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Fotografia oltremanica. Andreas Gursky a Londra

Andreas Gursky (Lipsia, 1955), rinomato per le sue fotografie di enorme formato che spaziano dai panorami alle tematiche ambientali ed economiche senza trascurare la contemporaneità nei suoi aspetti chiave, specifica di non essere interessato a un posto specifico ma a quanto e come quel posto rappresenta il mondo di oggi. La mostra londinese ospita 68 fotografie realizzate a partire dal 1980 e otto nuove opere esposte per la prima volta. La rassegna dedicata a Gursky inaugura la serie di eventi celebrativi del cinquantennale della Hayward Gallery ed è la prima a esser stata organizzata dopo i lavori di ristrutturazione che, tra le altre cose, consentono ora alla luce naturale di attraversare il tetto a prismi piramidali illuminando così una delle grandi sale espositive.

Andreas Gursky. Exhibition view at Hayward Gallery, Londra 2018
Andreas Gursky. Exhibition view at Hayward Gallery, Londra 2018

LE OPERE

Presenti alcune delle opere iconiche del fotografo tedesco, tra le quali Paris, Montparnasse (1993), Rhine II (1999-2015) Kamiokande (2007) e May Day IV (2000-2014). Tra le nuove otto opere da segnalare Pyongyang VI (2007-2017) e Pyongyang VII (2007-2017), che documentano i “Mass Games” nord-coreani ma anche fotografie dove Gursky sperimenta con il suo smartphone anche su formati di ridotte dimensioni rispetto ai suoi soliti standard, con l’eccezione di Utah (2017) dove ha scattato in movimento, con lo smartphone dall’auto, in omaggio proprio al ruolo che questo tipo di fotografia sta assumendo nell’odierna cultura visiva. In mostra anche Chicago Board of Trade III (2009), Prada II (1997) e le famosissime Amazon (2016) e 99 Cent II (2001).

Andreas Gursky. Exhibition view at Hayward Gallery, Londra 2018
Andreas Gursky. Exhibition view at Hayward Gallery, Londra 2018

POSTPRODUZIONE E MANIPOLAZIONE

Interessante come negli ultimi anni l’artista tedesco si sia cimentato anche in vari esperimenti di postproduzione e manipolazione delle fotografie sino a produrne alcune volutamente finte quali Review (2015), che mostra la cancelliera tedesca Angela Merkel e i sui tre predecessori assorti nel vedere l’opera di Barnett Newman Vir Heroicus Sublimis (1950–51), o F1 Pit Stop I (2007), dove moltiplica i meccanici addetti al pit stop di due auto di Formula 1.

Mario Bucolo

Londra // fino al 22 aprile 2018
Andreas Gursky
HAYWARD GALLERY, SOUTHBANK CENTRE
Belvedere Road
www.southbankcentre.co.uk

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