Bernini alla Galleria Borghese

Particolare del David, Gian Lorenzo Bernini copyright Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese

L’esposizione, realizzata con la partnership di FENDI, ha come tema conduttore proprio il Museo di Villa Borghese quale scena privilegiata della scultura di Gian Lorenzo Bernini. Suddivisa in otto sezioni tematiche la mostra tratteggia un ritratto ‘a tutto tondo’ del grande scultore

ROMA – E’ il genio di Gian Lorenzo Bernini al centro della splendida mostra, ospitata a partire dal 1 novembre fino al 4 febbraio 2018, presso la  Galleria Borghese, in occasione dei vent’anni dalla sua riapertura. 

L’esposizione, in continuità con il discorso critico avviato con l’esposizione Bernini Scultore: la nascita del barocco in Casa Borghese, ospitata presso il Museo nel 1998, è stata realizzata grazie al sostegno della casa di moda FENDI, partner istituzionale per i prossimi tre anni.

Il tema conduttore di questa grande mostra, a cura di Andrea Bacchi e Anna Coliva, è la Galleria Borghese quale scena privilegiata della scultura di Gian Lorenzo Bernini: il cardinale Scipione, suo primo committente, lo volle infatti autore di gruppi marmorei autonomi, per dare “figura di immaginazione” allo spazio di ogni stanza; il successivo committente, papa Urbano VIII Barberini, lo volle scultore integrato in una costruzione globale dello spazio, che fosse architettura ma al contempo comprendesse dentro di sé luce, colore, figurazione, illusioni dimensionali e proporzionali.

Articolata in otto sezioni, la mostra pone l’accento sul Bernini scultore di statue che si misura direttamente, e principalmente, con il marmo.  Partendo dall’apprendistato del giovane Bernini, con un focus sulle opere realizzate in stretto dialogo o in diretta collaborazione col padre Pietro, nelle quali emerge da subito la straordinaria padronanza dello scalpello, ereditata proprio da lui, il percorso prosegue con le seguenti sezioni tematiche: La giovinezza e la nascita di un genere: i putti; I gruppi borghesiani; Il restauro dell’antico; I busti; La pittura; Bernini e Luigi XIV; Il mestiere di scultore: i bozzetti. Ogni sezione dedica un approfondimento ad aspetti specifici della sua produzione, in modo da tratteggiare un ritratto completo del geniale artista. 

In occasione della mostra monografica, La Galleria Borghese, insieme a FENDI come partner istituzionale, ha anche presentato il restauro della Santa Bibiana (1624-1626). L’opera ha lasciato per la prima volta nella storia il luogo che la conserva sin dalla sua origine, la chiesa romana omonima nel Rione Esquilino per la quale fu concepita e realizzata da Bernini negli anni 1624-1626. La Santa Bibiana fu infatti commissionata allo scultore nel 1624 da Papa Urbano VIII, per l’altare della Chiesa di Santa Bibiana a Roma, a coronamento dei restauri dell’antico edificio sul Monte Esquilino, in previsione del Giubileo del 1625.

Il cantiere di restauro, che si è svolto dal 4 settembre al 16 ottobre 2017, è rimasto aperto ai visitatori che hanno quindi potuto ammirare l’esecuzione degli interventi sull’opera. Il restauro a cantiere aperto e l’esposizione in mostra dell’opera sono stati realizzati in collaborazione scientifica con Museum of the Bible di Washington D.C.

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Archdelta, se un`idea deve diventare materia

I plastici di architettura sono strumenti per comprendere al meglio un qualsiasi potenziale progetto; che si tratti di ritrovamenti storici, o far rivivere l’antichità o progetti per futuri edifici.

In occasione della mostra Colosseo. Un’icona, abbiamo scoperto un modello inedito di Colosseo contenente una chiesa, che ci ha fatto incuriosire. Il costruttore si chiama Felice Patacca ed è titolare di Archdelta, uno studio di modellistica e progettazione dove le idee diventano materia.

Il modello, che contiene una chiesa all’interno del Colosseo fu progettato dall’architetto Carlo Fontana (1638-1714) su commissione del Papa Innocenzo XI. Nel corso degli anni, e sotto pontificati diversi, lo stesso Carlo Fontana modificò il progetto. Oltre tre secoli dopo Felice Patacca, di Archdelta, riceve l’incarico dai curatori della mostra Colosseo. Un’Icona di eseguirne un plastico seguendo i disegni di Fontana.

Questo è solo uno di molti modelli di Archdelta. Lo studio ha, per esempio, anche realizzato il modello per l’ampliamento del Palazzo delle Esposizioni a Roma, ora conosciuto come la Serra, e per il Duomo Di Pienza, che a causa di gravi problemi statici rischia di crollare. Archdelta, incaricata dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Siena e Grosseto su un loro progetto, ha realizzato un modello dinamico per simulare una soluzione alternativa, in grado di farlo rimanere in piedi per altri 200 anni.

 

                    

                                           Particolare del plastico del Duomo di Pienza  

 

Archdelta, sempre attenta agli sviluppi tecnologici per elaborare modelli, pur servendosi di alcune delle nuove tecnologie reputate più adatte, mette al centro la sensibilità della manualità che in questo settore è ancora indispensabile, per l’ottenimento di livelli qualitativi elevati. Dopo aver verificato che le tecnologie di moda, come le stampanti 3D e il taglio laser, non hanno generato risultati sodisfacenti, sia in qualità dell’oggetto sia nel tempo, facendo perdere anche nel breve periodo, la forma originaria. Oggi giorno, secondo Felice Patacca, docente di modellistica, per realizzare un modello di qualità ed utile allo scopo per cui viene commissionato, ci deve essere, ancora, una forte componente manuale sia nella progettazione sia nella sua elaborazione e non può essere sostituita interamente dalle nuove tecnologie.

 

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