Firenze. Terminato il restauro del Chiostrino dei Voti della Basilica di Santissima Annunziata

Firenze. Terminato il restauro del Chiostrino dei Voti della Basilica di Santissima Annunziata

L’intervento è stato realizzato grazie alla donazione di 467mila euro da parte della Fondazione non profit Friends of Florence

FIRENZE – E’ durato quattro anni il meticoloso restauro del Chiostrino dei Voti della basilica di Santissima Annunziata di Firenze. Il 25 ottobre è tornato a mostrarsi nel pieno della sua bellezza. 

Il Chiostrino dei Voti, il cui nome  deriva dagli ex-voto alla Vergine Annunziata che un tempo erano donati ed esposti proprio qui, è un luogo ricco di storia. Realizzato su disegno di Michelozzo a partire dal 1447, è considerato la culla della maniera fiorentina. Il ciclo pittorico, è costituito da dodici lunette affrescate realizzate da alcuni dei più importanti artisti attivi a Firenze fra Quattro e Cinquecento: in particolare, oltre ad Alessio Baldovinetti che realizzò nel 1460 l’Adorazione dei Pastori, vi lavorarono Pontormo, Rosso Fiorentino e il loro maestro Andrea del Sarto.

Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente della Fondazione Friends of Florence, ha sottolineato:  “Il restauro del Chiostrino dei Voti ha rappresentato un momento molto significativo per la nostra Fondazione poiché ha consentito di salvaguardare un intero luogo del complesso della Santissima Annunziata riconosciuto come fondamentale per la città e per la storia dell’arte mondiale. Nei suoi affreschi si conserva l’origine di quella maniera moderna che ha ispirato per secoli artisti e devoti. Ha insegnato a storici dell’arte e studiosi, non soltanto lo stile, ma anche concetti religiosi profondissimi con le sue iconografie dipinte”. 

Le restauratrici Gioia Germani, Cristiana Conti e Alessandra Popple, titolari della ditta SAR snc, hanno invece spiegato: “E’ stato un lavoro particolarmente lungo e meticoloso che ha assorbito la maggior parte del nostro intervento. Il restauro del Chiostrino dei Voti ha occupato in modo quasi continuativo quattro anni della nostra attività lavorativa. Riteniamo che sia stato uno degli interventi più impegnativi e nello stesso tempo gratificanti di tutta la nostra esperienza nel campo del restauro delle pitture murali.”

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Nero Gallery di Roma, “Jupiter in Saturn”

Nero Gallery di Roma,

Sabato 4 novembre dalle 18.00 alle 23.30. Domenica 5 novembre dalle 11.00 alle 23.30

ROMA – “Jupiter in Saturn” è la mostra realizzata in onore della celebre serie televisiva Twin Peaks dal Digital artist & Creative director Fabio Timpanaro e curata da Nero Gallery,  all’interno dello spazio Fondaco del Festival del Cinema di Roma. 

Fabio Timpanaro è un graphic designer attivo nel settore da oltre 18 anni; attualmente è docente di Adobe Photoshop presso le più importanti scuole di Design e Arti Visive italiane.

La mostra vuole essere un omaggio al capovaloro di David Lynch che ha rivoluzionato la storia e il linguaggio della serialità mondiale e al regista stesso, ospite d’onore della dodicesima edizione del Festival. 

Le opere esposte si basano su una tecnica innovativa che unisce fotografia, pittura digitale e pittura ad olio quasi a riprodurre in chiave figurativa l’universo mistico e simbolico di Twin Peaks.

La sonorizzazione della mostra è curata da Luca Longobardi che presenta un’installazione audio dal titolo 2357. Il concept musicale nasce da una ricerca timbrica e metrica sull’immaginario sonoro del mondo Lynciano. Il titolo dell’installazione fa riferimento all’anno in cui i pianeti del sistema solare si allineeranno, richiamando così la congiunzione eliocentrica Giove-Saturno cui si ispira il titolo della mostra, congiunzione necessaria per entrare nella Loggia Nera.

L’evento è realizzato anche allo scopo di anticipare la mostra collettiva che si terrà dal 27 gennaio al 10 marzo 2018 presso Nero Gallery. 

Vademecum

Nero Gallery
Via Castruccio Castracane, 9
00176 Roma
Fabio Timpanaro solo show a cura di Nero Gallery
Vernissage sabato 4 novembre dalle 18.00 alle 23.30
Domenica 5 novembre dalle 11.00 alle 23.30
Fondaco – Via della Frezza | Roma
nerogallery.com
info@nerogallery.com

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PAC di Milano, presentato nuovo comitato scientifico e programma espositivo 2018-2019

EVA MARISALDI, Porto fuori, 2007

L’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: “Abbiamo scelto un gruppo di professionisti affermati e autorevoli, in grado di garantire a Milano e al PAC una visione sempre più consolidata e specifica nel vasto panorama internazionale dell’arte contemporanea”

MILANO –  Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, storica e prestigiosa sede espositiva pubblica milanese per l’arte contemporanea, inaugurata su progetto di Ignazio Gardella nel lontano 1954, ha presentato il nuovo comitato scientifico e un programma espositivo che si estende ad un biennio.

Il nuovo gruppo di lavoro, sotto la supervisione del Direttore Domenico Piraina, è stato chiamato per tracciare le linee guida della prossima attività della Kunsthalle milanese, da sempre caratterizzata da uno stile di forte sperimentazione e di anticipazione di tendenze, e con un’attenzione costante ai nuovi scenari dell’arte contemporanea.

L’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, intervenendo alla presentazione, ha dichiarato: «Un nuovo Comitato Scientifico per continuare ad offrire alla città una programmazione di lungo respiro e di grande qualità, un lavoro di squadra per potenziare sempre più il ruolo del PAC come uno dei protagonisti d’eccellenza della scena artistica italiana e internazionale, centro di ricerca capace anche di sperimentare e di osare. Abbiamo scelto un gruppo di professionisti affermati e autorevoli, in grado di garantire a Milano e al PAC una visione sempre più consolidata e specifica nel vasto panorama internazionale dell’arte contemporanea».

Il nuovo Comitato Scientifico è composto da cinque autorevoli rappresentanti del mondo dell’arte contemporanea: Ferran Barenblit, direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA); Silvia Bignami, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Milano; Emanuela De Cecco, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bolzano; Iolanda Ratti, conservatrice del Museo del Novecento di Milano; Diego Sileo, curatore del PAC. La scelta dei quattro membri esterni del Comitato è stata il frutto di un’attenta analisi e riflessione da parte dell’Istituzione, che – in accordo con le direttive dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – ha privilegiato alcuni precisi campi di interesse e di indagine: la visione internazionale e l’ampio respiro politico-culturale di un importante museo estero; la ricerca, la formazione didattica e la critica d’arte (anche quella più militante e sperimentale) garantite dalle nostre università; il consolidamento e lo sviluppo di fondamentali e preziose collaborazioni tra le realtà museali della nostra città.

Per quanto concerne il nuovo programma 2018-2019 son ostate stabilite alcune precise linee programmatiche. Innanzi tutto le le mostre saranno ideate e curate dal PAC nell’ambito delle linee di ricerca che il Padiglione ha fissato per pianificare i suoi contenuti espositivi; con cadenza annuale, il PAC proporrà giornate di studio, approfondimento e dibattito attorno alle arti visive contemporanee legate alle esperienze espositive del PAC; la project room al primo piano verrà ampliata e dedicata a progetti e azioni interdisciplinari, in dialogo anche con altri contesti, sviluppando così la capacità del Padiglione di fare networking; annualmente e in maniera costante il PAC sosterrà associazioni di volontariato che, attraverso l’arte, realizzano progetti per promuovere l’integrazione sociale e sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori della solidarietà.

LE NUOVE MOSTRE — 4 LINEE DI RICERCA  

Le mostre del biennio 2018-2019 sono organizzate su quattro precise linee di ricerca che, oltre a caratterizzare fortemente la programmazione del PAC, ne rafforzano l’identità unica all’interno del panorama attuale dell’arte contemporanea e lo collegano a degli appuntamenti programmati dalla Città e sul territorio nazionale:

— la mostra primaverile inaugura durante le settimane in cui Milano diventa vetrina internazionale con miart e Salone del Mobile e vede protagonisti i grandi nomi del panorama artistico internazionale, alcuni dei quali per la prima volta in Italia: Teresa Margolles (2018) e Anna Maria Maiolino (2019).

 — in estate si consolida la linea di narrazione nata dall’incontro con Expo2015, che esplora altri continenti attraverso l’arte contemporanea, mirando ad analizzare, senza pretesa di esaustività, le culture di specifici paesi. In questa direzione si collocano le collettive dedicate all’arte contemporanea del Brasile (2018) e del Giappone (2019).

— in autunno la mostra sarà dedicata a un artista italiano in occasione della Giornata Nazionale del Contemporaneo, promossa da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea di cui il PAC è socio fondatore. La generazione di artisti invitati è quella nata negli anni Sessanta e, in questa occasione, un’opera verrà donata al Museo del Novecento, andando ad arricchire le collezioni civiche. In questa direzione si collocano le mostre di Eva Marisaldi (2018) e Cesare Viel (2019).

— la mostra invernale celebra i grandi maestri dell’architettura e del design italiani, ponendo il loro lavoro in relazione al PAC come esemplare monumento del nostro modernismo. Protagoniste di questo dialogo saranno le mostre dedicate ad Enzo Mari (2018) e Ignazio e Jacopo Gardella (2019).

PROGRAMMA MOSTRE 2018

ARTISTI INTERNAZIONALI

29.03 – 20.05 2018

TERESA MARGOLLES a cura di Diego Sileo — Con una particolare attitudine al crudo realismo, la poetica di Teresa Margolles testimonia le complessità della società contemporanea, ormai sgretolata dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei paesi più pericolosi al mondo. Con una grammatica stilistica minimalista, ma di forte impatto e quasi prepotente sul piano concettuale, i lavori della Margolles affrontano i tabù della morte e della violenza, indagati in relazione alle disuguaglianze sociali ed economiche presenti attualmente in molte nostre realtà quotidiane.

MONDO

04.07 – 09.09 2018

ARTE CONTEMPORANEA BRASILIANA a cura di Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo — Un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo, ma in realtà carico di messaggi. Colori sgargianti, vivaci, forti, ai quali è affidato il compito di catturare l’attenzione. Il racconto di sogni frantumati e di aspettative deluse, ma anche di un popolo che sa conservare un sorprendente ottimismo e una grande fiducia nel futuro. Il progetto si propone di riunire una serie di lavori realizzati in Brasile negli ultimi quarant’anni, senza pretendere di costituire un ritratto del paese o della sua scena artistica, ma piuttosto riflettendo sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.

ARTISTI ITALIANI

12.10 – 02.12 2018

EVA MARISALDI a cura di Diego Sileo — Fotografie, azioni, video, animazioni, installazioni, alternati a tecniche di ricamo e di disegno. I lavori di Eva Marisaldi sono caratterizzati da una lirica vena narrativa e la sua ricerca prende spunto dalla realtà, ma si concentra sugli aspetti nascosti della nostra quotidianità, analizzati attraverso il suo modo di fare arte. Un processo giocoso che si addentra nella sfera della fantasia e dell’immaginazione. Interrogandosi su tematiche quali il dialogo e la comunicazione, Marisaldi indaga le possibilità di riflessione individuale e collettiva all’interno dello spazio espositivo, rapportandosi con esso in maniera sempre puntuale e raffinata.

ARCHITETTURA E DESIGN

18.12.2018 – 10.02.2019

ENZO MARI a cura dello studio Enzo Mari — Un’ampia antologica racconterà mezzo secolo di progetti del maestro indiscusso del design contemporaneo. Il percorso espositivo si snoderà attraverso le due principali linee del suo operare: quella delle opere eseguite su “richiesta implicita”, ossia nate da un richiamo personale ed interiore cui Mari ha risposto con creazioni entrate a far parte della storia dell’arte contemporanea, e quella invece delle opere su “richiesta esplicita”, per aziende, enti pubblici e imprese di produzione.

PROGRAMMA MOSTRE 2019

ARTISTI INTERNAZIONALI

27.03 – 09.06 2019

ANNA MARIA MAIOLINO a cura di Diego Sileo — Traendo ispirazione dall’immaginario quotidiano femminile e dall’esperienza di una dittatura oppressiva e censoria – quella del Brasile negli anni Settanta e Ottanta – Anna Maria Maiolino, italiana d’origine e brasiliana di adozione, realizza lungo il suo percorso opere ricche di energia vitale, abbracciando differenti linguaggi e media, dalla performance alla scultura, dal video alla fotografia, dall’installazione al disegno. I suoi lavori indagano i rapporti umani, le difficoltà comunicative e di espressione, percorrendo il labile confine tra un’attenzione alla fisicità e corporeità umana e la sfera intima e spirituale.

MONDO

26.06 – 08.09 2019

ARTE CONTEMPORANEA GIAPPONESE Mostra collettiva di artisti giapponesi contemporanei. Un mondo personale pieno di visioni suggestive e futuristiche, quasi poetiche. Le nuove generazioni di artisti giapponesi si fanno domande sulla frontiera tra immaginazione e percezione, creando un mondo onirico e delicato; in altri casi la loro peculiarità si colloca nell’originalità e nel potere delle immagini della cultura popolare giapponese, in un terreno intermedio tra tradizione e innovazione.

ARTISTI ITALIANI

12.10 – 08.12 2019

CESARE VIEL a cura di Diego Sileo — Protagonisti delle opere di Cesare Viel sono le parole e il corpo, accompagnati da diversi mezzi espressivi, tra cui prosa, performance, video, fotografia e disegni. Nella sua ricerca artistica assume particolare importanza il coinvolgimento emotivo tra il narratore e l’osservatore, attraverso un percorso fatto di pensieri e racconti. Sin dai primi anni Novanta le performance, il travestimento, le trasformazioni, il trucco, le recite o le canzoni hanno rappresentato per Viel un processo di trasmissione di sé agli altri. Addentrandosi in altri corpi e altre storie, l’artista immagina forme di soggettività altre che interpretano l’arte come momento di scambio emozionale e di relazione con la collettività. 

ARCHITETTURA E DESIGN

20.12 2019 – 09.02 2020

IGNAZIO E JACOPO GARDELLA a cura dello Studio Gardella — La mostra vuole raccontare il percorso formativo e professionale di due generazioni di architetti, ingegneri e designer: Ignazio (1905-1999) e Jacopo (1935). La documentazione cartacea e grafica reperibile presso il fondo Gardella, la biblioteca di famiglia e la corrispondenza, oltre alle carte del Centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, consentiranno di tracciare i contorni di una tradizione professionale e di un patrimonio culturale tramandatosi lungo un secolo. Un’inedita e originale prospettiva di ricerca sull’opera architettonica e di design (elemento quest’ultimo ancora poco noto) dei due creatori del PAC.

PROGETTI SPECIALI 2018 – 2019

GIORNATE STUDIO

8.02 – 03.03 2018

UN CORPO IN PRESTITO: 4 giorni di incontri, conferenze, dialoghi e performance a cura del Comitato Scientifico del PAC — In onore di Lea Vergine, il PAC racconta le arti performative oggi, con gli interventi di artisti, curatori, critici, studiosi e con la partecipazione straordinaria dell’autrice di Body art e storie simili.

PER IL SOCIALE

07.03 – 13.03 2018

DA ZERO” a cura di RISCATTI Onlus — Ripartire si può, anche…da zero. Dopo aver lavorato con i senza fissa dimora, gli immigrati e i pazienti dell’oncologia pediatrica dell’Istituto dei Tumori di Milano, l’associazione di volontariato milanese RISCATTI – che dal 2014 si occupa del riscatto sociale di chi sta attraversando una fase di difficoltà nella propria vita – ha scelto di sostenere i ragazzi di Amatrice che hanno perso la casa, gli affetti e anche il Centro Giovani, punto di aggregazione raso al suolo dal sisma. In 14 stanno seguendo ad Amatrice lezioni di fotografia e fotogiornalismo, cui seguirà un concorso per eleggere tra loro il miglior “fotoreporter”. Tutti indistintamente parteciperanno poi ad una grande mostra al PAC. I fondi raccolti per mezzo della vendita degli scatti realizzati dai ragazzi saranno devoluti interamente ad un progetto per i giovani, scelto dagli stessi protagonisti della mostra.

GIORNATE STUDIO

28.02 – 03.03 2019

STUDI DI GENERE: 4 giorni di incontri, conferenze, dialoghi e performance a cura del Comitato Scientifico del PAC — Il PAC organizza una serie di appuntamenti che intendono focalizzarsi su come l’attuale elaborazione delle differenze di genere costituisca un elemento rilevante in relazione all’arte e, più in generale, alla cultura e alla società.

PER IL SOCIALE

28.02 – 03.03 2019

BULLISMO E CYBER-BULLISMO a cura di RISCATTI Onlus — Un nuovo progetto espositivo che tenterà di andare alla radice del disturbo relazionale, coinvolgendo il gruppo e la comunità, con un intervento che può prendere due diversi indirizzi tra loro fortemente interrelati: l’uno focalizzato sulla gestione dei conflitti, sulla loro esplicitazione ed elaborazione, l’altro sullo sviluppo del senso di comunità, di una convivenza solidale vista come antidoto all’insorgere di episodi di violenza.

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Bosch al cinema il 7 e 8 novembre 

Bosch al cinema il 7 e 8 novembre 

Arriva nelle sale il documentario su uno dei pittori più visionari della storia dell’arte. Un film dedicato ai misteri del dipinto più celebre dell’artista fiammingo, con interventi di Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, Miquel Barceló, Ludovico Einaudi

ROMA – Nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema, arriva nelle sale il documentario dedicato a Hieronymus Bosch, l’artista che più di ogni altro riuscì a fondere la cultura figurativa fantastica ed esotica del Medioevo con le nuove istanze del rinascimento fiammingo.

Bosch. Il giardino dei sogni questo il titolo del film diretto da José Luís López Linares, ispirato a uno dei dipinti più iconici al mondo, Il Giardino delle Delizie Terrene”, l’opera più ambiziosa del pittore fiammingo. In questo capolavoro Bosch raggiunse un tale livello di complessità, sia per i significati simbolici che per la vivida immaginazione espositiva, difficilmente riscontrabile in altre opere. Si tratta di un trittico di datazione incerta che nel corso dei secoli ha portato a numerose e differenti interpretazioni. Lo stesso pittore, di cui per certa si dà solo la data della sua morte (agosto del 1516) è stato presentato alternativamente come membro di una setta esoterica, come alchimista oppure come artista così raffinato da includere nelle sue opere messaggi complessi e giochi di parole visivi basati sui testi biblici e della tradizione.

Il documentario è arricchito da una serie di  interventi di artisti, scrittori, filosofi, musicisti e scienziati  che si esprimono sui significati personali, storici e artistici dell’opera, riproponendo così ai giorni nostri la “conversatio” che iniziò 500 anni fa presso la corte dei duchi di Nassau a Bruxelles, quando l’opera fu commissionata a Bosch.

Il trittico delle delizie, pur essendo ancora avvolto nel mistero, ha tuttavia alcuni elementi caratterizzanti, come la brillantezza e la vivacità dei colori, la fusione tra commedia e tragedia, e ancora un mix di intrigo, suspense, peccato, vita, morte e, forse, anche redenzione. 

La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

http://www.nexodigital.it/bosch-il-giardino-dei-sogni/

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Gli Uffizi celebrano con una mostra i 500 anni della Riforma di Lutero

Gli Uffizi celebrano con una mostra i 500 anni della Riforma di Lutero

Dal 31 ottobre al 7 gennaio nella Sala del Camino è visitabile la mostra “I volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee” con i ritratti delle icone della nuova  Chiesa riformata

FIRENZE – Per celebrare i cinque secoli dall’avvio della Riforma protestante di Martin Lutero che, il 31 ottobre 1517, affisse alla porta della Schlosskirche di Wittemberg le Novantacinque tesi contro la prassi della vendita delle  indulgenze e l’autorità del papa, gli Uffizi presentano, dal 31 ottobre, la mostra “I volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee”, a cura di Francesca de Luca e Giovanni Maria Fara.

L’esposizione, allestita nella Sala del Camino degli Uffizi, espone le icone della nuova Chiesa riformata: i ritratti di Martin Lutero e di Filippo Melantone, i due teologi promotori del movimento riformatore; di Lutero, già monaco agostiniano, e della moglie Caterina von Bora, monaca cistercense; dei fratelli Federico III il Saggio e Giovanni, Elettori di Sassonia e sostenitori politici della Riforma.  Ciò che accomuna tutti i dipinti è il fatto di essere usciti dalla florida bottega di Lucas Cranach il Vecchio, pittore ufficiale della nuova corrente religiosa.  A questi si affianca una copia antica di un ritratto di Lutero, il dittico di Adamo ed Eva, capolavoro di Lucas Cranach, e una Madonna col Bambino e il san Giovannino, prove della padronanza del pittore nell’interpretare temi sacri sia attinenti alla nuova spiritualità  riformata, sia a quella cattolica.

Lucas Cranach il Vecchio (Kronach 1472 – 1553 Weimar), amico personale di Lutero e pittore di corte dell’Elettore Palatino Federico III il Saggio, creò le opere da far circolare come manifesti della nuova ideologia. L’artista formulò l’iconografia ufficiale della ritrattistica dei capi del movimento, improntandola alla massima semplicità: Lutero e Melantone,  e anche della moglie del primo, Caterina von Bora, la cui effige in coppia con quella del marito attestava l’abolizione del celibato dei sacerdoti. Anche gli Elettori Palatini Federico III il Saggio e suo fratello Giovanni I il Costante furono oggetto del programma iconografico. 

Cranach nel frattempo elaborava anche incisioni di immagini, a corredo dei testi sacri riformati, che in parte pubblicò lui stesso come editore. In mostra sono esposte per la prima volta tre serie di incisioni di altissima qualità, che illustrano argomenti sacri come la Passione di Cristo, gli Apostoli, i Martirii degli Apostoli, oltre ad altre stampe singole

In mostra anche i ritratti di personalità di ambito fiorentino che furono inquisite per aver manifestato il loro interesse verso le nuove teorie religiose: Pietro Carnesecchi  di Domenico Puligo e Bartolomeo Panciatichi di Agnolo Bronzino.

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi ricorda:  “La mostra ora alle Gallerie degli Uffizi è stata l’occasione per un’importante campagna di restauri, che ha incluso due straordinarie cornici seicentesche attribuite a Vittorio Crosten, pubblicate in catalogo. Tutte le incisioni di Cranach esposte sono state restaurate da Maurizio Boni e Luciano Mori, restauratori del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi”.

La mostra sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018. 

Vademecum

I volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee
Dal 31 Ottobre 2017 al 07 Gennaio 2018
Firenze, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi
www.uffizi.it

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Asta da Bolaffi. Le arti del 900, da De Chirico a Gio Ponti 

Asta da Bolaffi. Le arti del 900, da De Chirico a Gio Ponti 

Si terrà il 7 novembre a Torino l’asta “Arti del Novecento”. Per questo secondo appuntamento con il  XX secolo sono stati selezionati ben 275 lotti in prestigiose raccolte private

TORINO – Il catalogo dell’asta, organizzata da Aste Bolaffi, risulta quanto mai variegato ed esclusivo. L’asta sarà preceduta dall’esposizione delle opere, aperta al pubblico da venerdì 3 novembre, presso la storica sede Bolaffi di Torino in via Cavour 17.

Tra le opere più significative spicca una scultura in bronzo argentato di Giorgio De Chirico. Si tratta de “Il Grande trovatore, 1973”, stimata 40-50 mila euro. Presenti molti manifesti dei cartellonisti più celebri, da Alphons Mucha a Leonetto Cappiello e dipinti di artisti del calibro di Umberto Boccioni, Maurice Utrillo, Fernand Léger, Filippo De Pisis, Sonia Delaunay e Massimo Campigli. 

Altra opera estremamente interessante è “Rosso, 1965” di Agostino Bonalumi, lavoro in tela estroflessa e smalto esemplificativo della codificazione di un metodo creativo totalmente moderno, messo a punto tra gli anni Sessanta e i Settanta (stima 125-150 mila euro). 

Un capitolo a parte è dedicato al design che offre una panoramica di oggetti e disegni inediti di Gio Ponti, come il “Tavolino negativo-positivo” prodotto da Fontana Arte, proveniente dalla sua casa milanese di via Dezza ed esposto anche alla Triennale di Milano nel 2014 (3-5 mila euro) e l’iconica “Bottiglia mamma” prodotta da Domenico Minganti per la Cooperativa ceramica di Imola, raro esempio della serie delle bottiglie viventi ideate sulla falsariga delle opere di Giorgio Morandi (stima 5 mila-8 mila euro). 

Il catalogo, la cui base d’asta complessiva è 1,2 milioni, è ulteriormente impreziosito da alcuni esemplari degli anni Duemila, come l’opera dell’artista colombiano Oscar Murillo “Middle-age-white” (2012) in tecnica mista su tela, top lot dell’intera vendita (stima 140-160 mila euro). 

Immancabile l’omaggio alla città di Torino e a una delle sue artiste più rappresentative, Carol Rama, scomparsa nel 2015, di cui sono proposte “Composizione C.N.3” (stima 50-70 mila euro) realizzata durante il periodo di affiliazione al gruppo Movimento d’arte Concreta, e “La Mucca pazza” del 1998, simbolo del ritorno a quella che, negli anni Settanta, segnò una svolta: l’uso di camere d’aria e guarnizioni alla stregua di pittura su tele monocrome (stima 20-30 mila euro).

Filippo Bolaffi, amministratore delegato Aste Bolaffi, sottolinea: “Il prestigio dei dipinti selezionati conferma quanto il dipartimento di Arti del Novecento si sia consolidato in poco più di un anno. Con questo catalogo la nostra casa d’aste è in grado di soddisfare ogni tipologia di collezionista d’arte, grazie all’ampia rosa di offerte proposte: da capolavori e iconici oggetti di design a stampe e multipli da poche centinaia di euro, ognuno potrà portarsi a casa un pezzo di storia del Novecento”. 

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Inaugurata la campagna di scavo del Foro di Cesare finanziata dalla birra danese Carlsberg

Inaugurata la campagna di scavo del Foro di Cesare finanziata dalla birra danese Carlsberg

L’intervento di scavo, che rientra nel disegno di risistemazione dell’area del Foro Romano, verrà realizzato da un team italo-danese e viene finanziato da 1,5 milioni di euro erogati dalla Fondazione Carlsberg di Copenhagen

ROMA – E’ stata inaugurata nei giorni scorsi la campagna di scavi al Foro di Cesare, finanziata grazie a un grande atto di mecenatismo della Danimarca, a cui ha presenziato la Regina Margrethe II, che si è definita appassionata di archeologia.

L’accordo tra la Danimarca e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, per riportare alla luce il Foro di Cesare nella sua interezza, è stato siglato lo scorso marzo, presso l’Accademia di Danimarca. Ad intraprendere lo scavo archeologico saranno infatti dottorandi danesi e archeologi italiani. 

L’intervento di scavo rientra nel disegno di risistemazione dell’area del Foro Romano. Il Foro di Cesare, sebbene sia il più antico, non è mai stato scavato completamente, un ampio tratto risulta ancora sommerso. L’attuale campagna assume quindi particolare importanza e riserverà di sicuro scoperte storico-scientifiche di altissimo valore.

Le attività di scavo e ricerca dureranno, secondo le previsioni, circa tre anni. Il programma di indagine prevede varie fasi. Dapprima una ricognizione, successivamente si passerà alla fase operativa, con la realizzazione dello scavo archeologico vero e proprio. Saranno quindi effettuate le indagini stratigrafiche, la numerazione e la schedatura dei reperti, il rilevamento e la documentazione grafica e fotografica dei ritrovamenti, infine saranno realizzati gli interventi di primo restauro su murature e materiali riportati alla luce.


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