Sei qui

Inaugura la Biennale di Riga. La Lettonia prova ad entrare nel circuito del contemporaneo

“Il cambiamento è un processo costante e impercettibile. Opera in strani modi. Fino a poco tempo fa – al netto di quei rari e radicali momenti di trasformazione personale, sociale o politica – il cambiamento è sembrato insinuarsi lentamente in noi. In anni recenti, e in particolare dall’avvento della rivoluzione tecnologica, sembra che anche l’eracliteo flusso costante di cose sia diventato un torrente. La prima Biennale di Riga riflette sul fenomeno del cambiamento – come è anticipato, esperito, compreso, assimilato e affrontato in quest’epoca di transizioni accelerate e di crescente accelerazione delle nostre vite”.

Zuzeum, Riga. Photo Ansis Starks. Courtesy of RIBOCA
Zuzeum, Riga. Photo Ansis Starks. Courtesy of RIBOCA

CHI LA CURA

Questo è un estratto del lungo statement di Katerina Gregos (ex direttrice artistica della fiera Art Brussels, curatrice del padiglione belga alla 56. Biennale di Venezia e di quello danese all’edizione 54, curatrice della quinta Biennale di Salonicco) per l’esordio dell’ennesima Biennale, questa volta a Riga, capitale della Lettonia, sotto l’acronimo RIBOCA – Riga International Biennial Of Contemporary Art. Insomma, Everything was forever until it was no more ha tutta l’aria di essere solidamente sostenuta da una riflessione critica non peregrina. Che poi tutto questo si traduca in una mostra memorabile, lo si potrà verificare dal 2 giugno, quando aprirà al pubblico.

PERCORSI NELL’EST

Un’occasione, questa, per visitare una delle tre interessantissime Repubbliche Baltiche (insieme a Estonia e Lituania) e a percorrere le strade di Riga, visto che le principali sedi della Biennale sono otto, dall’ex Facoltà di Biologia dell’Università all’Art center Zuzeum, dall’Art Station Dubulti a piazza Sporta. Interessante anche la produzione editoriale connessa, con catalogo d’ordinanza, un handbook che uscirà in ottobre per il finissage e ben quattro libri d’artista, firmati da Stine Marie Jacobsen, Adrian Villar Rojas, Erik Kessels e Sasha Huber & Petri Saarikko.

– Marco Enrico Giacomelli

rigabiennial.com

Articoli Correlati

Lascia un commento