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FestiWall 2018. A Ragusa torna il festival dedicato alla street art e alla rigenerazione urbana

È giunto alla sua quarta edizione FestiWall, festival d’arte pubblica in questi giorni in corso a Ragusa che, dalla sua fondazione nel 2015, ogni anno trasforma la città siciliana in un centro di sperimentazione e ricerca per street artist provenienti da tutto il mondo. Quartier generale della rassegna 2018, e cuore di tutti gli eventi del festival, è il Lanificio, ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni Sessanta, tra i più importanti siti di archeologia industriale della città, che fino al 16 settembre ospiterà concerti, dj set, workshop e talk.

Clemens Behr, Senza Titolo, FestiWall 2018, courtesy l'artista
Clemens Behr, Senza Titolo, FestiWall 2018, courtesy l’artista

IL FESTIVAL

Hense, Mohamed L’Ghacham, Alexey Luka, Telmo Miel, Pastel e Dimitris Taxis sono gli artisti invitati a realizzare 6 opere murali nell’area settentrionale della città che va da viale Europa a via Archimede fino a viale dei Platani, che si sommeranno ai 16 muri delle passate edizioni, contribuendo così al processo di rigenerazione urbana del quartiere, disegnando nuove geografie e nuovi percorsi possibili grazie alla presenza delle opere. “La scelta di intervenire in una zona definita geograficamente all’interno della città”, spiegano Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell’Associazione Culturale Pandora, ideatori e curatori del progetto, “ma ancora priva di una propria identità, deriva dalla necessità del festival di proseguire il suo dialogo con il tessuto urbano utilizzando i muri e l’arte come connettore sociale e urbano, e di compiere un primo passo immaginando una nuova evoluzione della città”.

Alex FaKso, Unseen Places, vista della mostra, foto di Marcello Bocchieri
Alex FaKso, Unseen Places, vista della mostra, foto di Marcello Bocchieri

L’EDIZIONE DI QUEST’ANNO

Oltre a quelli già citati, tra i protagonisti di FestiWall 2018 sono anche gli artisti Clemens Behr, Alex FaKso, Luca Font e gli architetti Gurrieri/Sciveres: Behr ha già realizzato per il festival due installazioni site specific con materiali recuperati all’interno dello spazio stesso, come condotte di areazione e porte in disuso; Fakso invece presenta Unseen Places, mostra personale pensata per FestiWall in cui espone una serie di lavori inediti realizzati tra il 2013 e oggi, invadendo gli spazi dell’Headquarter. Tra le novità di quest’anno è la presentazione di progetto espositivo in realtà aumentata grazie alla collaborazione di Luca Font, artista, writer e tipografo, e Alkanoids, studio di animazione milanese, che insieme raccontano una storia legata al Mediterraneo, alle sue rotte commerciali e migratorie. “L’edizione in corso di FestiWall guarda in maniera più completa all’arte pubblica, non solo muri quindi, ma anche installazioni site specific tra scultura e fotografia”, raccontano ad Artribune Cascone e Sortino. “Abbiamo voluto inoltre sperimentare il muralismo con applicazioni digitali, come la realtà aumentata nel lavoro di Luca Font. Per quanto riguarda la scelta curatoriale di questa edizione, abbiamo voluto ispirarci alle grandi correnti artistiche di fine ‘800 e di inizio ‘900, dall’Impressionismo con Mohamed L’Ghacham, agli assemblaggi dada con Clemens Behr, all’astrattismo di Alexey Luka; allo stesso tempo ognuno di loro è completamente libero e autentico nel suo stile, abbiamo cercato di riunire il meglio di questo movimento non ancora storicizzato o catalogato, ma che verrà sicuramente riconosciuto. Caratteristica costante di FestiWall”, concludono i curatori, “è la collocazione non casuale delle opere, che dialogano strettamente con il territorio: ne è un esempio il prospetto orizzontale che sta realizzando Hense, artista americano per la prima volta in Italia, nel cortile del Liceo Scientifico E.Fermi di Ragusa”.

– Desirée Maida

Ragusa // fino al 16 settembre 2018
FestiWall
Lanificio
Via Feliciano Rossitto 7
www.festiwall.it

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