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Giovani occupano alcuni spazi della Fabbrica del Vapore a Milano e il Comune li denuncia

È guerra aperta tra il Comune di Milano ed un gruppo di associazioni giovanili riunite sotto la sigla “Acropolis – Tempio del Futuro Perduto” che hanno occupato illegalmente uno spazio di circa 3000 metri quadri all’interno della Fabbrica del Vapore, luogo per eccellenza votato all’arte e alla creatività del capoluogo meneghino. Le associazioni sostengono che gli spazi fossero abbandonati e in stato di degrado. Il comune risponde dicendo che quegli spazi erano stati regolarmente attribuiti in seguito ad un bando nel 2016 ma, essendo stati vandalizzati da ignoti, erano in attesa di essere ristrutturati prima di essere riassegnati ai legittimi affidatari. Posizioni insomma diametralmente opposte espresse a suon di comunicati e denunce. E mentre la giustizia fa il suo corso accertando eventuali responsabilità proviamo a ricostruire gli eventi.

LO SPAZIO OCCUPATO

Bene pubblico in fase di ristrutturazione, soggetto ad autogestione sperimentale temporanea” è la scritta che campeggia all’ingresso di uno spazio all’interno della Fabbrica del Vapore di Milano. Una formula che ricorda le occupazioni scolastiche degli studenti e che, invece, si riferisce all’occupazione di 3000 metri quadri “lasciati in stato di abbandono e di forte degrado” si affretta a sottolineare, tramite una nota diffusa attraverso i social, il gruppo di associazioni giovanili riunite sotto la sigla “Acropolis – Tempio del Futuro Perduto” che di quello spazio ora rivendica la gestione per poterlo “ristrutturare a proprie spese e riaprire alla collettività attraverso eventi, mostre e manifestazioni culturali”. Uno spazio lasciato incredibilmente incustodito che è già stato vandalizzato in passato dopo essere stato legittimamente assegnato tramite un bando nel 2016 ad una associazione culturale che però non ne è mai entrata in possesso. Fino all’ultimo epilogo. “Un gruppo di associazioni no-profit”, si legge nella nota, “costituite da una sessantina di giovani under 35, che aveva precedentemente partecipato a diversi bandi comunali, si propone per la rigenerazione dell’area – che è costituita da un immobile principale e da un grande giardino alberato – riqualificandola e ristrutturandola a proprie spese quindi senza oneri per il Comune di Milano, per poi riconsegnarla per la futura messa a bando pubblico. L’obiettivo è quello di avviare un programma di attività formative, creative e di spettacolo oltre che offrire opportunità lavorative destinate a giovani milanesi, italiani e stranieri, mettendo a disposizione della città un reale laboratorio di produzione artistica, fucina di cultura, che mira all’avanguardia”. Per il momento  20 tende da campeggio colorate sono state montate nel cortile ad indicare la nascita del nuovo spazio culturale o di contro a marcare la presenza sul territorio.

LA REAZIONE DEL COMUNE

La reazione del Comune di Milano non si è fatta attendere. Oltre alla denuncia formale per occupazione abusiva di suolo pubblico, il Comune ha dichiarato che ogni forma di iniziativa è ben accetta ma solo se avviene nel rispetto delle regole e delle norme condivise. Tutti gli spazi della Fabbrica del Vapore sono assegnati tramite bandi pubblici in concessione d’uso a tempo determinato ad associazioni o collettivi d’artista previa presentazione di progetti culturali dettagliati. Non solo, gli assegnatari versano al comune un regolare canone d’affitto per tutta la durata del contratto. Inoltre, gli spazi non assegnati vengono affittati ciclicamente per mostre o progetti temporanei. Una occupazione, dunque, che rappresenta per il Comune un danno economico oltre che un precedente pericoloso.

-Mariacristina Ferraioli

 

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