Domenica musei statali gratis in tutta Italia

Domenica musei statali gratis in tutta Italia

Torna l’iniziativa del MIBACT che apre gratuitamente istituzioni museali e siti archeologici: sono già 10 milioni i visitari che ne hanno approfittato dalla sua istituzione, nel 2014

ROMA – Domenica 3 settembre torna la domenica gratuita nei musei e nei siti archeologici statali. Una giornata di festa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo a cui aderiscono molti musei comunali in tutta Italia.

In vigore dal luglio del 2014 questa iniziativa ha visto la partecipazione in tutte le sue edizioni di oltre 10 milioni di visitatori nei soli musei statali. Su www.beniculturali.it tutte le informazioni, gli orari e i luoghi aperti gratuitamente domenica 3 settembre.

 

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Druso superstar a settembre nella sede dei Carabinieri

Druso superstar a settembre nella sede dei Carabinieri

Tutti i sabato di settembre, dalle 10,00 alle 14,00, si potrà ammirare la testa marmorea da poco rientrata in Italia dopo essere stata restituita dal museo di Cleveland

ROMA – La testa in marmo del generale Druso, figlio dell’imperatore Tiberio, datata I sec. d.C., sottratta dal Museo Civico di Sessa Aurunca durante il periodo di occupazione bellica e rientrata in Italia il primo giugno a seguito dell’accordo tra il MIBACT e il Museo statunitense di Cleveland, sarà eccezionalmente  in esposizione per tutto il mese di settembre.

Nella sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma – piazza di Sant’Ignazio 152 – tutti i sabato di settembre 2017 infatti – l’eccezionale reperto appena recuperato dagli USA, verrà esposto con ingresso libero dalle 10,00 alle 14,00, seguendo l’esempio dell’esposizione dell’altra testa marmorea. quella di Tiberio, avvenuta nel marzo di quest’anno a Firenze per celebrare l’approssimarsi del primo G7 dei Ministri della Cultura.

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale apre quindi nuovamente al pubblico la sua prestigiosa sede nel cuore di Roma, per l’eccezionale esposizione dell’ultimo importante recupero: una testa in marmo, raffigurante il Generale Druso, figlio dell’Imperatore Tiberio, che dalla collezione del museo di Sessa Arunca, e dopo un breve passaggio in Francia, era stata acquistata dal Museo di Cleveland nel 2004. Una lunga procedura giudiziaria ha permesso di riportarle in Italia ed ora di essere esposte a testimonianza del grande lavoro di recupero e valorizzazione del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. 

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Modena: la rievocazione storica della sua fondazione

Modena: la rievocazione storica della sua fondazione

Dall’1 al 10 settembre la Mutina Boica, nona edizione dedicata quest’anno alla nascita della colonia romana: ricostruzione di accampamenti e battaglie, conferenze e spettacoli

Dopo il successo di pubblico che nel 2016 ha registrato oltre 40.000 presenze, torna “Mutina Boica“, la rievocazione storica a cura di Crono organizzazione eventi in collaborazione con i Musei Civici di Modena. Quest’anno la manifestazione è dedicata all’anniversario della fondazione della colonia romana di Modena che, insieme a Parma e Reggio Emilia, festeggia i 2200 anni di vita, e rientra nell’ambito del programma Mutina Splendidissima del Comune di Modena.

Visitare gli accampamenti ricostruiti come in epoca romana, assistere a battaglie campali e giochi equestri, seguire conferenze a tema, didattiche, laboratori per adulti e bambini, oltre a grandi spettacoli di rievocazione storica e perfino cenare in una “Caupona Mutinensis”, ovvero la ricostruzione di una taverna romana vera e propria, con menù elaborati ad hoc: questo e tanto altro sarà possibile nel corso della nona edizione di Mutina Boica, dal 1 al 10 settembre, ad accesso libero e gratuito, presso l’area del Parco Ferrari, che recentemente ha ospitato il concerto di Vasco, e il Novi Ark di Modena.

L’edizione 2017 di Mutina Boica, ormai consolidatasi come una delle principali rievocazioni storiche di epoca romana a livello nazionale, ha come filo conduttore la fondazione della città che, nel 183 a.C. – a pochi anni di distanza dall’inizio della costruzione della via Emilia – venne istituita insieme alle altre colonie romane di Parma e Reggio: romani, celti ed etruschi, ovvero i popoli che hanno abitato il territorio di Mutina in epoca romana, saranno quindi i protagonisti della nona edizione.

Tante le novità di quest’anno, innanzitutto la durata: per un anniversario “speciale” un’edizione unica, con dieci giorni di programmazione tra grandi spettacoli di rievocazione, conferenze, concerti, living history e una proposta davvero particolare, la “Caupona Mutinensis”. Da venerdì 1 settembre infatti il Parco Ferrari di Modena sarà animato dalla ricostruzione di una taverna romana in piena regola che per tutta la durata della manifestazione proporrà un menù a tema storico Gallo-Romano, ispirato alle ricette del tempo. Un’esperienza imperdibile, per passare una serata a tavola nell’antica Roma tra gustatio, prima e secunda mensa – o meglio antipasti, piatti principali e dessert.

Da mercoledì 6 settembre storia, teatro e gastronomia si arricchiscono di musica, concerti, stand gastronomici e un mercatino artigianale a tema storico: prenderà infatti il via un ricco programma di appuntamenti e sarà possibile visitare gli accampamenti storici allestiti presso il parco Ferrari a cura delle associazioni di rievocazione storica e assistere ai grandi spettacoli di ricostruzione che da anni richiamano migliaia di persone, con battaglie campali e giochi equestri, che per la loro realizzazione coinvolgono centinaia di rievocatori e stuntmen, oltre a incontri, laboratori didattici e conferenze. I grandi personaggi che hanno reso celebre la storia romana e hanno lasciato un segno nella città geminiana riprenderanno vita: la rivolta di Spartaco che a Mutina segnò un momento decisivo, Scipione e Annibale – grandi avversari scomparsi entrambi nell’anno di fondazione di Mutina, il 183 a. C. – fino al momento di svolta tra Repubblica e Impero, che a Mutina nel 43 a. C. vide il futuro imperatore Ottaviano, il triumviro Marco Antonio e il cesaricida Decio Bruto confrontarsi in quella divenuta poi nota come La Guerra di Mutina.

Da giovedì 7 il Parco Enzo Ferrari sarà poi popolato dal mercato artigianale e dai concerti celtic rock che accompagneranno per quattro serate Mutina Boica 2017.

Venerdì 8 arriveranno poi gli accampamenti di rievocazione, abitati da oltre 400 reenactors celti, romani ed etruschi e, alle 21.30, da non perdere il debutto del grande

spettacolo dedicato alla fondazione della colonia, “Il Mito delle origini”, una produzione speciale Crono Eventi in replica anche sabato 9.

Come di consueto nell’ambito della manifestazione i Musei Civici propongono un incontro di approfondimento scientifico con un esperto di livello internazionale. Quest’anno è la volta di Marc Mayer Olivé, professore di Filologia Latina all’Università di Barcellona e Vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Studi Classici, che sviluppa il tema della fondazione di Mutina in relazione alla politica di Roma e all’ istituzione delle altre colonie romane transalpine.

Nel fine settimana il programma prevede anche numerosi appuntamenti per famiglie e bambini a tema storico, con l’animazione “Gioca con la Storia” che riproporrà aspetti didattici del mondo antico in chiave ludica.

Altra novità 2017 è “Mutina Fecit”, una serie di appuntamenti didattici dedicati alla riscoperta dell’artigianato di età romana a cura di esperti della ricostruzione storica che presenteranno produzioni tipiche di Mutina, che in epoca romana (e anche moderna) riscuotevano grande successo: lana, vino e ceramica in primis

Gli spettacoli di ricostruzione proseguiranno con “Il sacro fuoco di Vesta” e il “Ludus Mutinense” nei quali sarà raccontato il culto delle sacerdotesse Vestali e la passione dei modenesi per i combattimenti tra gladiatori.

Domenica 10 sarà la volta della lectio magistralis di Giovanni Brizzi, ordinario dell’Università degli Studi di Bologna e profondo conoscitore delle vicende della Seconda Guerra Punica che tratterà della scomparsa, a pochi mesi di distanza, di Annibale e Scipione l’Africano, sempre nel 183 a. C., figure chiave di quella fase storica e utili a far comprendere il quadro politico nel quale si inserì la fondazione di Modena. Alle 18.00 è previsto un gran finale della manifestazione con “Mutina Deducta Est”, uno spettacolo di ricostruzione dove andranno in scena gli episodi legati alla nascita di Modena.

La manifestazione, che lo scorso anno ha superato le 40.000 presenze, è organizzata da Crono Eventi in collaborazione con i Musei Civici e il Comune di Modena con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Regione Emilia-Romagna. L’evento si inserisce all’interno del programma “Mutina Splendidissima” (www.mutinasplendidissima.it) che a sua volta fa parte del più ampio progetto “2200 anni lungo la Via Emilia”, promosso dai Comuni di Modena, Parma e Reggio Emilia, dalle Soprintendenze Archeologia di Bologna  e Parma, dal Segretariato Regionale Beni, Attività culturali e Turismo, e dalla Regione Emilia-Romagna.(www.2200anniemilia.it)

Per informazioni e dettagli sul programma:

www.cronoeventi.it 

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Fotogiornalismo: Robert Capa al Museo di Bassano del Grappa

Robert Capa

I grandi conflitti del XX secolo nelle immagini del fotografo di Magnum Photos che con questa mostra celebra i 70 anni dalla sua fondazione

ROMA – Un patrimonio fotografico enorme, quello che ci ha lasciato Robert Capa, eroe del fotogiornalismo di guerra, e non solo, punta di diamante della Magnum Photos. Un patrimonio enorme dal quale, con regolarità, si selezionatno immagini per allestire esposizioni sul grande fotografo. Anche Bassano del Grappa, In occasione di “Bassano Fotografia 2017 Oltre l’immagine” (16 settembre-5 novembre 2017), ne organizza una. Ed è sempre un piacere poter ammirare gli scatti ormai iconici di un grandissimo della fotografia. Questa volta, dal 16 settembre 2017 al 22 gennaio 2018, al Museo Civico di Bassano del Grappa, Robert Capa. Retrospective, porta circa 100 immagini in bianco e nero che ripercorrono i maggiori conflitti del XX secolo, dalla guerra civile spagnola (1936-1939) alla resistenza della Cina all’invasione giapponese (1938), dalla Seconda guerra mondiale (1941-1945) al primo conflitto arabo-israeliano (1948), fino alla guerra francese in Indocina (1954). A queste fotografie si aggiunge una serie di ritratti di amici e artisti tra cui Picasso, Bergman, Hemingway, Faulkner, Matisse.

in collaborazione con Magnum Photos, la Casa dei Tre Oci e Manfrotto, la mostra  è dedicata alle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos. La rassegna, curata da Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici bassanesi, e Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, presenta 97 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo.

L’esposizione si articola in 11 sezioni: Copenaghen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Seconda guerra mondiale 1939-1945, Francia 1944, Germania 1945, Unione sovietica 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954, Ritratti, fotografie di amici e artisti (Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951).

All’interno del percorso il visitatore potrà ripercorrere la vita e il lavoro di Capa, sin dal suo primo incarico internazionale per l’agenzia berlinese Dephot, a Copenaghen nel 1932, per la conferenza di Trotskij. In mostra anche le fotografie delle tumultuose parate di Parigi del 1936 e della guerra civile in Spagna, nello stesso anno, cui la celebre rivista inglese Picture Post dedica un inserto di undici pagine con l’indimenticabile didascalia: “Il più grande fotografo di guerra al mondo: Robert Capa”. A queste si aggiungono i reportages della resistenza della Cina all’invasione giapponese del 1938, della Seconda guerra mondiale, che Capa seguì sui diversi fronti di battaglia con le dense immagini della conquista della Sicilia e di Napoli del 1943, per arrivare al D-Day e alla liberazione di Parigi del 1944, l’invasione in Germania con i parà americani del 1945, il viaggio in Russia del 1947, fino alla fondazione ufficiale dello stato di Israele del 1948 e suo ultimo incarico di guerra in Indocina del 1954.

Il progetto espositivo presentato a Bassano è frutto della collaborazione tra i Musei Civici – Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa e la Casa dei Tre Oci di Venezia, specializzata sulla fotografia dei grandi maestri : da Elliott Erwitt a Sebastião Salgado, da Gianni Berengo Gardin a Helmut Newton fino a DavidLaChapelle – (la mostra Lost+Found è visitabile fino al 10 settembre 2017) e produzioni proprie, dalla collettiva Sguardo di donna al lavoro di Ferdinando Scianna sul ghetto ebraico di Venezia.

«Più di una ragione – spiega Chiara Casarin – mi ha indotto a credere in questo progetto. Innanzitutto il protagonista, Robert Capa, che con i suoi scatti di guerra può, in questo delicato momento storico, toccare le corde e rappresentare per immagini i timori di ciascuno di noi. Un occhio sensibile e sfrontato allo stesso tempo che può insegnare a guardare il mondo in modo diverso. Una seconda ragione riguarda la città di Bassano del Grappa dove la manifestazione Bassano Fotografia, giunta alla sua quinta edizione, prosegue un’importante attività di promozione dei talenti ed è un fondamentale contesto territoriale per una retrospettiva di valore internazionale. La terza, ma non ultima ragione, è il Museo Civico di Bassano del Grappa dove le strategie di valorizzazione del patrimonio si innestano nella programmazione di mostre su temi e autori che abbiano lasciato un segno nella storia dell’ultimo secolo».

 

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Roma: weekend in musica

I Mercati Traianei

Tornano gli appuntamenti musicali a Mercati Traianei: biglietto simbolico a 1 euro per ascoltare Verdi, Mozart, Schumann, Rachmaninov e Chopin

ROMA – Sarà un week-end in compagnia della grande musica di Giuseppe Verdi, Mozart, Schumann, Rachmaninov e Chopin quello in programma sabato 2 settembre ai Mercati di Traiano (dalle 20 alle 24 ultimo ingresso ore 23, biglietto simbolico di 1 euro) e domenica 3 ore 11.30 al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese (ingresso gratuito). Il programma delle due giornate è realizzato in collaborazione con la Roma Tre Orchestra.

Dopo il successo delle aperture serali del Museo di Roma Palazzo Braschi tutti i sabati di luglio e agosto, il mese di settembre sarà dedicato nuovamente ai MERCATI DI TRAIANO.

Primo appuntamento dunque sabato 2 settembre con due concerti diversi che saranno replicati nel corso della serata. Alle 21.00 e alle 22.30 sulla Terrazza del Belvedere si potrà assistere a Ritratto d’autore: Giuseppe Verdi un racconto della vita e delle opere di Giuseppe Verdi, dell’evoluzione di stile e poetica e della storia dell’epoca. Voce narrante Valerio Vicari, tenore Stefano Marra, pianoforte Andrea Feroci.

Alle 20.15, alle 21.45 e alle 23.15 nella Grande Aula, invece, si svolgerà Il Concerto a domicilio: Mozart, Schumann, Rachmaninov con l’esibizione al pianoforte diFrancesco Grano, Lorenzo Bevacqu e Samuele Piccinini. Saranno eseguiti i seguenti brani:

  1. A. Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore k595
  2. Schumann: Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54
  3. Rachmaninov: Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol minore op. 40

Il biglietto del costo simbolico di 1 euro consentirà al pubblico di accedere al Museo di Via Quattro Novembre, assistere agli spettacoli e ammirare le bellezze storico archeologiche del museo e della mostraI Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità.

Grande musica anche domenica 3 settembre alle 11.30 alMUSEO CARLO BILOTTI di Villa Borghese con Ritratto d’autore: Frederyk Chopin. Damiano Paci eseguirà al pianoforte:

Scherzo in si minore n. 1 op. 20

Sonata in si bemolle minore n. 2 op. 35

Ballata in la bemolle maggiore n. 3 op. 47

Barcarola in fa diesis maggiore op. 60

Polacca-Fantasia in la bemolle maggiore op. 61

Le due giornate rientrano nell’iniziativa “Nel week-end l’arte si anima” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La programmazione è frutto della collaborazione con importanti istituzioni culturali cittadine quali: Casa del Jazz, Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Fondazione Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con le Orchestre dell’Università Roma Tre e di Sapienza Università di Roma.

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Baselitz: a Carpi xilografie dal Cabinet d’Arts Graphiques di Ginevra

Baselitz: a Carpi xilografie dal Cabinet d’Arts Graphiques di Ginevra

 

“Sottosopra”, l’esposizione, che si tiene in occasione della XVIII Biennale di Xilografia contemporanea, presenta 40 opere dell’artista tedesco realizzate tra gli anni ottanta e novanta del Novecento

Dal 15 settembre al 12 novembre 2017, Carpi ospita una personale di Georg Baselitz (Deutschbaselitz, 1938), uno degli artisti più importanti, celebrati e influenti a livello internazionale.

Ai Musei di Palazzo dei Pio, l’autore tedesco presenta 40 xilografie, donate al Cabinet d’Arts Graphiques di Ginevra, realizzate tra gli anni ottanta e novanta del secolo scorso.

L’esposizione, curata da Enzo Di Martino e Manuela Rossi, ideata e prodotta dal Comune di Carpi – Musei di Palazzo dei Pio, col contributo di Fondazione Cassa Risparmio di Carpi, BPER – Banca Popolare dell’Emilia Romagna, CMB, Assicoop-Unipol Assicurazioni, si tiene in occasione della XVIII Biennale di Xilografia contemporanea ed è parte del programma di Festivalfilosofia sulle arti, in programma tra il 15 e 17 settembre, a Carpi, Modena e Sassuolo.

Dopo gli omaggi a Jim Dine (2009), Adolfo De Carolis (2011), a Mimmo Paladino (2013) e a Emilio Isgrò (2015), la Biennale di Xilografia celebra Georg Baselitz, il quale intrattiene con Carpi un legame particolare, quasi sorprendente.

Nella collezione di stampe donate dallo stesso Baselitz al museo ginevrino, infatti, sono presenti due chiaroscuri di Ugo da Carpi, oltre a due esemplari della Sibilla da Raffaello, in versioni cromatiche differenti e a una xilografia di Niccolò Vicentino e un chiaroscuro di Niccolò Boldrini, coevi del maestro di Carpi.

La presenza di lavori di Ugo da Carpi nella sua collezione personale induce a pensare che Baselitz abbia voluto avere la possibilità di studiare quelle opere che stanno alla base della tecnica xilografica a chiaroscuro di cui l’artista rinascimentale carpigiano è stato uno dei più importanti esponenti.

Ma non solo; Baselitz sente nel suo essere artista, una sorta di affinità con Ugo da Carpi perché, come scrive Manuela Rossi nel suo testo in catalogo “Ugo da Carpi è uno di quegli artisti che nel suo tempo ha fatto quello che gli altri non facevano e non solo per una questione tecnica, che ha comunque risolto, ma soprattutto per una ragione culturale: rendere accessibile l’immagine d’arte riservata a pochi è stata senza dubbio una delle rivoluzioni sociali più importanti che l’opera di Ugo e degli altri incisori del Rinascimento ha determinato”.

In Baselitz, la grafica non è certo una voce minore, ma riveste un’importanza pari alla sua produzione pittorica e plastica. “Ho fatto xilografie – ha ricordato – sempre quando avevo la necessità di presentare in una forma definitiva un quadro, un’idea d’immagine sviluppata da me e manifesta nei quadri”.

Le opere incise che costituiscono il percorso espositivo a Palazzo dei Pio non tradiscono i canoni che caratterizzano la sua cifra espressiva, ormai divenuta riconoscibile, dove la tradizionale costruzione dell’immagine risulta completamente stravolta. Nelle sue creazioni, la legge gravitazionale viene sconfitta e l’immagine viene capovolta non tanto per generare stupore quanto per mettere in gioco un processo intellettuale e spirituale completamente diverso. Attraverso il capovolgimento, Baselitz toglie allo spettatore il dato che assimila il soggetto ritratto alla realtà e lo trasferisce nel campo dell’organizzazione plastica e visuale. Svuotata del proprio contenuto, la rappresentazione esiste come insieme di segni e colori.

Accompagna la mostra un catalogo APM edizioni.

 

Vademecum

BASELITZ. SOTTOSOPRA
Xilografie dal Cabinet d’Arts Graphiques di Ginevra
Carpi (MO), Musei di Palazzo dei Pio (piazza dei Martiri, 68)
15 settembre – 12 novembre 2017
Orari: da martedì a domenica, ore 10-13; giovedì, sabato, domenica e festivi anche 15-19. Chiuso il lunedì.
Ingresso: intero 5 euro, ridotto 3 euro
Info: tel 059/649955 – 360

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Vittorio Sgarbi racconta Gianfranco Bruno a Pietrasanta

Vittorio Sgarbi racconta Gianfranco Bruno a Pietrasanta

Presentazione del volume dedicato all’opera pittorica del noto critico d’arte. Insieme a Sgarbi, Flavio Arensi

ROMA – Mercoledì 30 agosto 2017, alle ore 19.00, il Salone della SS. Annunziata del Chiostro di Sant’Agostino di Pietrasanta (LU), Vittorio Sgarbi ospita la presentazione del volume “Gianfranco Bruno pittore (Genova 1937-2016)”, dedicato all’opera pittorica del noto critico e studioso d’arte, affermatosi per mostre e saggi di rilevanza nazionale ed internazionale, a poco più di un anno dalla sua scomparsa.

A parlarne saranno Vittorio Sgarbi, autore del saggio introduttivo dedicato alla figura dell’artista genovese, e il critico d’arte Flavio Arensi che ha condiviso con Gianfranco Bruno un intenso rapporto di amicizia e di carriera professionale.

Il libro (Erga Edizioni) è curato da Lia Perissinotti e contiene i testi di Claudio Nembrini e Ruggero Savinio.

La serata è a ingresso libero.

Gianfranco Bruno è stato direttore, dal 1969 al 2001, dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, rinnovandone completamente l’istituzione. Dedicatosi inizialmente, fin dagli ultimi anni del liceo classico, quasi esclusivamente alla pittura, in particolare quella a olio, si impegna, sempre più assiduamente, nella critica d’arte che diverrà nel tempo la sua attività “ufficiale”, senza che questo gli impedisca di proseguire con continuità il suo percorso artistico nell’intero arco della sua vita.

Importante nella sua formazione il soggiorno romano, durante il quale conosce Mafai, Mazzacurati e Fausto Pirandello, frequentazioni che lo introducono nell’ambiente artistico locale e consolidano il suo interesse per la Scuola romana. Successivamente vive a Milano, città con cui rimarrà sempre in contatto. Frequenterà nel tempo in particolare Testori, Tassi, Francese, Chighine, Morlotti, Savinio. Nel 1969, in concomitanza con la sua nomina di direttore dell’Accademia Ligustica, si trasferisce definitivamente a Genova. Dalla metà degli anni Settanta inizia a privilegiare la tecnica del pastello, che diventerà nel tempo il suo mezzo di espressione più consueto. Il suo orientamento artistico si fonda sulla convinzione che esista una continuità tra l’arte antica e quella moderna e in questo senso si può ben comprendere la sua predilezione per l’arte figurativa ed il rifiuto di qualsiasi “originalità” e compromissione in funzione del mercato. Attività artistica e attività critica trovano quindi ambedue motivazione in una scelta di orientamento corrispondente a ben motivate predilezioni personali. Rarissime le apparizioni pubbliche del suo lavoro. Sempre apparso restio ad esporre le sue opere per timore di una negativa interferenza tra la sua attività pubblica di critico e quella più intima e privata di pittore. Prima ed unica personale in Italia, nel 1998, alla Galleria Appiani Arte Trentadue di Milano. Di lui, Vittorio Sgarbi ha scritto: “Bruno è interprete lucido come storico e come pittore”.

Gianfranco Bruno è tra i curatori di importanti mostre allestite in Versilia, in Garfagnana e a Viareggio, con successo di pubblico e di critica. Si ricordano: a Seravezza, Palazzo Mediceo, Plinio Nomellini e la Versilia, 1989; Giuseppe Viner, 1992; Alla ricerca dell’Eden, il paesaggio della Versilia nella pittura italiana tra Otto e Novecento, 1999; Lorenzo Viani. Un maestro dell’espressionismo europeo, 2000; Geometrie della luce. Il paesaggio della Toscana nella pittura italiana tra otto e novecento, 2001; Moses Levi, 2002. A Barga, Palazzo Comunale Pascoli e Nomellini, 1986, e a Villa Gherardi Alberto Magri. Un pittore del ‘900, 1996. A Castelnuovo Garfagnana, Rocca Ariostesca Giovan Battista Santini, 1998. A Viareggio, Palazzo Paolina,  Ai confini della mente. La follia nell’opera di Lorenzo Viani, 2001. 

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