Sei street e poster artist invadono Castellina Scalo in Toscana con le loro opere. Le immagini

Le immagini di una mostra all’aria aperta di street e poster art che ha letteralmente modificato una frazione del comune di Monteriggioni, in Toscana. Il progetto curato da Gaia Pasi è giunto alla conclusione ed ha presentato al pubblico i risultati.

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Il New Yorker: Italia, abbattete gli edifici fascisti. Ma la proposta del giornale è travisata

Infiamma in Italia il dibattito contro l’articolo scritto da Ruth Ben Ghiat sulle colonne del New Yorker, in cui l’autrice si chiede come il nostro Paese possa vivere fianco a fianco con la storia fascista. Per molti è un invito ad abbattere i gioielli dell’architettura modernista e razionalista. Ma se invece fosse solo un invito a innescare una riflessione critica contro antichi fantasmi?

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Tigri in ciabatte. Una residenza e una mostra a Venezia

La Galleria Massimodeluca di Mestre ha fatto da cornice attiva al terzo appuntamento con “Darsena Residency”, il programma di residenza per artisti ideato dalla responsabile dello spazio espositivo, Marina Bastianello. Della mostra e dell’esperienza residenziale abbiamo parlato con lei e con il curatore Daniele Capra.

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Al via la collaborazione tra gli scavi di Pompei e il Museo Madre di Napoli. La parola ai curatori

La mostra Pompei@Madre.Materia Archeologica che sarà inaugurata al Museo Madre il prossimo 18 novembre dà il via ad una inedita collaborazione tra il sito archeologico e il museo d’arte contemporanea. Ne abbiamo parlato con i due curatori, Massimo Osanna e Andrea Villani, che ci hanno raccontato il progetto nei dettagli. Sull’orme di Campania Felix…

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Tutto pronto per ArtVerona

Tutto pronto per ArtVerona

La tredicesima edizione della fiera si tiene dal 13 al 16 ottobre 2017 sotto la nuova direzione artistica di Adriana Polveroni, alla sua guida per il prossimo triennio

VERONA – Conto alla rovescia per la fiera d’arte moderna e contemporanea di Verona che trova nella promozione del sistema dell’arte italiano il suo tratto distintivo.

Negli ultimi anni ArtVerona ha infatti delineato con chiarezza il proprio profilo accreditandosi sempre di più come meta privilegiata di espositori e collezionisti che cercano cura e qualità delle proposte.

Il fil rouge di questa tredicesima edizione è “Viaggio in Italia #BacktoItaly”. Sono 140 le gallerie selezionate, 35 partecipano per la prima volta alla manifestazione, 14 sono le nuove realtà indipendenti, 20 nel settore editoria, 480 coppie di collezionisti vip italiani e stranieri ospitati in città, 30 in più rispetto al 2016.

Romano Artoni, consigliere di amministrazione di Veronafiere, ha spiegato: “ArtVerona sta puntando sempre più sul connubio tra arte e impresa, sensibilizzando una specifica tipologia di pubblico verso questa forma di investimento. Come Veronafiere abbiano aderito al Premio nazionale Cultura+Impresa e le nostre rassegne internazionali come Vinitaly, Marmomac, Fieracavalli, Fieragricola e Samoter, grazie alla capacità di attrarre imprenditori da tutto il mondo, possono rappresentare nuovi contesti di sviluppo per ArtVerona. Non dimentichiamo inoltre il valore aggiunto del nostro territorio con cui la manifestazione ha uno stretto rapporto, coinvolgendone il tessuto economico, sociale e culturale”. 

Le sezioni espositive sono 5: Grand Tour e Scouting, novità di quest’anno, Main Section, Raw Zone e 8-spazi indipendenti. “Spero e intendo impegnarmi affinché ArtVerona possa dare, attraverso l’arte di cui è portatrice, un contributo di visione e fattivo per un maggiore collaborazione con le attività di Veronafiere. – ha detto Adriana Polveroni –  In questo senso la fiera va distribuita con alcune iniziative sull’anno anche per costruire in pubblico più attento. Ma per ora concentriamoci sulle novità di questa edizione, che vede rafforzata la spinta alla ricerca, rappresentata dalle due nuove sezioni: Grand Tour e Scouting. Senza dimenticare di impegnarci nel sostegno della nostra arte – da qui il titolo #backtoitaly – non in una prospettiva “local”, ma mettendo in dialogo il meglio della produzione artistica italiana con il meglio della giovane produzione internazionale”.

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Puglia. Spunta una necropoli e un abitato fortificato di età messapica

Puglia. Spunta una necropoli e un abitato fortificato di età messapica

Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica di Giovanna Cera (UniSalento) e in concessione con la Soprintendenza Archeologia sono state in parte finanziate dal Comune di Nardò e hanno visto la partecipazione degli studenti del Dipartimento di Beni Culturali dell’ateneo salentino

LECCE – Durante una campagna di scavi archeologici, realizzata a pochi chilometri da Nardò (Lecce) in località denominata ‘Li schiavoni’, è stato rinvenuto un abitato fortificato di età messapica e una necropoli. La Messapia (forse “Terra tra i due mari”) fu il nome dato al territorio corrispondente alla Murgia meridionale e al Salento (province di Lecce, di Brindisi e parte della provincia di Taranto) dagli storici greci. Le prime attestazioni della civiltà messapica risalgono all’VIII secolo a.C.  

Il sito, un pianoro sopraelevato, si trova a circa 4 km a nord-est di Porto Cesareo. Le attività di scavo si sono concentrate all’interno di un terreno agricolo di proprietà privata e sono state finalizzate a comprendere le modalità e le fasi di occupazione del sito e a intercettare i resti delle mura di cinta.

E’ stato infatti rinvenuto il tracciato di una cinta muraria antiche, e un fossato che fiancheggia parte del circuito sul lato orientale denota la vocazione difensiva dell’insediamento messapico.  È venuta in luce una poderosa struttura, caratterizzata da due paramenti esterni realizzati a grandi blocchi di forma irregolare e da un riempimento interno di notevole spessore, costituito da pietre calcare e tufacee, coppi e frammenti ceramici. I materiali recuperati dai livelli associati a queste strutture sembrerebbero attestare un’assidua frequentazione dell’area per lo più nell’ambito dell’epoca arcaica e classica, pur comprendendo residui di probabile orizzonte protostorico, dell’Età del Ferro e anche più recenti reperti di età ellenistica, probabilmente ultimo periodo di utilizzo dell’opera difensiva.

Nello stesso sito è stata individuata anche una necropoli.

Una nota del Comune di Nardò spiega:  “L’attività degli scavatori clandestini ha danneggiato per sempre il contesto archeologico e le tombe messe in luce, realizzate in blocchi e lastre di pietra leccese, sono apparse sconvolte e già pesantemente manomesse, impedendo agli archeologi di ricomporre con sicurezza le originarie associazioni di materiali. Degni di particolare interesse, tra questi ultimi, alcuni esemplari di importazione attica, corinzia e coloniale – indizio dei contatti commerciali che gravitavano attorno a questo insediamento – numerosi contenitori o bacini con orlo modanato e pesi da telaio”. 

Le indagini sono solo all’inizio. A settembre 2018 è in programma la prossima campagna di scavi.

 

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