioni di sterline. 

Tra i capolavori che andranno all’asta il 7 dicembre a Londra ci sarà invece un raro dipinto di El Greco (1541-1614).  Si tratta di un piccolo olio raffigurante “San Francesco con fratel Leone in meditazione”. La stima della tela è di 5-7 milioni di sterline. 

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