Alla Fabbrica del vapore la terza edizione di Milano Scultura

Alla Fabbrica del vapore la terza edizione di Milano Scultura

Torna la fiera ad ingresso ratuto che mette la scultura al centro della scena: marmo, ceramiche e porcellane, fusioni in bronzo e altri metalli – fino alle installazioni multimediali, ai ready-made, alle evoluzioni della public art

MILANO – Ai nastri di partenza la terza edizione di MILANO SCULTURA, la prima fiera d’arte in Italia (a ingresso libero) che indaga in maniera esclusiva il linguaggio delle arti plastiche.  Nell’Ex Locale Cisterne della Fabbrica del Vapore, dal 17 al 19 novembre 2017, gli espositori, suddivisi tra gallerie, laboratori creativi, accademie e singoli artisti, questi ultimi raccolti nella sezione diffusa Proposte Milano Scultura, faranno il punto sulle arti plastiche declinate secondo linguaggi che spaziano da tecniche e materiali più tradizionali – marmo, ceramiche e porcellane, fusioni in bronzo e altri metalli – fino alle installazioni multimediali, ai ready-made, alle evoluzioni della public art.

Ilaria Centola, ideatrice e fondatrice della manifestazione, e la curatrice Valerio Dehò, già direttore di Kunst Meran/o Arte, continuano quindi il lavoro intrapreso negli scorsi anni. “Milano Scultura – afferma lo stesso Dehò – rinnova il suo appuntamento e vuole consolidarsi nel panorama nazionale per la sua peculiarità”.

Tra le novità di quest’anno, MILANO SCULTURA, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, presenta una nuova location, lo Spazio Messina Due, che ospiterà le opere di grandi dimensioni e le installazioni della collettiva Towncode. Immaginario urbano nell’arte attuale, a cura di Valerio Dehò., che ruoterà attorno alla tematica della rappresentazione della città, intesa come reinvenzione totale.

Gli artisti presenti in mostra saranno scelti nel panorama internazionale e italiano, mettendo a confronto esperienze e linguaggi diversi e saranno selezionati da un pool di gallerie tra le più importanti del novero nazionale che già hanno dedicato al tema alcune mostre ed eventi.

MILANO SCULTURA arricchisce la propria offerta al pubblico con diversi progetti speciali che contribuiscono a dare conto delle nuove tendenze nazionali e internazionali nel campo delle arti plastiche.

Tra questi, si segnala quello di Flavio Pellegrini, dal titolo Nero, che proporrà una serie di sculture da parete nelle quali il colore nero, per le sue caratteristiche fisiche, assorbe tutta la luce visibile e restituisce una percezione priva di ogni sensazione cromatica.

Anche per il 2017, MILANO SCULTURA riproporrà la collaborazione con l’Accademia di Brera per una serie di iniziative che coinvolgerà gli allievi e i professori.

Tra queste, La materia della scultura è un evento col quale vuole evidenziare come gli studenti di Brera entrino in contatto, nel loro percorso didattico con diversi materiali, dai più classici ai meno convenzionali, e ne apprendano morfologie e tecniche. Quest’anno si è stato scelto di esporre opere in marmo, materiale tra i più tradizionali ma che tra le mani di questi giovani artisti si rinnova e si ripropone con diversi spunti interessanti.

MILANO SCULTURA celebrerà, in collaborazione con MAGMA, la figura di Liliana Nocera (1928-2014) Magma Cultural Association, a pochi mesi dalla scomparsa di Liliana Nocera, ha voluto rendere omaggio alla scultrice milanese, una delle figure femminili di rilievo della metà del Novecento. Allieva di Manzù e Messina, titolare dal 1963 della cattedra di scultura al Liceo Artistico di Brera, Liliana Nocera è ricordata anche per essere l’unica scultrice donna ad aver realizzato un’opera per del Duomo di Milano.

Vademecum

MILANO SCULTURA
Milano, Fabbrica del Vapore |  Ex Locale Cisterne e Spazio Messina Due (Via Procaccini 4)
17-19 novembre 2017
Orari: venerdì 18-22 sabato 12-20, domenica 12-20
Ingresso libero
Informazioni: info@stepartfair.com
www.stepartfair.com

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“Nel weekend l’arte si anima” porta il jazz ai Mercati Traianei

ROMA – I suoni della musica jazz e i grandi compositori dell’epoca barocca saranno al centro del programma di eventi culturali del prossimo fine settimana organizzati in collaborazione con la Casa del Jazz e Roma Tre Orchestra. Si comincerà sabato 9 settembre con le performance jazzistiche del Francesco Lento Quintet e del Trio Cicconetti/Cantarano/Mazzeo durante l’apertura serale dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (dalle 20 alle 24 ultimo ingresso ore 23 – biglietto simbolico di un euro) e si concluderà domenica 10 alle ore 16.30 presso il Museo Pietro Canonica di Villa Borghese con lo spettacolo L’ensemble Barocco dei musicisti Nelita Maiolatesi (oboe), Angela Naccari (clavicembalo) e Marco Simonacci (violoncello).

Durante la serata di sabato 9 i visitatori avranno l’occasione di assistere a una doppia esibizione musicale che li accompagnerà durante il percorso della propria visita tra i reperti archeologici del Museo di via Quattro Novembre. Con il biglietto di un euro il pubblico potrà ammirare le bellezze dell’intera area, l’esposizione temporanea della mostra I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità e assistere al seguente programma musicale:

Alle 21.00 e alle 22.30 sulla Terrazza del Belvedere si esibirà il Cicconetti/Cantarano/Mazzeo Trio. Questo raffinato guitar trio porterà in scena un repertorio di celeberrimi standards, molti dei quali legati a famose colonne sonore cinematografiche. Con Stefano Cicconetti (batteria), Steve Cantarano (contrabbasso), Francesco Mazzeo (chitarra).

Alle 20.15, alle 21.45 e alle 23.15 nella Grande Aula si terrà, invece, l’esibizione del Francesco Lento Quintet. Uno dei migliori trombettisti di jazz italiani sarà alla testa di questo formidabile quintetto, una sorta di giovane ‘all stars’, alle prese durante la serata con i cavalli di battaglia della leggendaria etichetta discografica “Blue Note”. Con Francesco Lento (tromba), Daniele Tittarelli (sax alto), Domenico Sanna (piano), Luca Fattorini (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria).

Sarà invece un piccolo viaggio nel gusto di un tempo e di uno stile compositivo quello che Nelita Maiolatesi, Angela Naccari, Marco Simonacci dedicheranno domenica 10 settembre alle ore 16.30 presso il Museo Pietro Canonica alla musica di alcuni tra i principali compositori dell’epoca barocca. Gli strumenti da loro impiegati saranno quelli tipici di questo periodo: oboe e cembalo, uniti al cello per rafforzare il continuo.

Programma: G.P. Telemann: Sonata in mi minore TW 41:e6; J.S. Bach: Sonata in mi bemolle BWV 1031; A. Vivaldi: Sonata in do minore RV 52; C.P.E. Bach: Sonata in sol minore Wq 135.

Le due giornate rientrano nell’iniziativa “Nel week-end l’arte si anima” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La programmazione è frutto della collaborazione con importanti istituzioni culturali cittadine quali: Casa del Jazz, Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Fondazione Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con le Orchestre dell’Università Roma Tre e di Sapienza Università di Roma.

Vademecum

SABATO 9 SETTEMBRE
Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali| Apertura dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
“Francesco Lento Quintet”
“Cicconetti/Cantarano/Mazzeo Trio”
in collaborazione con la Casa del Jazz
Biglietto del costo simbolico di 1 euro

DOMENICA 10 SETTEMBRE | Concerto gratuito
Museo Pietro Canonica | ore 16.30 – “L’ensemble Barocco” in collaborazione con Roma Tre Orchestra

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“Nel weekend l’arte si anima” porta il jazz ai Mercati Traianei

ROMA – I suoni della musica jazz e i grandi compositori dell’epoca barocca saranno al centro del programma di eventi culturali del prossimo fine settimana organizzati in collaborazione con la Casa del Jazz e Roma Tre Orchestra. Si comincerà sabato 9 settembre con le performance jazzistiche del Francesco Lento Quintet e del Trio Cicconetti/Cantarano/Mazzeo durante l’apertura serale dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (dalle 20 alle 24 ultimo ingresso ore 23 – biglietto simbolico di un euro) e si concluderà domenica 10 alle ore 16.30 presso il Museo Pietro Canonica di Villa Borghese con lo spettacolo L’ensemble Barocco dei musicisti Nelita Maiolatesi (oboe), Angela Naccari (clavicembalo) e Marco Simonacci (violoncello).

Durante la serata di sabato 9 i visitatori avranno l’occasione di assistere a una doppia esibizione musicale che li accompagnerà durante il percorso della propria visita tra i reperti archeologici del Museo di via Quattro Novembre. Con il biglietto di un euro il pubblico potrà ammirare le bellezze dell’intera area, l’esposizione temporanea della mostra I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità e assistere al seguente programma musicale:

Alle 21.00 e alle 22.30 sulla Terrazza del Belvedere si esibirà il Cicconetti/Cantarano/Mazzeo Trio. Questo raffinato guitar trio porterà in scena un repertorio di celeberrimi standards, molti dei quali legati a famose colonne sonore cinematografiche. Con Stefano Cicconetti (batteria), Steve Cantarano (contrabbasso), Francesco Mazzeo (chitarra).

Alle 20.15, alle 21.45 e alle 23.15 nella Grande Aula si terrà, invece, l’esibizione del Francesco Lento Quintet. Uno dei migliori trombettisti di jazz italiani sarà alla testa di questo formidabile quintetto, una sorta di giovane ‘all stars’, alle prese durante la serata con i cavalli di battaglia della leggendaria etichetta discografica “Blue Note”. Con Francesco Lento (tromba), Daniele Tittarelli (sax alto), Domenico Sanna (piano), Luca Fattorini (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria).

Sarà invece un piccolo viaggio nel gusto di un tempo e di uno stile compositivo quello che Nelita Maiolatesi, Angela Naccari, Marco Simonacci dedicheranno domenica 10 settembre alle ore 16.30 presso il Museo Pietro Canonica alla musica di alcuni tra i principali compositori dell’epoca barocca. Gli strumenti da loro impiegati saranno quelli tipici di questo periodo: oboe e cembalo, uniti al cello per rafforzare il continuo.

Programma: G.P. Telemann: Sonata in mi minore TW 41:e6; J.S. Bach: Sonata in mi bemolle BWV 1031; A. Vivaldi: Sonata in do minore RV 52; C.P.E. Bach: Sonata in sol minore Wq 135.

Le due giornate rientrano nell’iniziativa “Nel week-end l’arte si anima” promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La programmazione è frutto della collaborazione con importanti istituzioni culturali cittadine quali: Casa del Jazz, Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Fondazione Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con le Orchestre dell’Università Roma Tre e di Sapienza Università di Roma.

Vademecum

SABATO 9 SETTEMBRE
Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali| Apertura dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
“Francesco Lento Quintet”
“Cicconetti/Cantarano/Mazzeo Trio”
in collaborazione con la Casa del Jazz
Biglietto del costo simbolico di 1 euro

DOMENICA 10 SETTEMBRE | Concerto gratuito
Museo Pietro Canonica | ore 16.30 – “L’ensemble Barocco” in collaborazione con Roma Tre Orchestra

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Abu Dhabi, l’11 novembre apre «il Louvre delle sabbie»

Parigi. L’attesa è stata lunga. Più volte promessa negli ultimi cinque anni e sempre rinviata, la data di apertura del Louvre «delle sabbie» di Abu Dhabi è stata finalmente annunciata questa mattina. Il museo aprirà le porte l’11 novembre, dieci anni dopo l’avvio della collaborazione tra l’istituzione parigina e gli Emirati Arabi. L’accordo di collaborazione era stato firmato nel marzo 2007 e include la cessione del «marchio» Louvre a Abu Dhabi per 30 anni e 6 mesi, il prestito per 10 anni di opere da tredici musei francesi, tra cui la reggia di Versailles, i musei d’Orsay, Guimet e Rodin, e la Bibliothèque nationale de France, e l’invio di esperti per l’organizzazione di mostre temporanee per 15 anni. Valore dell’operazione: un miliardo di euro.«Volevamo aspettare la stagione più bella ad Abu Dhabi per poter celebrare, con concerti, danze e proiezioni, la nascita del primo museo universale del Medio Oriente», ha detto Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, intervenendo alla radio RTL. In un comunicato diffuso questa mattina la ministra della Cultura francese, Françoise Nyssen, sottolinea che l’inaugurazione del nuovo museo «segna la tappa principale nello sviluppo della cooperazione tra gli Emirati Arabi Uniti e la Francia. Questo museo, si legge nella nota, è uno dei progetti culturali più ambiziosi al mondo. La Francia è fiera di parteciparvi». Nello stesso comunicato, Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente della Abu Dhabi Tourism & Culture Authority, insiste sulla stabilità e modernità del paese: «Il Louvre Abu Dhabi, dice, è il simbolo di una visione tollerante e aperta alla diversità, e l’espressione più moderna della lunga tradizione di salvaguardia del patrimonio culturale incoraggiata dai padri fondatori degli Emirati Arabi Uniti».La dimensione politica dell’evento sarà sottolineata dalla presenza l’11 novembre del presidente francese Emmanuel Macron. Il grandioso edificio di 86mila metri quadrati progettato dall’architetto francese Jean Nouvel «che sembra galleggiare sull’acqua», ha detto Manuel Rabaté, sorge sull’isola di Saadiyat (che significa «felicità») dove si trovano già una sede della New York University, un golf e diversi alberghi. Vi apriranno a termine anche un Guggenheim per l’arte contemporanea (su progetto di Frank Gehry) e un museo dedicato alla storia degli Emirati (su progetto di Norman Foster).Il Louvre Abu Dhabi presenterà circa 700 opere d’arte, dall’antichità ad oggi, provenienti dalle collezioni degli Emirati e dai prestiti dei musei francesi. Da Parigi partono alcuni capolavori: «La Belle Ferronnière» di Leonardo dal Louvre, un ritratto di Van Gogh dal d’Orsay, un «Globo» di Coronelli dalla BNF, il «Bonaparte franchissant les Alpes» di Jacques-Louis David da Versailles, una «Donna in piedi» di Giacometti dal Centre Pompidou e l’«Apollo del Belvedere» del Primaticcio dal Castello di Fontainebleau.Il 21 dicembre aprirà la mostra inaugurale dal titolo «D’un Louvre à l’autre: ouvrir un musée pour tous».articoli correlati:Il francese Manuel Rabaté alla guida del Louvre Abu DhabiAbu Dhabi: non ce la faremoEcco i primi capolavori del Louvre di Abu Dhabi

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Palazzo Madama: scuole e maestri dell’arte precolombiana

Palazzo Madama: scuole e maestri dell’arte precolombiana

In occasione della mostra “Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento” proseguono le conferenze a tema: mercoledì ncontro con l’americanista Antonio Aimi

ROMA – Proseguono a Palazzo Madama gli incontri di approfondimento organizzati in occasione della mostra Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento in corso in Sala Atelier fino al 18 settembre 2017.

Il ciclo di conferenze – realizzato in collaborazione con il Sistema Museale Ateneo di Torino e con il Consolato del Messico a Milano – offre l’approfondimento delle molte tematiche affrontate dalla mostra che, con oltre 130 oggetti esposti tra armi, strumenti musicali, oggetti sacri e ornamenti, consente di intraprendere un viaggio attraverso quattro continenti: Africa, Asia, Oceania e America.

La conferenza di mercoledì 6 settembre 2017 alle 17.30 a cura di Antonio Aimi è dedicata alle scuole e ai maestri dell’arte precolombiana.

Consultando le numerose pubblicazioni sull’argomento, emerge la tendenza a trattare le culture precolombiane solo da un punto di vista archeologico, condizione necessaria ma non sufficientemente esauriente. La differenza sostanziale, tanto nei manuali universitari, quanto nelle monografie specialistiche e nelle sintesi di largo respiro, sta nella mancanza di ogni riferimento alle tematiche che sono centrali per gli storici dell’arte occidentale: i giudizi di valore specificamente estetici, la gerarchia delle opere, l’attribuzionismo.

L’incontro è l’occasione per presentare al pubblico le principali correnti artistiche, le Scuole e i Maestri dell’arte precolombiana, partendo dalla gerarchia delle opere e dalla tematica delle attribuzioni, dopo aver collocato le culture dell’America precolombiana nello spazio e nel tempo.

Ingresso gratuito alla conferenza (fino a esaurimento posti disponibili). Prenotazioni consigliate (t. 011 4436999 – email didattica@fondazionetorinomusei.it).

Vademecum

LE SCUOLE E I MAESTRI DELL’ARTE PRECOLOMBIANA
Incontro a cura di Antonio Aimi, americanista
Palazzo Madama
Piazza Castello – Torino
Mercoledì 6 settembre 2017
ore 17.30

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Palazzo Madama: scuole e maestri dell’arte precolombiana

Palazzo Madama: scuole e maestri dell’arte precolombiana

In occasione della mostra “Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento” proseguono le conferenze a tema: mercoledì ncontro con l’americanista Antonio Aimi

ROMA – Proseguono a Palazzo Madama gli incontri di approfondimento organizzati in occasione della mostra Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento in corso in Sala Atelier fino al 18 settembre 2017.

Il ciclo di conferenze – realizzato in collaborazione con il Sistema Museale Ateneo di Torino e con il Consolato del Messico a Milano – offre l’approfondimento delle molte tematiche affrontate dalla mostra che, con oltre 130 oggetti esposti tra armi, strumenti musicali, oggetti sacri e ornamenti, consente di intraprendere un viaggio attraverso quattro continenti: Africa, Asia, Oceania e America.

La conferenza di mercoledì 6 settembre 2017 alle 17.30 a cura di Antonio Aimi è dedicata alle scuole e ai maestri dell’arte precolombiana.

Consultando le numerose pubblicazioni sull’argomento, emerge la tendenza a trattare le culture precolombiane solo da un punto di vista archeologico, condizione necessaria ma non sufficientemente esauriente. La differenza sostanziale, tanto nei manuali universitari, quanto nelle monografie specialistiche e nelle sintesi di largo respiro, sta nella mancanza di ogni riferimento alle tematiche che sono centrali per gli storici dell’arte occidentale: i giudizi di valore specificamente estetici, la gerarchia delle opere, l’attribuzionismo.

L’incontro è l’occasione per presentare al pubblico le principali correnti artistiche, le Scuole e i Maestri dell’arte precolombiana, partendo dalla gerarchia delle opere e dalla tematica delle attribuzioni, dopo aver collocato le culture dell’America precolombiana nello spazio e nel tempo.

Ingresso gratuito alla conferenza (fino a esaurimento posti disponibili). Prenotazioni consigliate (t. 011 4436999 – email didattica@fondazionetorinomusei.it).

Vademecum

LE SCUOLE E I MAESTRI DELL’ARTE PRECOLOMBIANA
Incontro a cura di Antonio Aimi, americanista
Palazzo Madama
Piazza Castello – Torino
Mercoledì 6 settembre 2017
ore 17.30

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Puglia, Land art tra le saline

Margherita di Savoia (BT). Apulia Land Art Festival giunge alla quinta edizione (8-9-10 settembre). L’evento, curato da Helia Hamedani e Girolamo Pizzetti, ha come scenario le Saline di Margherita di Savoia. Un luogo unico nel suo genere, sono tra le più grandi del bacino del Mediterraneo, con un peculiare ecosistema, che consentirà agli artisti di confrontarsi e dialogare non solo con la materia prima estratta dalle antiche vasche (già citate da Plinio il Vecchio), ma anche con le comunità del territorio. Il sale, elemento fondamentale per la vita dell’uomo, in antichità più prezioso dell’oro, perché legato alla conservazione del cibo, sarà dunque il protagonista indiscusso dell’iniziativa; il filo rosso che, attraverso la ricerca/azione degli artisti, catalizzerà il processo di connessione dell’uomo alla natura.SaliNaturaè, infatti, il titolo della edizione 2017, che, come spiega Pizzetti, uno dei curatori,propone «una serie di installazioni e performance che operano integrandosi nello spazio della Salina. È la Salina stessa, infatti, a configurarsi come una straordinaria opera di Land Art, collettiva e plurisecolare e agli artisti è demandato il compito di amplificare e reinterpretare criticamente l’ambiente dato».Gli artisti, attraverso i vari progetti visivi, entreranno in simbiosi con il paesaggio (umano e naturale) e l’ambiente della Salina, rivisitandone la storia, dal pioneristico progetto di Luigi Vanvitelli (1700-1773) a quello più moderno del «Magazzino» di Pier Luigi Nervi (1891-1979), e gli attuali sviluppi. Interventi che terranno presente anche alcune peculiarità cromatiche del paesaggio, come la particolare colorazione rosa delle acque delle vasche, dovuta alla presenza dell’alga Dunaliella salina, che contrasta con il bianco dell’area. «Si tratta di una rete relazionale, spiega Hamedani, un esperimento che apre alle possibilità dell’incontro, come si incontrano i colori sfumati delle acque racchiusi nelle vasche della salina. È un progetto a mosaico, che riconosce la compresenza, apprezza la differenza e mira all’imprevisto, all’uscita dall’ordinario partendo dalla vita stessa del luogo».Numerosi e da diverse nazioni gli artisti che hanno risposto al bando internazionale (da Taiwan alla Spagna, dall’Iran alla Germania); tra tutti sono stati selezionati i seguenti nomi: Nirit Rechavi (Israele); Francesco di Tillo (Italia); Sonia Andresano (Italia); Laura Cionci (Italia); Connor Maley & Victoria DeBlassie (USA); Francesco Romanelli (Italia); Andreas Zampella (Italia); Rosa Tharrats & Gabriel Ventura (Spagna); Elisabetta Serpi & Anahi Angela Mariotti (Italia); Paolo Uboldi (Italia).Gli artisti, coordinati dai due curatori, opereranno in loco per circa dieci giorni, così da immergersi totalmente nella realtà e nella memoria del luogo.Il festival si compone anche di una seconda sezione, Contributi, a cura di Giuseppe Capparelli, che vedrà la collocazione nel centro cittadino di sei grandi opere permanenti di: Felice Tagliaferri, Ninni Donato/Angela Pellicanò, Giulio Manglaviti , Riccardo Murelli, Luigi Loquarto.La manifestazione sarà arricchita anche dall’intervento dell’artista Iginio De Luca, che realizzerà un’opera site specific dedicata al contesto territoriale.Al termine del convegno artistico/scientifico, che si terrà nel corso delle tre giornate, coordinato da Giosuè Prezioso, una giuria di esperti decreterà i migliori interventi delle due sezioni.Per ulteriori approfondimenti sull’articolato programma del festival (interventi d’arte nella Salina e in città, convegni e altre iniziative culturali in via di allestimento): www.apulialandartfestival.it

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Parigi, un premio italo-francese per la letteratura «fuori dal libro»

Parigi. Il Centre Pompidou e la Fondazione Bonotto si sono unite per creare un nuovo inedito premio letterario che ricompensa la letteratura «fuori dal libro». Non a caso il premio, che sarà assegnato domani 6 settembre a Parigi in apertura del festival Extra!, alla sua prima edizione, prende il nome di Bernard Heidsieck, poeta francese padre della poesia sonora, scomparso nel novembre 2014 a 86 anni. È a lui che si deve infatti la formula di letteratura «hors livre» che comprende quelle avanguardie letterarie che si sono emancipate dall’oggetto-libro per prendere forme espressive alternative, dalle poesie-spartiti e audio-poemi alle altre performance sonore e visive.L’unione delle due istituzioni, di Parigi e di Molvena (in provincia di Venezia), nasce dal comune interesse per la poesia sperimentale. La Fondazione Bonotto, creata nel 2013, si impegna a sostenere le forme d’arte di ispirazione Fluxus e la poesia visiva e sonora. Da parte sua, il Centre Pompidou ospitava riflessioni sul «fuori dal libro» già negli anni Settanta promuovendo tra l’altro il festival internazionale Polyphonix, nato nel 1979, dedicato alla poesia diretta, al video, alla performance.Il nuovo Prix littéraire Bernard-Heidsieck-Centre Pompidou sarà assegnato la sera di apertura della nuova rassegna parigina (dal 6 al 10 settembre) che mette in programma performance di scrittori, tra cui Emmanuelle Pireyre, Laura Vazquez e Arno Calleja, Hugues Jallon, lo showcase del rapper Elom20ce, proiezioni di film e documentari, spettacoli e dibattiti. Il premio, si legge nel testo di presentazione del festival, ricompenserà «il migliore o i migliori autore e le migliori opere nel settore della letteratura extra libraria». Si articola in tre categorie: il Prix d’honneur, conferito a «un autore distintosi per la totalità della sua opera», il Prix de l’année (2017), assegnato a «un’opera specifica recente considerata di notevole interesse», e la Mention Fondazione Bonotto, che assegna all’artista premiato la residenza di una settimana presso la Fondazione di Molvena per realizzare un arazzo in collaborazione con la Bonotto spa (che sarà poi esposto al Pompidou il prossimo anno). Nathalie Heidsieck, figlia di Bernard Heidsieck, e Patrizio Peterlini, direttore della Fondazione Bonotto, figurano nella giuria presieduta dall’artista plastico e scrittore Jean-Jacques Lebel. Gli autori nominati sono: Caroline Bergvall (performance sonore); Olivier Cadiot, Ludovic Lagarde, Laurent Poitrenaux, Providence (arti performative); Marc Alexandre Oho Bambe, alias Capitaine Alexandre (poesia/slam); Alex Cecchetti (passeggiate poetiche); Elitza Gueorguieva (scrittura & video); Louise Hervé e Chloé Maillet (performance narrative); 
Karl Holmqvist (poesia visiva); 
Michel Houellebecq (per la mostra al Palais de Tokyo, 2017); 
Bruno Latour (teoria fuori dal libro); 
Sandra Moussempès (poesia-performance); 
Emmanuelle Pireyre (letteratura multimediale); Cally Spooner (letteratura esposta).

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