Sisma centro Italia. Premio europeo per l’unità di crisi delle Marche del Mibact

Sisma centro Italia. Premio europeo per l’unità di crisi delle Marche del Mibact

A Maastricht la European Association Archaeologists ha consegnato all’Uccr marchigiana il premio European Archaeological Heritage Prize 2017 per l’eccezionale dedizione nel lavoro di protezione e conservazione del patrimonio culturale danneggiato dal sisma del 2016

ANCONA – E’ stato assegnato all’Uccr (Unità di crisi e coordinamento regionale) delle Marche del Mibact il premio European Archaeological Heritage Prize 2017 per il lavoro di salvataggio dei beni culturali sul territorio a seguito del terremoto dello scorso anno. 

La candidatura è stata avanzata dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, nella persona dalla prof. Anna Santucci, associato alla cattedra di archeologia classica, secondo la quale il lavoro svolto merita “la gratitudine della comunità internazionale”. 

Una nota spiega che per il terremoto, l’Uccr delle Marche ha stilato, fino alla fine di luglio, 2.400 schede rilievo, recuperato 9.000 beni mobili, 2.100 metri lineari di archivi e più di 4.000 volumi, oltre a mettere in sicurezza 647 beni monumentali. 

Da sottolineare in particolare il lavoro, a volte certosino, di separazione delle macerie fatto in loco, spesso in zone periferiche e difficilmente raggiungibili. Dopo il reperimento dei beni culturali, la  catalogazione e la conservazione degli stessi è stata gestita con tecnologie all’avanguardia. Attraverso microchip, i singoli frammenti sono stati associati a ciascun bene architettonico, per la futura ricostruzione. 

Si legge nelle motivazioni del premio: “L’idea guida del progetto è che ogni singolo monumento sito o museo è una componente elementare ma fondamentale del paesaggio storico, una testimonianza materiale della relazione culturale che le comunità stabiliscono nel tempo con i loro territori e paesaggi. La distruzione del patrimonio mina le basi della società, mentre la sua tutela significa anche la salvaguardia della collettività. Attraverso questa iniziativa che mira a preservare quello che può essere preservato, che rileva il danno e recupera questo patrimonio danneggiato, le comunità locali possono superare la difficile situazione e tornare a prosperare all’interno del loro territorio di origine”. 

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Antonio Ratti, artefice e imprenditore. Raccontato dalla figlia Annie

Profondo conoscitore d’arte e di tessuti, Antonio Ratti è il protagonista della rassegna in arrivo a Palazzo Te. Un percorso a tappe attraverso una carriera che ha lasciato il segno, raccontata dalla curatrice, e figlia, Annie Ratti. Tra storia personale, passato e futuro.

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Sotheby’s New York, all’asta un’opera di Basquiat dalla collezione di Yoko Ono

Sotheby's New York, all’asta un’opera di Basquiat dalla collezione di Yoko Ono

Si tratta di “Cabra”, un dipinto su tela con tecnica mista ad acrilico e olio, realizzato nel 1981-82 dal massimo esponente del graffitismo americano

NEW YORK – Andrà all’asta il prossimo 16 novembre da Sotheby’s a New York il dipinto “Cabra” di Jean-Michel Basquiat (1960-1988), un capolavoro proveniente dalla collezione di Yoko Ono. Acquistato dall’artista a New York nel 1993 presso la Tony Shafrazi Gallery, il dipinto è stato esposto al pubblico solo due volte prima della sua presentazione ad Hong Kong in questi giorni. 

L’opera, un dipinto su tela con tecnica mista ad acrilico e olio realizzato nel 1981-82, che raffigura la testa di un toro o di un caprone, andrà all’incanto con una stima tra i 9 e i 12 milioni di dollari. 

“Cabra” fu dipinto nel periodo in cui Basquiat esplorava le sue radici haitiane e portoricane e si interessava agli atleti afroamericani. Il lavoro appartiene infatti a un gruppo di dipinti ispirati a icone della boxe, tra cui Muhammad Ali, Sugar Ray Leonard e Joe Joe Walcott e Oscar Bonavena detto ‘The Bull’.

Parte del ricavato della vendita andrà a favore della Spirit Foundations, fondata da Yoko e John Lennon negli anni Settanta. 

Yoko Ono ha spiegato:  “Ho avuto l’onore di possedere questo capolavoro per oltre vent’anni. E’ giunto il momento che l’opera trovi una nuova destinazione e sono lieta che parte dei ricavati andrà a beneficio della Spirit Foundations fondata con l’intento di diffondere pace e tolleranza nel mondo”. 

Grégoire Billault, responsabile del Dipartimento di Arte Contemporanea di Sotheby’s a New York, ha dichiarato: “A seguito della successo della vendita dell’opera di Jean-Michel Basquiat ‘Untitled’ nel maggio scorso, siamo onorati di essere stati incaricati della vendita di un’altra opera eccezionale firmata dall’artista”. 

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Roma. Museo delle arti e tradizioni popolari. La cultura abbatte i muri

Roma. Museo delle arti e tradizioni popolari. La cultura abbatte i muri

L’8 ottobre per la giornata “Famiglie al museo” visita nelle sale del museo e attività ludico didattica

ROMA – In occasione della giornata F@Mu Famiglie al Museo “La cultura abbatte i muri”, il Museo delle Civiltà, nella sede del Museo delle arti e tradizioni popolari, presenta “Giochiamo a battimuro”. Si tratta di un’attività ludico didattica per conoscerci meglio e abbattere i muri di pregiudizi e campanilismi.

L’appuntamnto prevede una breve visita nelle sale del museo alla scoperta delle preziose tradizioni italiane, successivamente i ragazzi saranno divisi in due squadre separate da un simbolico muro. Ad ogni mattone corrisponde una domanda sul percorso appena fatto. La squadra che indovina la risposta può rimuovere il mattone e così di seguito, fino ad abbattere il muro.

Vademecum

Piazza Guglielmo Marconi 8/10 – Roma EUR
L’attività, per un minimo di 4 partecipanti, è destinata a ragazzi dai 5 ai 10 anni.
Due gli appuntamenti alle ore 10:30 e alle ore 16:30.
Per prenotarsi: gabriella.manna@beniculturali.itsara.visco@beniculturali.it

 

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“Van Gogh multimedia experience” a Taormina prorogata fino al 15 ottobre

TAORMINA (MESSINA) – Viene prorogata fino al 15 ottobre la mostra “Van Gogh multimedia experience” a Taormina. A deciderlo, dopo il successo registrato con oltre 26mila visitatori,  l’organizzazione dell’evento multimediale in sinergia con il Comune”E’ una iniziativa che, visto il movimento registrato – ha affermato l’assessore al Turismo, Salvo Cilona – vale la pena sicuramente di proseguire anche nel mese entrante”. Per altre due settimane la mostra sarà a disposizione di quanti vorranno raggiungere, Palazzo Corvaja, nelle cui sale antiche, è stata allestita l’esposizione multimediale. 

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Olimpiadi: svelato il progetto di Parigi 2024. Restauri e nuove strutture con i miliardi in arrivo

Archiviata con l’ufficializzazione l’assegnazione a Parigi dei giochi olimpici del 2024, iniziano a trapelare le prime informazioni ufficiali sul progetto urbanistico che coinvolgerà la città. Un prospetto avveniristico che punta ad investire i 3 miliardi in arrivo in infrastrutture permanenti per la comunità, mentre le olimpiadi porteranno sugli schermi di tutto il mondo per circa un mese l’immagine della grandeur francese. E mentre Parigi gongola, resta il rimpianto per l’occasione persa da Roma…

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Alle Scuderie del Quirinale la potenza creativa di Picasso

«Deux femmes courant sur la plage» (1922) © Succession Picasso

La mostra dal titolo “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925” , a cura di  Olivier Berggruen, in collaborazione con Anunciata von Liechtenstein, raccoglie un centinaio di indiscussi capolavori del maestro provenienti da importanti musei e prestigiose collezioni

ROMA – La mostra che si è aperta a Roma alle Scuderie del Quirinale, dal titolo “Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915 – 1925”, è un’importante occasione per conoscere in modo più approfondito la potenza creativa del pittore spagnolo, banalmente conosciuto solo come l’inventore del Cubismo.

L’evento raccoglie un centinaio di indiscussi capolavori del maestro esposti e scelti dal curatore Olivier Berggruen, in collaborazione con Anunciata von Liechtenstein, grazie ai prestiti di musei e collezioni prestigiose quali il Musée Picasso e il Centre Pompidou di Parigi, il Tate di Londra, il Metropolitan Museum e il Guggenheim di New York, il Museum Berggruen di Berlino.

Percorrendo le sale delle Scuderie è difficile non restare meravigliati dall’estrema abilità espressiva di Pablo Picasso, dalla sua capacità sorprendente di passare dall’elemento figurato perfettamente delineato a quello scomposto in forme geometriche, volumetriche, dove si avverte chiaramente l’influenza di Cezanne.

Ammirando i quadri di Picasso (1881 – 1973) si comprende benissimo non solo la sua indiscussa sensibilità artistica che, del resto, si era già manifestata in precoce età, ma anche e soprattutto la sua volontà di non restare legato, fissato ad un unico registro pittorico, come ad esempio fecero Monet, Gauguin e tanti altri, ma di andare sempre oltre, di attraversare differenti percorsi rappresentativi fino ad arrivare alla fase cubista che però fu limitata ad un decennio e che non lo riassume affatto. Il cosiddetto periodo cubista, infatti, che intraprese assieme all’amico pittore George Braque, va dal 1906 al 1917, concludendosi con il suo viaggio in Italia ed è simboleggiato dal quadro “Les demoiselles d’Avignon” dove viene teorizzata la scomposizione del soggetto raffigurato in diversi punti di vista, come accadeva nella visione prospettica e nella dinamicità di una visibilità quasi cinematografica (siamo agli albori del cinema).

Di certo il suo cubismo, come quello di altri artisti del tempo, nasce come reazione all’Impressionismo, troppo centrato sul semplice studio della luce e del colore, accentuando il valore del volume, della figura; in particolare il colore viene visto come componente solo decorativa, quasi elemento di disturbo per l’artista e lo spettatore che devono invece concentrarsi sull’elemento reale.

La mostra permette di apprezzare proprio questa particolare esperienza del cubismo di Picasso e il suo superamento per approdare ad un figurativo quasi monumentale, inserendo nei suoi quadri l’influenza del primitivismo africano e la fascinazione per l’arte antica italiana. Le Sale delle Scuderie raccolgono opere che ovviamente puntano a far concentrare lo spettatore sul momento di permanenza del pittore in Italia, dove tra l’altro incontrò e sposò la sua prima moglie Olga Kolkova, e che fanno comprendere la sua versatilità, la sua duttilità nel passare da una modalità espressiva ad un’altra, la sua inarrivabile tecnica rappresentativa.

Tra le opere del periodo è d’obbligo citare “Ritratto d’Olga in poltrona” e il “Ritratto di Paul”, il loro figlio, vestito d’arlecchino, inoltre “Il Flauto di Pan” oppure “Due donne che corrono sulla spiaggia”. Infine l’opera monumentale il “Sipario Parade”, creato per il Ballets Russes di Diaghilev che si tenevano nel 1917 e rappresenta un circo con pagliacci, ballerini ed animali, altro tema caro all’artista spagnolo.

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Museo Egizio di Torino: “Geroglifici…che emozione!”

Stele di Horhernakht figlio di Khety

Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre, alle ore 10:10 una visita guidata per bambini accompagnati dalle famiglie tra formule magiche e geroglifici 

TORINO – Aiutati dall’egittologo museale, i giovani visitatori e i loro accompagnatori sono coinvolti nella scoperta del funzionamento base dell’affascinante scrittura geroglifica.

Approfittando dell’occasione, inoltre, potranno osservare con attenzione i reperti egizi distribuiti lungo tutto il percorso della visita, alla ricerca di nomi e formule legate alle superstizioni e ai desideri degli antichi Egizi, talvolta sorprendentemente simili ai nostri.

Un percorso intrigante, capace di dare vita ai messaggi trasmessi da alcuni dei protagonisti della civiltà nilotica, che punta l’attenzione sul fascino della scrittura geroglifica, un’arte rivelata a pochi eletti grazie ad un lungo e complicato insegnamento.

Vademecum

Museo Egizio – via Accademia delle Scienze 6
Geroglifici…che emozione!
Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori
Data e orari: sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre, ore 10:10
Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00
Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it
 

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Alla scoperta di Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura con Antonio Paolucci

Alla scoperta di Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura con Antonio Paolucci

Venerdì 29 settembre alle 19.25 su Rai5 terzo appuntamento con la serie prodotta da Rai Cultura “I Luoghi del Giubileo”

Due fra i luoghi simbolo del Giubileo e  capolavori artistici che a Roma, capitale del Cattolicesimo, hanno dato forma nei secoli alla spiritualità e alla religione sono le basiliche di Santa Maria maggiore e di San Paolo fuori le mura.

Sostando di fronte a Santa Maria Maggiore, si nota la magnifica, e altissima, colonna romana innalzata all’inizio del ‘600. Questa colonna è in asse con l’obelisco di San Giovanni in Laterano. Entrambe le opere, nell’ordinamento urbanistico voluto da Papa Sisto V alla fine del Cinquecento, sono le meridiane del Giubileo: la grande colonna e l’obelisco uniscono idealmente le due basiliche più importanti dopo San Pietro. La basilica di Santa Maria Maggiore è una antichissima costruzione paleocristiana a tre navate decorata con magnifici mosaici, incapsulata in un involucro barocco realizzato dagli architetti Fuga e Rinaldi.

Sulla via verso il mare sorge San Paolo che custodisce la memoria dell’Apostolo che in questo luogo venne decapitato. La chiesa è collocata fuori dalla cerchia muraria poiché la legge romana vietava le sepolture dentro la città. L’antica San Paolo fu distrutta da un incendio nel 1823 e ricostruita nelle attuali forme classicheggianti.

 

 
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